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VALTELLINA NON SOLO SCI, MA ANCHE VINO, GASTRONOMIA E ACQUE TERMALI.

Nel 1616 il governatore Giovanni Guler von Weineck scrisse un’opera di grande importanza per la conoscenza della Valtellina e lo chiamò “Raetia”. Parlando del clima precisò: “Questa regione è ben soleggiata, poiché il sole non la illumina brevemente, come accade in altri paesi, ma sorge il mattino a monte della vallata e tutto il giorno la percorre per il lungo, finché giunto al fondo di quella, tramonta. La valle pertanto assorbe un grande calore dai raggi infuocati del sole, che la catena settentrionale riflette, raddoppiandoli di intensità: ma codesta calura viene naturalmente mitigata dai freschi venticelli dalle Alpi e dai garruli torrenti...infatti, tranne il sale, non manca di nessuna cosa necessaria al vivere...la vite, il grano, l’avena, i cereali minuti e gli alberi da frutto...bestiame...selvaggina...uccellagione e...pesci svariati”. Quanto doveva essere bella la Valtellina del 1600! Certo oggi la gente vive meglio, anzi il benessere qui è dilagato complice il boom economico.

Molti ex contadini sono piccoli o grandi imprenditori, alcuni producono del buon vino, altri hanno trasformato le stalle e le case in Bed & Breakfast o hanno costruito alberghi, impianti sciistici e, a Bormio, centri termali.

 

Ultimi, ma primi per importanza i vini della Valtellina sono stati presentati durante il forum: “Dal bicchiere alla vigna”. Il Consorzio Tutela Vini di Valtellina ha voluto offrire, a degustatori qualificati, la possibilità di scoprire nelle varie sfumature dei diversi vini le caratteristiche del territorio di provenienza e di lavorazione.

Lungo i 2.500 chilometri di muretti a secco vengono coltivati, sino a 750 metri s.l.m., i vitigni del Nebbiolo (chiamato Barolo in Piemonte) e qui divenuto Chiavennasco insieme a pochi altri come il Souvignon, il Pinot Nero. Il presidente del consorzio Mamete Prevostini ha sottolineato l’importanza di fare del vigneto un protagonista di primo piano. La produzione annuale è di 3.500 bottiglie, di cui il 40% è assorbito dal mercato locale, il 30% dal mercato nazionale e il 30% dall’estero.

Alla domanda se i cambiamenti climatici preoccupano i viticoltori valtellinesi uno dei produttori, il sig. A. Rocca dell’Azienda Nera di Chiuro, ha risposto: “Grazie all’altitudine delle nostre vigne ed alle brezze delle montagne circostanti questo è per noi un problema molto lontano, prima lo dovranno affrontare i produttori della pianura”.

 

L’unicità della produzione valtellinese sarà salvaguardata, e ancora per molti decenni potremo bere dell’ottimo Inferno, Sassella, Sforzato, Valtellina Superiore, Grumello, Chiavennasca e altri.

Il libro “Pietre allineate, terrazzamenti, vite e vino in Valtellina” di J.Merizzi e A.Boscacci, ben illustra e descrive i vini e la storia della valle ed è editato grazie al Consorzio di tutela vini di Valtellina.

Informazioni: www.enoturismovaltellina.com ; www.qcterme.it ; www.bagnidibormio.it ; www.qctermemonza.it, via Santuario delle Grazie Vecchie 17, Monza.

 

I punti di forza di tanto sviluppo non sono solo le terme, ma anche la cucina degli alberghi; il G.H.Bagni Nuovi e l’hotel di Pré Saint Dinier offrono una cucina raffinata ed elegante legata alla migliore qualità dei prodotti locali.Nei secoli la Valtellina si è trasformata, ma per fortuna rimangono ancora molti centri storici ben conservati e qualche “splendore” come il cinque stelle Grand Hotel Bagni Nuovi di Bormio. Costruito nel 1836, ospitò e ospita anche personalità illustri e coloro che sanno apprezzare il valore dello stile Liberty, perfettamente ristrutturato, sia nei grandi saloni che nelle camere dotate di Jaccuzzi e acqua termale diretta. Annesse all’albergo, per tutti, le Terme Nuove offrono una modernissima impiantistica per stupire gli avventori.

Ma vale la pena di spingersi anche sino ai Bagni Vecchi dove lo storico scenario dell’antico cammino romano, verso il nord Europa, insieme all’antica struttura dell’avita torre, oggi Hotel Bagni Vecchi in stile Art-Decò, fa da splendido scenario alle terme disseminate anche esternamente.

Per raggiungere i clienti durante il periodo lavorativo, sono state aperte le “Terme di Milano, in Porta Nuova e, novità assoluta, il centro “QC Termemonza” presso il parco di Monza, un vero lusso completo anche di snack dietetici e bevande. Tornando alla montagna anche le “Terme di Pré Saint Didier”, situate in Valle d’Aosta, fanno parte della medesima gestione e rappresentano un’eccezionale esperienza ai piedi del Monte Bianco.

Quello dell’acqua calda è un business colossale: crescita del 300% dal 2008 rispetto al Natale 2007 e per il 2009 si prevede un ulteriore incremento; anche perché oggi è di gran moda regalare relax e benessere. Infatti nel periodo natalizio del 2008 sono stati venduti 30.000 ingressi, per un fatturato di 1.200 euro.

 
SONDRIO: DA CARLO, via Nazionale Est 1711, Berbenno di Valtellina (SO), cucina tipica valtellinese, casalinga, tel. 0342.492206; al mezzogiorno menù € 15 e € 20, www.valtellina.it : vedi Info Utili