Viaggi low cost o style and luxury,                 mostre-arte, ecologia, libri, salute: terme..., figli: favole, viaggi con i figli o nipoti...

ed ora anche un romanzo-giallo a puntate vedi "IL MISTERO DELLA STANZA..."    

                      www.donnemammenonnedonne.it

 

                                                                               

Home

RISPARMIO ENERGETICO: TANTI CONSIGLI PER RISPARMIARE VEDI  PIU' SOTTO

DALL’ARCHITETTO MARIO CUCINELLA: 100 mq. PER 100.000 EURO per una casa risparmiosa ed economica

I DATI SCIENTIFICI E IL PROBLEMA DELLA SOVRAPOPOLAZIONE MONDIALE ( da Storia minima della popolazione mondiale, di M.L. Bacci, ed. Il Mulino )

-1 milione gli abitanti della terra nel Paleolitico

-10 milioni nel Neolitico

-100 milioni nell'Età del Bronzo

-750 milioni all'inizio della rivoluzione industriale

-2 miliardi alla fine della Prima Guerra Mondiale

-più di 7 miliardi oggi con una credibile prospettiva  di raggiungere i 10 milairdi alla fine del secolo.

GLI INCREMENTI ANNUI :

-0,1 per mille dal Paleolitico al Neolitico

-0,6  per mille nei 17 secoli precedenti l'avvento delle macchine a vapore

-6 per mille sino al 150

-18 per mille dal 150 ad oggi

ALTRI DATI IMPRESSIONANTI SONO QUELLI SULLA CONCENTRAZIONE URBANA CHE HA RAGGIUNTO IL 50,5% NEL 2010

-Il nostro cervello funziona bene per interagire con gruppi di 100-150 individui in comunità gerarchiche, ma molto solidali tra loro

-Oggi, al contrario di quanto detto qui sopra, viviamo in sovraffollate comunità claustrofobiche ed alienanti!

-Tutto questo e l'introduzione del p.c. e robot causano: minore necessità di manodopera, rilancio della natalità (Cina e Francia) per proteggere l'identità nazionale o religiosa, problemi ecologici, problemi economici e lavorativi, squlibri razziali ed estremismi religiosi, anziani che non lasciano il lavoro non favorendo il ricambio generazionale,  gestione di anziani che sopravvivono a lungo anche con gravi patologie, ma che non sono più autosufficienti in un mondo che non ne rispetta l dignità, problemi economici nazionali per il pagamento di pensioni prolungato, oltre ogni previsione, a causa di una impennata della longevità (anche se ristretta alla popolazione dei benestanti), popolazioni sempre più povere per carestie e cambiamenti climatici...grandi movimenti migratori ecc...

-Non dobbiamo dimenticare che, ancora oggi, tendiamo per istinto ad una alimentazione supercalorica, utile solo quando eravamo cacciatori predatori.

 

 
 

LE ECCELLENZE SCIENTIFICHE IN IITALIA:

iit  Istituto Italiano di Tecnologia, Genova.

L’iit è un modello europeo di ricerca paragonabile all’MIT americano: squadre di ricercatori, scelti tra i migliori del mondo, lavorano insieme per sviluppare avanzatissimi progetti di ricerca: dai robottini biochimici, ai sistemi umanoidi più complessi, alle nanoparticelle …tutto qui è futuro. In pratica si tratta di trasportare i medicinali nel corpo esattamente dove servono, evitare esami dolorosamente invasivi, per esempio la colonoscopia, operare asportando solo e tutte le cellule cancerogene, curare il dolore, curare malattie come l’alzheimer, l’epilessia, sino alla retinite pigmentosa o le maculopatie. Mentre altre ricerche hanno portato alla creazione di robot che si occupano della riabilitazione, meglio degli esseri umani e domani  potranno occuparsi a tempo pieno di anziani come una vera badante. Non meno interessanti sono gli studi sulle celle solari di plastica che faciliteranno l’uso e diminuiranno enormemente i costi.

