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TURISMO,VACANZE E RISCHI IGNORATI O SMINUITI, PER NON PERDERE L'"OCCASIONE", ANCHE SESSUALE.

L'OMT (Organizzazione Mondiale del Turismo) ci informa che, per l'anno 2000, sono stati 658 milioni gli arrivi internazionali nel mondo, quasi 50 milioni in più rispetto al '99, mentre per il 2010 si prevede la cifra record di 1 miliardo. Queste cifre impressionanti ci devono aiutare a riflettere sui conseguenti rischi di contrarre malattie "esotiche".

Premesso che tutti gli operatori turistici e le agenzie di viaggio seri informano sui cataloghi ed a voce sugli eventuali rischi di contrarre questo tipo di malattie, va ricordato che non altrettanto puntuale è l'informazione per i viaggiatori singoli e sui rischi di contrarre malattie sessuali e non, anche tramite eventuali sciagurate trasfusioni di sangue in continenti, come l'Asia, dove la legge non prevede alcun tipo di controllo sul sangue donato dai volontari.

 

I pericoli, in alcuni paesi, sono alti e dovrebbero essere ben conosciuti; non andrebbe dimenticato che molte persone, anche anziane, hanno una moglie o un marito che potrebbero contagiare, per non parlare del rischio che corrono coloro che sono in età fertile e che pertanto possono trasmettere la malattia, la più nota è l'AIDS, ma non è certo la sola, anche ad eventuali figli.

Con questa informazione non si vuole demonizzare nessuno, ma si auspica, per il bene di tutta la nostra comunità, che ogni viaggio sia preceduto da un'adeguata, profonda e seria informazione e conconseguente preventiva vaccinazione.

 

Questo non solo per i viaggi così detti "esotici", ma molto più banalmente, anche per gli spostamenti in generale; vedi i non ancora dimenticati 5.000 casi di epatite A riscontrati, qualche anno fa, nella vicina Puglia e la cui causa pare sia stata l'ingestione di molluschi crudi e/o l'acqua non potabile. A questo punto qualcuno potrà pensare che è meglio restare a casa o che chi scrive ha dei personali rancori con le agenzie di viaggio, niente di tutto questo, anzi l' articolo vorrebbe incitare tutti a viaggiare in modo tanto responsabile e "protetto" da poter così eliminare, per quanto umanamente possibile, ogni rischio salute e, in futuro, con statistiche più rassicuranti delle attuali, incentivare ulteriormente il fascino delle destinazioni lontane, inteso come arricchimento culturale.
Va detto che, oggi, chi viaggia informato con le adeguate profilassi e fa buon uso delle sue capacità logiche, può farlo in assoluta serenità, leggi: se faccio turismo sessuale, AIDS a parte, posso trasmettere numerosissime malattie alla mia famiglia o a chi vive con me (epatiti, malattie della pelle e altro). Migliaia di persone oggi visitano i paesi più lontani e tornano in perfette condizioni di salute e con un enorme arricchimento del proprio bagaglio culturale e umano; tutti gli operatori del settore dovrebbero lavorare solo in questa direzione, è un lavoro di educazione che potrebbe aiutare tutti ad avere una società più sicura, anche per i propri figli o nipoti.

A protezione dei viaggiatori esiste l'associazione SIMVIM che sta cercando di riunire tutti gli operatori interessati all'argomento medicina tropicale, coordinando tutto il lavoro presso le ASLL in modo da diffondere e aggiornare costantemente i dati per il personale che, dovrebbe essere restare solo in quel preciso reparto e non ruotare, come avviene oggi, al fine di ottenere una competenza specifica.

La malattia più diffusa è la malaria che oggi ben si può prevenire con una profilassi adeguata. L'importante è programmare il viaggio ai tropici per tempo, quindi attenzione alle offerte "last minute" che, se sono vere, non sempre lasciano il tempo alle varie vaccinazioni di entrare in azione in quanto, per esempio, l'antitifica necessita di 10/14 giorni e l'antimalarica deve essere iniziata 2/3 settimane prima della partenza.

 

È indispensabile non dimenticare, quando si rientra da un viaggio in paesi a rischio, di avvisare il medico in caso di febbre o altro, in quanto solo intervenendo in 24 ore dalla manifestazione dei primi sintomi si può curare la malaria, questo solo per parlare della malattia più diffusa.

Il vaiolo è stato debellato e si sta cercando di fare lo stesso anche per il rischio colera che, per altro, è limitato per il turista che segua i normali itinerari non beva acqua o assuma ghiaccio o altro che non sia stato lavato in acqua pulita o bollito, quindi attenzione alle insalate ed alla frutta non chiusa nella buccia. Il vaccino non è sicuro e piò dare reazioni.

