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OCCHI E SALUTE

LA LUTEINA  

Per ulteriori informazioni è a disposizione di tutti i cittadini il CENTRO INFORMAZIONI SULLA LUTEINA, che vuole essere un punto di riferimento per i pazienti e per i medici specialisti e di medicina generale che vogliono aggiornarsi sulle sue evidenze scientifiche e indicazioni terapeutiche .

 

 

Il servizio è gratuito e attivo dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 1300 e dalle 14,00 alle 18,00.

Telefonando al numero verde: 800-904 535 è possibile richiedere un opuscolo informativo a disposizione del pubblico creato in collaborazione con l’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità.

I medici possono avere un volume, di recente pubblicazione, dove si trovano i risultati della tavola rotonda tenutasi durante il congresso annuale della S.I.L.O. (Società Italiana Laser in Oftalmologia) in collaborazione con il Dip. Oftalmologia e Scienze della Visione dell’Osp. San Raffaele di Milano.

 

   

Secondo quanto affermato dal prof. Michele Carruba, Dip. di Farmacologia Università degli Studi di Milano e Coordinatore Centro di Studi e Ricerca sull’obesità, la scienza conferma sempre più la veridicità dell’antico detto “Siamo quello che mangiamo. Gli errori alimentari sono la causa della maggior parte delle malattie. Oggi si sa che quasi tutte le malattie, il 50% dei tumori maschili ed il 60% di quelli femminili, sono legati a cattiva alimentazione, altrettanto si può dire per le malattie cardiovascolari. Per quanto riguarda le degenerazioni del nostro apparato visivo, leggi cataratta e macula senile,  l’assunzione di antiossidanti e zinco può  ridurre del 25% i rischi di progressione della malattia”.

 

Gli antiossidanti sono contenuti nelle famose cinque porzioni di frutta e verdure che dovrebbero essere sempre presenti nella dieta giornaliera. In particolare la LUTEINA è un carotene presente in natura nei vegetali, in particolare in quelli a foglia verde come gli spinaci ed i cavoli. Nella foglia verde avviene la fotosintesi clorofilliana grazie ai raggi del sole, ma questi ultimi possono essere nocivi e causare la morte delle cellule, il che  non avviene grazie alla presenza, nella foglia, di un grande quantitativo di antiossidanti proprio per evitare alle cellule della foglia di essere danneggiata dai raggi del sole.
La LUTEINA e la ZEAXANTINA sono gli unici carotenoidi presenti nella macula, la parte dell’occhio responsabile dell’acutezza visiva: oltre all’azione antiossidante che protegge la macula, queste due sostanze formano i cosiddetti pigmenti maculari, una sorta di filtro che impedisce alle radiazioni nocive di raggiungere e danneggiare il tessuto sensibile della retina.  La LUTEINA, in altre parole, può essere definita come un occhiale da sole naturale. Data la grande importanza che riveste la protezione dal sole nella salute dell’occhio non si finirà mai di raccomandare, sin dalla prima infanzia, di abituare i bambini, se non subito agli occhiali da sole almeno a portare un cappellino con visiera quando giocano al sole, utile raccomandazione anche per prevenire le pericolosissime scottature della pelle nell’infanzia che, si sa per certo, sono le maggiori responsabili del cancro alla pelle. Per i bambini, ma in realtà durante tutta la vita, è praticamente indispensabile che la dieta comprenda cinque porzioni di frutta e verdura al giorno ( una SPREMUTA al mattino, il succo di frutta non è la stessa cosa, un frutto a metà mattino ed a merenda e frutta e verdura ai pasti).

Queste affermazioni dovrebbero convincere tutti noi che la maggior parte delle malattie si possono prevenire, il segreto sta in una sana ed equilibrata alimentazione e con qualche piccola attenzione nell’esposizione al sole.

Purtroppo il nostro organismo non è in grado di produrre da sé la LUTEINA, ma può solo assumerla attraverso gli alimenti. Non si dirà mai abbastanza quanto questo componente sia essenziale nella dieta QUOTIDIANA. Fortunatamente, al contrario, il nostro organismo può produrre  da solo la ZEAXANTINA, derivandola dalla LUTEINA. Le ricerche più attuali hanno dimostrato che un apporto gionaliero di 6 mg. di LUTEINA siano sufficienti ad offrire la massima protezione contro la Degenerazione Maculare Senile e la Cataratta. Oltre che nella parte dell’occhio detta macula, la LUTEINA è presente nel siero, nella pelle, nella cervice, nel cervello e nel seno.