In poche parti del mondo si incontra tanta interazione tra studiosi di diversi settori: dalla chimica alla biochimica, alla ricerca di nuovi materiali, sensori e motori, dall’industrial design all’ingegneria, alla filosofia, alle neuroscienze e molto altro. Un modello di cui andare giustamente orgogliosi, ma che dovrebbe essere la regola nelle nostre università e in tutti i centri di ricerca. L’iClub, il robot umanoide creato in questo istituto, oggi rappresenta la più avanzata frontiera in questo settore.

In Italia, si sa, le conoscenze di matematica e scienze del cittadino medio sono molto basse. La colpa più macroscopica è quella della scuola che, evidentemente, non è stata in grado di comprendere e comunicare l’importanza di queste materie nello sviluppo dell’economia moderna. E’ evidente e incontestabile una colpa politica, per quanto riguarda i finanziamenti, ma anche accademica per quanto riguarda l’immobilismo causato da miopi guerre intestine di potere.

Quanto detto sopra è ben dimostrato dal giornalista Massimiliano Panarari, La Stampa “TuttoScienze” 11 gennaio 2012, e dai suoi insigni intervistati: Claudio Pogliano,  professore di Storia della scienza all’Università di Pisa e Consigliere dell’Istituto e Museo di storia della scienza di Firenze, e Francesco Cassata, docente di Storia contemporanea all’Università di Genova.

Uno dei, purtroppo, rari esempi di efficiente eccellenza  italiana nel campo della scienza più avanzata è l’iit: Istituto Italiano di Tecnologia, una specie di MIT (USA) tutto italiano, dove lavorano 900 dipendenti di 30 differenti nazionalità, con una età media di 34 anni. Lo stesso Roberto Cingolani, direttore scientifico, ha conseguito laurea in fisica e dottorati, è stato docente e membro di diversi consigli di Commissioni e Ministeri, a vario titolo, in Italia, Germania, Giappone e USA. Oltre a 580 prestigiose pubblicazioni, 30 brevetti e numerosi premi, come il Guido Dorso dal Senato della Repubblica per la sua attività di ricerca.

All’iit regna la regola dell’efficienza: il massimo della resa nel tempo minore per il massimo della qualità al minimo della spesa. Un concetto che dovrebbe essere ovvio, ma che fa la differenza e determina il successo. L’esatto contrario di quanto accade nella normale gestione della “cosa” italiana, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: L’iit continua a macinare successi scientifici ed economici, l’Italia no.

L’iit nasce come istituto tecnologico per la ricerca high-tech: robotica, neuroscienze e a capitale pubblico. La dirigenza scopre un edificio del demanio che ottiene gratuitamente, in 36 mesi di ininterrotto e duro lavoro l’edifico è sventrato e adattato all’uso, rispettando i tempi di programmazione. Dal 2005 si inizia la ricerca con alcuni tra i migliori ricercatori, a livello mondiale, e si studia come far funzionare il tutto al meglio, i modelli sono i centri di ricerca più prestigiosi al mondo: MIT Massachusetts Institute of Tecnology, MAX PLANCK ecc. Oggi l’iit vanta oltre 2.000 pubblicazioni scientifiche sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali come Nature e Science.

Dopo una accurata scelta, tra le università italiane, sono stati creati dei centri-satellite dell’ iit a Torino, Milano, Trento, Parma, Pisa, Napoli e Lecce.

Ogni progetto riceve una valutazione esterna ed indipendente e si procede nel progetto solo se i risultati si sono dimostrati concretamente promettenti.

Per la realizzazione il centro si avvale del contributo di cervelli e preparazioni molto differenti tra loro, come già precisato sopra: dal fisico, al matematico, all’esperto in nanotecnologie, all’ingegnere con differenti specializzazioni, allo psicologo, al farmacologo, al filosofo e altro. A oggi l’ iit vanta 60 brevetti ad altissima tecnologia come la robotica e la farmacologia.

All’ iit ogni dipartimento è sottoposto a verifiche esterne indipendenti e se non da positivi risultati in 3 anni viene chiuso: una selezione dura ed efficace. Nessuno è dipendente fisso, ma le possibilità di una brillante carriera sono concrete e abbastanza veloci. Molti studiosi si recano all’estero per ulteriori esperienze ed alcuni ritornano per continuare la loro carriera.