 

Le due epatiti A e B non sono da sottovalutare , in particolare per chi è a stretto contatto con le popolazioni locali, la vaccinazione è quanto mai auspicabile; oggi disponiamo della possibilità di una sola somministrazione che copre entrambe.

Difterite (si sono notate recrudescenze nei paesi dell'ex URSS) e tetano possono essere combattuti con un vaccino combinato, sono previsti differenti trattamenti tra chi è già stato vaccinato e chi no. Validità 10 anni.

La febbre tifoide può preoccupare soprattutto chi deve soggiornare a lungo in aree rurali a stretto contatto con le popolazioni locali. La vaccinazione protegge solo il 70/80% dei casi, pertanto non si possono dimenticare le norme igieniche relative a acqua e cibi.

 

La vaccinazione contro la meningite da meningococco è consigliabile solo a chi si reca nella cintura africana compresa tra il Senegal e l'Etiopia e soprattutto nella stagione secca; è invece obbligatoria per tutti coloro che si recano alla Mecca in pellegrinaggio.

La vaccinazione contro la meningite da Haemophilus influenzae di tipo b è raccomandata per i bimbi al di sotto dei 5 anni, altrettanto dicasi per il morbillo che è raccomandato sino ai 10 anni. In Italia solo il 50% dei bambini è vaccinato contro il morbillo. Sarebbe saggio, comunque, domandarsi sempre se il viaggio con bimbi piccoli(con meno di 7/10 anni) è veramente indispensabile in quanto il loro organismo è più vulnerabile da molti punti di vista; molto dipende anche da dove si va e dove si alloggia, ci possono essere notevoli differenze anche nel medesimo stato.

 

Il turista che percorre normali itinerari e frequenta buone strutture turistiche, non dovrebbe temere il colera la cui vaccinazione è sconsigliata dall'OMS per la modestia dell'efficacia e perché induce a false sicurezze; la regola valida è quella di attenersi a corrette norme igienico alimentari.

Per la febbre gialla il problema è risolto in quanto è l'unica vaccianzione che deve essere notificata su apposito certificato internazionale, vale per 10 anni ed ha un'efficacia del 100%, con accellente tolleranza a partire dal decimo giorno dopo la vaccinazione.

Per chi si reca in zone endemiche per la poliomielite è opportuna la vaccinazione, il prodotto usato è differente per chi non si è mai protetto precedentemente.

 

Anziani, cardiopatici e diabetici, eventualmente anche bambini, dovrebbero sottoporsi al vaccino antiinfluenzale perché il virus è attivo tutto l'anno nei tropici e da aprile  a settembre nell'emisfero australe.

L'antirabbica è raccomandabile per chi esercita professioni a contatto con animali, ma anche agli speleologi perché, si pensa, che questa malattia possa essere trasmessa anche dai pipistrelli.

 

L'encefalite giapponese riguarda soprattutto chi prevede soggiorni prolungati in zone rurali (risaie, allevamenti di animali). Il vaccino non è reperibile in Italia, comunque vale sempre la precauzione contro le zanzare: abiti chiari, maniche e pantaloni lunghi, uso di prodotti che allontanano gli insetti.

Sempre tramite puntura di insetti vengono trasmessi all'uomo i cosiddetti ARBOVIRUS (sono noti 350 tipi, ma solo 70 colpiscono l'uomo e solo 40 provocano malattie clinicamente evidenti), possono provocare semplici stati febbrili (febbre da Zecche del Colorado, febbre della Valle del Rift...) febbri emorraggiche (Congo, Crimea) quadri encefalitici, ma raramente sono un problema per il turista che visita paesi tropicali seguendo gli itinerari organizzati che evitano, accuratamente, le zone pericolose.

 

La diarrea del viaggiatore è dovuta a scarsa igiene e curabile con quanto il viaggiatore accorto deve sempre avere con se.

Il Virus Marburge e l'Ebola hanno un serbatoio ben preciso, il primo è pericoloso solo se si viene a contatto con feci, urine o secrezioni infette delle scimmie di Kenia, Zimbawe e Uganda, mentre l'Ebola è limitato al Sudan, Zaire e Gabon.

 

È quindi buona norma interpellare, per tempo, il medico o il pediatra di base prima di ogni viaggio esotico in quanto la situazione può cambiare anche in tempi brevi e non lasciarsi prendere da inutili fobie, perché il rischio di vivere non ce lo può togliere nessuno, pertanto si deve cercare di fare quanto si deve e poi lasciare perdere timori che potrebbero guastare quella grande festa di odori, sapori, colori e quant'altro il nostro cervello riuscirà a percepire durante il nostro viaggio.