La LUTEINA è una sostanza che può essere assunta in tutta sicurezza. Per quanto riguarda i quantitativi si può affermare che, assunta in quantità ragionevoli, è sicura. Uno

 

 studio condotto da Le Marchand, mostra che gli abitanti delle Fiji consumano una quantità di LUTEINA tra i 18 e i 23 mg. al giorno, che corrisponde al 67-73% in più rispetto alle dosi consigliate. Non sono stati osservati effetti collaterali a questi livelli. Gli autori hanno inoltre suggerito la possibilità che questo alto consumo di LUTEINA sia correlato alla più bassa frequenza del cancro al polmone in questa popolazione. Pertanto si può dedurre che assumendo integratori a base di  luteina si può essere sicuri anche perché, sino ad oggi, non sono mai stati riscontrati effetti collaterali collegati al suo uso. E’ solo consigliabile assumerli accompagnati dal cibo per evitare eventuali irritazioni gastriche, in questo modo ci si assicura che la luteina e gli altri nutrienti liposolubili presenti negli integratori vengano meglio assorbiti e metabolizzati. Diversamente da altri integratori come la  vitamina A, per la luteina non ci sono limiti massimi da non superare nell’assunzione e, per questo, non si può dare un’indicazione precisa di quale sia la dose troppo elevata di luteina.
Se si sceglie di aumentare l’apporto di luteina utilizzando integratori è bene procedere comunque con cautela in quanto alcuni prodotti utilizzati come integratori contengono anche altri nutrienti. Alcuni di questi, come lo zinco, possono risultare dannosi se assunti in quantità troppo elevate. Il medico di famiglia è la persona più indicata a rispondere a tutte le domande riguardanti il dosaggio corretto per gli eventuali altri componenti presenti nei diversi prodotti. Se si sceglie di aumentare l’apporto di luteina utilizzando integratori è bene procedere comunque con cautela in quanto alcuni prodotti utilizzati come integratori contengono anche altri nutrienti. Alcuni di questi, come lo zinco, possono risultare dannosi se assunti in quantità troppo elevate. Il medico di famiglia è la persona più indicata a rispondere a tutte le domande riguardanti il dosaggio corretto per gli eventuali altri componenti presenti nei diversi prodotti.
Al momento si stanno facendo degli studi sugli effetti della luteina anche per ridurre il  cancro al seno e al colon, nonché sulla riduzione delle alterazioni della pelle responsabili di tumori cutanei e del suo invecchiamento. Inoltre nuove ricerche, condotte presso l’Università di Harvard,  dimostrano che la luteina e la zeaxantina possono aiutare a diminuire il rischio di cataratta. Attualmente il solo rimedio per la cataratta, causa di visione annebbiata ed immagini distorte, è rappresentato dall’intervento chirurgico per rimuovere il cristallino danneggiato.In Italia si contano 10 milioni di pazienti affetti da cataratta, con un’incidenza del 5% tra i 52 ed i 64 anni, del 20% tra i 65 ed i 74 anni, del 50% oltre i 75 anni. I nuovi casi sono 550.000 all’anno. Ogni anno si eseguono ben 220.000 interventi di cataratta. Calcolando che la media di vita continua a crescere è quanto mai indispensabile e opportuno dedicare grande attenzione alla prevenzione, anche perché con più l’età è avanzata con più aumenta il rischio di non poter intervenire chirurgicamente a causa di altre malattie che lo possono impedire.

 

Tornando alla Macula Senile, lo studio AREDS (Age-Related Eye Disease Study) ha osservato ben 3.640 pazienti affetti da Degenerazione Maculare Senile per otto anni, i risultati hanno dimostrato una riduzione del 25% del rischio di progressione della malattia nei pazienti con Degenerazione Maculare Senile (DMS) che hanno integrato la loro dieta con antiossidanti e zinco. In questi pazienti, inoltre, si è registrata una riduzione del 19% del rischio di perdita della acuità visiva.