La più accattivante e famosa ricerca dell’iit è il piccolo, ma bellissimo robot iCub, tutto italiano e che promette un futuro migliore a coloro che lo utilizzeranno come badante, baby sitter, aiuto ai disabili, donna delle pulizie, ma anche per sostituire l’uomo nei lavori più pericolosi e faticosi, in caso di disastri nucleari e molto altro. I problemi che pone iClub sono molteplici dalla mobilità e sensibilità delle dita, al rivestimento che deve essere il più possibile simile alle caratteristiche della pelle umana. Il “cervello” di questo robot dovrà essere capace di funzioni molteplici e complesse, siamo veramente di fronte ad una sfida con il nostro futuro. Responsabile di questo settore è il prof.  Giorgio Metta (Robotics, Brain and Cognitive Sciences).

Per fare un esempio pratico sul lavoro dell’istituto, la NIKON, prestigiosa marca giapponese, ha scelto l’iit per la sua ricerca finalizzata a vedere un micron senza l’uso del costosissimo microscopio elettronico, mentre all’Ospedale Gaslini di Genova già si sono verificati i positivi effetti dei robot, prodotti da iit, per la riabilitazione degli arti infortunati.

Inoltre la ricerca sulle nanoparticelle ha già fruttato la possibilità di ricoprire la carta di polimeri naturali biocompatibili, estratti dalle alghe, con lo scopo di ottenere carta impermeabile o magnetica, con importanti effetti anti-contraffazione nel denaro. Altra applicazione delle nanoparticelle è il trasporto nel sangue di sostanze medicinali, attivabili solo a certe temperature, che possono, ad esempio, raggiungere le cellule cancerogene  e rilasciare il medicinale, ma si prestano a molte altre cure localizzate all’interno dell’organismo.  Non meno significativa è la produzione di celle solari di plastica che possono portare il costo dagli attuali 2,50 euro a solo 30 centesimi per cella.

Un’ulteriore prova della serietà del lavoro dell’ iit sta nel fatto che non evitano di parlare anche dei problemi che queste nuove tecnologie, come le nanoparticelle potrebbero causare all’organismo umano. Ma precisano, giustamente, che nel caso di un paziente a rischio di morte per cancro, starà al medico a valutare i benefici effetti della cura ed i possibili rischi anche lontani nel tempo. Comunque, in attesa di più precisi dati ufficialmente accettabili, all’ iit si è fatto mangiare, alla mosca drosofila,  [foto, gentilmente fornita da iit: particolare di occhio di drosofila con evidenti segni di mutazione genetica]

delle nanoparticelle di oro mescolate alla polenta. La drosofila è una mosca con un ciclo vitale particolarmente breve e quindi adatta a comprendere velocemente eventuali problemi genetici. Purtroppo i primi esperimenti hanno dimostrato l’effetto mutageno sulle generazioni successive. 

-A fronte del fatto che, oggi, nulla si sa sulla sicurezza del 30% dei nuovi materiali, l’ iit sta creando dei protocolli che necessiteranno di 10 anni di lavori per certificare la sicurezza di materiali che sono già di uso normale contenuti anche nei filtri solari, negli spazzolini con argento, balsami per i capelli e in molti prodotti di igiene-bellezza, nuovi tessuti tecnologici...

Le ricerche condotte all’iit  sono di fondamentale importanza per la cura di importanti patologie, abbiamo accennato più sopra al cancro e all’aiuto dei robot nella riabilitazione, ma molti altri sono i campi  interessati. Ad esempio all’ iit si sta studiando come fare interagire i neuroni con la luce. Questi studi sono volti a recuperare i casi di degenerazione nella sensibilità alla luce, in poche parole alla cura delle malattie degenerative che portano alla cecità come la retinite pigmentosa e degenerazione maculare. Al momento si sta lavorando con gli oftalmologi di Verona per dei tentativi di impianti nella retina di animali di neuroni coltivati sopra a polimeri che funzionano anche in ambiente umido come l’occhio.

