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Padernello è un piccolo affascinate borgo
medievale nella provincia di Brescia. Il suo castello è
da poco stato
ristrutturato ed adibito a spettacoli musicali, teatrali, eno-gastronomici
ed in futuro anche a mostre d'arte. |
Dall'autostrada Mi-Bs: uscita Brescia Ovest
direzione Orzinuovi (Torbole, Casaglia, Lograto, Pompiano,Orzianuovi) quindi
raggiungere Borgo San Giacomo e da qui Padernello. |
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nfo e contatti:
FORTERREA Tel. e Fax 030 9941998 Lucia Masutti
lucia.masutti@tiscali.it 3280746839
Lorella Simonini
lsimonini@inwind.it 336912350
Martina Fragale
martina.fragale@hotmail.it 3388020887
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Tra gli spettacoli teatrali che si svolgo nel castello
segnaliamo:
GALILEO GALILEI UN PROCESSO
di Giacomo Andrico, uno spettacolo incredibilmente suggestivo e ben
recitato.
www.progettogroup.it ;
giacomoandrico.com |
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In località Padernello esiste la possibilità di
alloggio presso l'agriturismo locale. Info: tel 03094 82 22 (dopo le ore
17);
Albergo modernissimo in località S.Martino del Carso, HOTEL LOFT, via
Manerbio 45, tel 030.938 60 82
www.hotelloft.it
; 65€ a notte |
Osteria di Padernello: AQUILA ROSSA, antica ed
autentica osteria dove ancora oggi si serve un'ottima cucina locale a prezzi
molto contenuti.
te. 030.948 222 chiuso Mart e lunedì. |
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Per altre info e
programmi di spettacoli e
rassegne tel. 030.948 140 Fondazione Castello di Padernello |
La fondazione dispone di una ricca biblioteca
sulla storia locale. Cell. 333. 606 33 27,
www.castellodipadernello.it
; info@castellodipadernello.it |
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Nel 1600 Padernello contava più di 500 abitanti,
oggi è un piccolo borgo di 80 persone che ha saputo mantenere intatto il
fascino delle sue costruzioni medioevali.
Alcuni reperti dimostrano che fu abitato già in epoca preistorica e, con
il territorio circostante, fu poi sede di insediamenti romani.
Alla fine
dell'impero romano vi si succedettero Longobardi e Franchi, quindi il borgo
venne annesso ai domini della famiglia Martinego. La potenza di questa
famiglia crebbe al punto che la storia ricorda come spadroneggiassero e
rivendicassero diritti praticamente assoluti ed i
braccianti del luogo
furono: "vittime di estrema miseria e sotto un'oppressione assoluta".
Il
potere dei Martinengo era tale
da essere riconosciuto anche dal
Ducato di Milano che, nel
1391, li esentò da tributi, tasse ed altri oneri.
Le memorie della storia non scritta ci riportano di vendette, delitti e
dell'abitudine di lasciare esposti i corpi degli impiccati sino a
consumazione perché nessuno dimenticasse la fine dei loro nemici. |
Ancora oggi si
narra della morte di
un'adolescente in circostanze poco chiare e delle apparizioni nel castello
del suo fantasma, detto della Dana Bianca.
Alla morte dell'ultimo dei Martinengo, avvenuta nel secolo XIX,
succedettero i Salvadego che ancora oggi hanno dei possedimenti in loco.
Il 1922 fu un anno segnato da scioperi e rivendicazioni sociali. Alla
fine degli anni Cinquanta il borgo andava spopolandosi e degradandosi sempre
più, ma dai primi anni ottanta una saggia Amministrazione Comunale ha deciso
di approvare un piano di recupero i cui risultati sono oggi ben visibili e
apprezzati insieme al recente restauro del castello. Oggi il paese è sede di
importanti manifestazioni culturali.
L'associazione Amici del Castello che è situata nello stabile
dell'osteria L'aquila Rossa, forse un tempo adibito a stazione per le
diligenze e cambio dei cavalli, ospita un'importante biblioteca-mediateca
ricca di documenti, libri e materiale della storia della Bassa Bresciana. |