Da parte sua il prof. Rosario Brancato, relatore alla conferenza stampa e direttore del Dip. di Scienze della Visione dell’Ospedale San Raffaele di Milano ha precisato, tra l’altro, che: “La complessità della Degenerazione Maculare Senile ha spinto la comunità scientifica ad approfondire diversi fronti terapeutici, tra i quali quello nutrizionale. Si è così studiato l’utilizzo degli antiossidanti per prevenire la progressione della malattia. I risultati hanno evidenziato una relazione tra il trattamento della progressione della malattia e l’assunzione degli antiossidanti. Altri studi sono tuttora in corso, ma i risultati incoraggianti di quelli esistenti hanno spinto molti medici ad inserire l’integrazione della dieta con luteina nella pratica terapeutica contro la malattia”.

 

Poiché la Degenerazione Maculare Senile (DMS) è una malattia correlata all’età, la sua incidenza è destinata ad aumentare drammaticamente visto il progressivo prolungamento della vita media. Si prevede che tra quarant’anni la malattia avrà una prevalenza pari al 30-40% tra i settantenni.

Per conoscere un poco più a fondo la DMS è bene precisare che si presenta sotto due forme: una atrofica ed una essudativa. A tutt’oggi esistono delle terapie atte a frenare la progressione della malattia, ma questo vale solo per casi molto selezionati, si tratta di un trattamento fotocoagulativo e della terapia fotodinamica che sono applicabili solo nelle forme essudative. In ogni caso resta il fatto che non è ancora stata trovata alcuna terapia in grado di inibire in modo assoluto l’evoluzione della malattia, sia nella forma atrofica che essudativa.La parte dell’occhio colpita dalla DMS è la macula, la piccola parte centrale della retina che permette di vedere distintamente i dettagli fini delle immagini; questa malattia

 

 causa il deterioramento delle cellule e quindi la perdita della visione nella parte centrale del campo visivo, dove compare una specie di macchia scura. Gli oggetti intorno alla macchia scura appaiono deformati, mentre la visione periferica è intatta.

Nella maggior parte dei casi la DMS è una malattia lenta, progressiva e indolore che colpisce entrambi gli occhi, spesso uno dopo l’altro. Dalla diagnosi iniziale possono passare anche dieci anni prima che il paziente noti il calo della vista; tuttavia, sebbene la degenerazione delle cellule possa non iniziare prima dei 60-70 anni, la prevenzione dovrebbe cominciare molto tempo prima.

 

La Degenerazione maculare “umida” è fortunatamente la meno comune, ma comportando la formazione di capillari sanguigni anomali sotto la retina, causa una perdita della visione sino alla cecità completa.

E’ quindi determinante individuare questa malattia il più precocemente possibile al fine di rallentarne i danni. Il consiglio più valido è quello di fare dei regolari controlli della  vista a partire dai quarant’anni. In ogni caso anche un poco di attenzione può aiutare ad individuare i primi

 

sintomi, qualora si percepissero come storte delle linee che dovrebbero essere dritte, per esempio lo stipite delle porte, oppure può bastare un semplice sguardo al centro di un foglio quadrettato, se le linee non appaiono perfettamente rette è bene fare subito un controllo dallo specialista. Inoltre va tenuto presente che quando ancora il paziente vede bene, l’oculista può scorgere nell’occhio un inizio della patologia ed in questo caso si deve avviare immediatamente la cura con la luteina, che sarebbe bene assumere, comunque, quando l’età avanzata porta ad un grande aumento del rischio.  

 

 CATARATTA:

INFEZIONI POST OPERATORIE PER LIMITARLE NECESSARI

STRUMENTI MONOUSO

La SOI interviene dopo che sei pazienti affetti da cataratta hanno perso l'uso dell'occhio subito dopo essere stati operati all'Ospedale Civile di Voghera (Pavia). Le persone, tutte tra i 60 e gli 80 anni, sono stati colpiti da un'infezione da pseudomonas nel decorso post-operatorio. La cataratta- affermano gli oculisti-è un’operazione sicura ma, come ogni intervento non è immune da complicanze rischi. Rischi- precisa la SOI -che possono essere limitati seguendo regole precise e utilizzando materiali monouso. Milano, 24 aprile 2007- La Società Oftalmologia Italiana Associazione Medici Oculisti Italiani intende precisare che l’intervento di cataratta è sicuro ed è  l’operazione oggi con la piu’ ampia casistica al mondo. Sono 500 mila precisa la SOI gli interventi che vengono eseguiti ogni anno in tutta Italia, permettendo ai pazienti di riacquistare una buona funzione visiva.