In una società come la nostra con una crescente popolazione di anziani è, ovviamente, molto importante, anche economicamente, ogni tipo di ricerca per la cura delle varie malattie degenerative. E’ quindi ben comprensibile il valore della ricerca sulle sinaptopatie, che sono alla base dell’espilessia, ma anche altre di tipo degenerativo. Gli studi sulla plasticità psinaptica a breve e lungo termine  sono importanti per lo studio dei sistemi di apprendimento e memoria, ma anche per il controllo del dolore, evitando così l’assunzione di oppioidi per controllare il dolore nelle fasi terminali del cancro, nell’artrosi degenerativa ecc…Lo scopo di questo tipo di studi è quello di restituire e/o ristabilire le disconnessioni avvenute in diverse aree cerebrali a causa di patologie, alzheimer compresa. Allo stesso tempo si stanno sviluppando studi su animali e sull’uomo per arrivare a produrre movimento negli arti artificiali. Altra importante applicazione che si sta sviluppando è la possibilità di ridurre di 10 volte le complicazioni dell’intervento al cervello trovando  il modo di eliminare solo le cellule cancerogene.

Molto interessanti sono anche gli studi sul “supermicroscopio”, di cui si accennava più sopra, in competizione con il costosissimo microscopio elettronico, ma sono anche importanti gli studi per la creazione di un microscopio molto piccolo, ad altissimo dettaglio,  utilizzabile per fare analisi in loco. Inoltre si sta lavorando anche sull’ultra-alto-vuoto per comprendere il comportamento di diverse molecole diverse  di altre anche su molecole organiche.

RINGRAZIAMENTO: Questi articoli sono stati scritti grazie alla visita all’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova organizzata dall’Unione Giornalisti Italiani Scientifici UGIS.

cemento trasparente ITALCEMENTI

UN “KILOMETRO ROSSOTUTTO ITALIANO DI: COMPETENZE, CONOSCENZE, INFORMAZIONI, KNOW-HOW A LIVELLO LOCALE E INTERNAZIONALE. COME LA CASA ECOLOGICA E A BASSO COSTO ENERGETICO PROPOSTA DALL’ARCHITETTO MARIO CUCINELLA: 100 mq. PER 100.000 EURO. IL CEMENTO CHE MANGIA L’INQUINAMENTO, CHE ILLUMINA E CHE ISOLA TERMICAMENTE. 

Il Kilometro Rosso, sull’autostrada A4 alle porte di Bergamo, è un Parco Scientifico Tecnologico che ospita aziende, centri di ricerca, laboratori, attività di produzione high-tech…un distretto dell’innovazione e di alte tecnologie, un punto di aggregazione di imprese con forte propensione innovativa e istituzioni scientifiche. Un nodo di scambio di competenze anche verso l’estero. In poche parole quell’alta tecnologia, consulenza e capacità contrattualistica che rende, noi italiani, unici sul mercato internazionale. Lo  scopo del  Kilometro Rosso è favorire la contaminazione tra pensieri e risorse.

Moltissime le società rappresentate: Porche Akademie, Università di Bergamo, Istituto Mario Negri, Umania, Grembo SGL, Italcementi, Petroceramics, Intellimech, Warrant Group, UBI e altre.

Il Kilometro Rosso è stato il primo a qualificarsi come “Associate Member del MIT” (Massachusetts Institute of Technology) il più prestigioso istituto di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie al mondo. Inoltre, il Kilometro Rosso è stato accreditato dal CENSIS come una delle prime 10 iniziative d’eccellenza per l’innovazione in Italia.

Ad esempio delle numerose importantissime innovazioni nate in questo centro riportiamo l’esperienza del padiglione della EXPO di Shanghai del 2010. Quest’ultimo è costruito con un cemento innovativo trasparente chiamato i.light, della ITALCEMENTI: un’alternanza di cemento e interspazi di resine trasparenti, meglio delle costose fibre ottiche, in grado di creare una sequenza di luci e ombre in continua evoluzione secondo le differenti variazioni di luminosità notturne e diurne. Il risultato non è solo un risparmio di luce e miglioramento della sua diffusione, ma anche una grande capacità scenografica, soprattutto la notte quando le luci interne vengono percepite anche dall’esterno con sfumature e tonalità sino ad oggi impensabili.

Tra  le novità di ITALCEMENTI i.clime è il nuovo “cemento termico” che permette di ridurre i consumi energetici degli edifici.