I 7 mila oculisti specificano però che è del tutto erroneo definirla “un banale intervento”.

Le infezioni dell’occhio,chiamate  appunto endoftalmiti, sono una inevitabile complicazione della chirurgia della cataratta. Nei Paesi più moderni,Stati Uniti,Inghilterra Italia Germania esiste una percentuale variabile dall’1,5 per mille scientificamente dimostrata. Ciò significa che sui 500.000 interventi l’anno è un evento che colpisce oltre 700 persone.

Non è possibile eliminare il rischio di complicanze, ma è possibile per la SOI seguire  particolari precauzioni che potrebbero abbassarne ancora l’incidenza.

“Le infezioni possono essere ridotte grazie all’impiego di materiale chirurgico monouso, a selezionati metodi di sterilizzazione per tutta la rimanente strumentazione e ad una limitazione degli interventi quotidiani-.spiega Matteo Piovella, Segretario della SOI.

“Purtroppo la legge finanziaria ha cambiato le regole di acquisto dei materiali indispensabili per effettuare in tranquillità  la chirurgia della cataratta, obbligando gli ospedali a scegliere in base al prezzo e costringendo i medici professionisti ad un  insostenibile numero di operazioni per seduta (addirittura in qualche caso triplicate).

Si pensi che oggi vengono eseguiti 15 interventi al giorno (rispetto a 6 di qualche anno fa)  per raggiungere l’impossibile obiettivo  per l’ospedale di guadagnare curando la gente.

Da 10 anni la SOI segnala la riduzione dell’importo erogato dallo stato per poter effettuare l’intervento di cataratta. Siamo passati da 2000 euro a  meno di  1.000 euro.

Il rispetto- continua Matteo Piovella- delle corrette procedure e il corretto utilizzo di materiali di qualità monouso deve diventare atto irrinunciabile con attuazione indipendente dall’inevitabile conseguente aumento dei costi.

Per la SOI è ’ inoltre necessario intervenire sul personale della sala operatoria, destinando all’oculistica sale asettiche specifiche e riservate.  

La carenza di personale infermieristico di reparto e di sala operatoria dedicato è ormai un  dato di fatto cronico da oltre 10 anni- spiegano gli oculisti- . Tutta la preparazione preoperatoria e postoperatoria grava infatti sulle spalle di poche persone. Esistono realtà  aberranti negli ospedali italiani dove con la scusa, del Dipartimento di chirurgia, gli stessi infermieri sono costretti ad assistere pazienti di diverse incompatibili patologie  con la conseguenza di  frequentissime infezioni causate da germi resistenti agli antibiotici.

Un caso di infezione singola è difficilmente eliminabile – spiega il Prof. Corrado Balacco Gabrieli, presidente SOI, (nella quasi totalità sono germi dello stesso paziente che si virulentano a causa dell’intervento) ma sicuramente più frequente riscontrare anomalie organizzative quando questi tragici episodi sono a catena su più pazienti nella stessa seduta. Inoltre la condivisione della stessa sala operatoria con altre specialità che effettuano chirurgie non sterili (ad esempio interventi sul retto come le emorroidi) pone il problema di come bonificare le sale operatorie tra una seduta e l’altra. ) “

In nostri – precisa la SOI.- sono suggerimenti perché ogni sforzo debba essere fatto per ridurre la percentuale di infezioni precisando che la sua completa eliminazione risulta oggi impossibile.

Infine la SOI ha richiesto un aumento di risorse per il DRG della cataratta, maggiori controlli sul corretto utilizzo dei materiali monouso, accesso anche nel pubblico alle migliori ed innovativa tecnologia indipendentemente dai costi con un documento presentato ufficialmente al Ministero della Salute nel marzo 2007.

La SOI indipendentemente dalla tragica situazione venutasi a creare presso l’Ospedale di Voghera chiede maggiore sensibilità ed attenzione da parte del ministero della salute a tutela dei cittadini italiani.

Monica Assanta- Ufficio Stampa SOI , Tel 0243995206-Cell 3357450264