In costruzione presso il Kilometro Rosso: i.lab, è il nuovo centro di ricerca del Gruppo Italcementi, tutto pensato per il risparmio energetico. Il tetto sarà attrezzato con pannelli fotovoltaici, l’impianto geotermico recupererà calore dal suolo e sottosuolo, il rivestimento sarà di TX Active, ovvero il nuovo cemento “mangia smog”; per la produzione dei calcestruzzi sono stati utilizzati aggreganti provenienti da processi di recupero; anche l’acqua viene recuperata e riciclata.

Una proposta che interessa tutti è la casa ecologica a basso costo energetico dell’architetto Mario Cucinella; 100 mq. per soli 100.000 euro un progetto adattabile alle esigenze più diverse: una seria proposta per migliorare la vita di tutti a prezzi ragionevoli.

Inoltre dal Kilometrorosso arriva la nuova tecnologia per gli apparati frenanti anche delle auto da corsa, innovazione nella ricerca medica, ottimizzazione del lavoro dei robot e molto di quanto farà-futuro.

Per altre informazioni: www.kilometrorosso.com

Il presidente della Regione Lombardia Formigoni nell'intervista pubblicata dal Corriere della Sera del 18.12.05 ha dichiarato: "...dal primo ottobre 2007 entrerà in vigore il divieto di circolazione per un milione di veicoli pre-Euro e per 500 mila moto a due tempi pre-Euro sprovvisti di dispositivi antiparticolato...Entro il 2010 saranno fuori legge tutti i diesel senza filtro antiparticolato...". Carabelli dirigente della Regione Lombardia  aggiunge: "Oggi ci sono in circolazione 150 mila diesel pre-Euro che producono polveri 200 VOLTE IN PIU' DELLE AUTO A BENZINA Euro 4...sulle strade lombarde girano anche 1 milione e 250 mila macchine diesel immatricolate dopo il 1993: anche se meno inquinanti, hanno emissioni di Pm 10 comunque di 45 VOLTE SUPERIORI RISPETTO AI VEICOLI A BENZINA Euro 4".
I CAMION INQUINANO FINO A 517 VOLTE IN PIU' DI UN'AUTO A BENZINA Euro 4.  
RUBBIA IN SPAGNA PER IL SOLARE:  
-Perché il solare e non l’idrogeno? Secondo il premio Nobel Rubbia esistono solo due fonti di energia che ci permetteranno di abbassare la temperatura del pianeta.

-Il nuovo solare ed il nuovo nucleare

-Il nuovo nucleare deve essere in grado di eliminare il problema dei rifiuti e separare il rapporto tra energia nucleare ed usi militari, a questo proposito Rubbia pensa alla fissione fatta sul torio e non sull’uranio.

-L’idrogeno andrebbe bene, ma produrre idrogeno partendo dal gas naturale e dal carbone non serve a nulla perché rilascia la medesima quantità di anidride carbonica

 

-L’idrogeno secondo Rubbia deve essere prodotto dall’energia solare per essere" pulito". In questo modo si produce ossigeno che si mette nell’aria e l’idrogeno recuperato può divenire un gas naturale sintetico da utilizzarsi nelle case.

-in Italia è stato lanciato quello che si chiama "solare termodinamico", non quello attualmente più conosciuto, ovvero il fotovoltanico, ma un sistema molto più efficicente. Il premio Nobel Carlo Rubbia avrebbe voluto mettere in piedi con la collaborazione di Enea ed Enel a Priolo, vicino a Siracusa.

 

Si sarebbe così realizzata un’idea partita da Archimede, quella degli specchi ustori, per produrre calore che successivamente genera energia. Il progetto non richiedeva dal Governo grandi somme, perché finanziato in gran parte dalle banche.

Purtroppo trattandosi di nuova tecnologia nessuno del Ministero delle Attività produttive e dell’Ambiente ha voluto esprimersi alla fine di un anno e mezzo lasciato per la risposta.

La Spagna nel frattempo ha fatto una legge che afferma che il solare termodinamico è verde e quindi interessante perciò è stato permesso a Rubbia di sviluppare il suo lavoro lontano dall’Italia.
Si tratta di un impianto di rilevanza mondiale che porterà anche posti di lavoro alla nazione che lo sviluppa, in questo caso la Spagna.