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in fondo a questa pagina troverete vari indirizzi e prezzi speciali

PADOVA UNA CITTA’ DA SCOPRIRE AL DI LA DELLE SOLITE METE TURISTICHE A PARTIRE DALLA RISTRUTTURATA LOGGIA DEI CARRARESI SINO AL PROSSIMO RECUPERO DELLA TORRE SOVRASTATA DALLA SPECOLA. LA STORIA DEI CARRARESI, DELLA POTENZA DELLA CITTA’ DI PADOVA ATTRAVERSO I SUOI SIGNORI I CARRARESI, I PREZIOSI E PIU’ NUMEROSI AFFRESCHI ITALIANI OLTRE QUELLI CONOSCIUTISSIMI DI GIOTTO, L’UNIVERSITA’, IL PRIMO ORTO BOTANICO DELLA STORIA, LE PRIME SCOPERTE SCIENTIFICHE E I RACCONTI DI GOETHE. BELLISSIMI ANCHE I DINTORNI: ESTE, MONTAGNANA...

UN BUON PROSCIUTTO A PREZZI RAGIONEVOLI IN UN PAESAGGIO SUGGESTIVO:

MONTAGNANA

Montagnana dista da Padova 60 chilometri, ma merita assolutamente una visita per diversi motivi: la sua cinta muraria medievale perfettamente conservata, il Duomo di S.Maria Assunta con gli affreschi del Giorgine, la Chiesa di S.Francesco, Villa Pisani di Andrea Palladio, il Palazzo Comunale e Piazza Vittorio Emanuele II con i palazzi circostanti e molto altro. Non ultimo per importanza il prosciutto artigianale locale: una vera squisitezza che ha la sua apoteosi nella festa del terzo fine settimana del mese di Maggio; prezzi bassi, ma alta qualità. Un binomio quasi ormai introvabile.

 

Padova oggi ha molto da offrire al visitatore attento al di là dei monumenti più conosciuti come: la Cappella degli Scrovegni di Giotto, la Chiesa degli Eremitani con opere del Mantegna, il Duomo, al cui progetto prese parte Michelangelo, il Battistero, con gli affreschi di Giusto de’ Menabuoi, i Palazzi della Ragione e della Gran Guardia e la Basilica di S.Antonio con crocifisso, statue e rilievi in bronzo dell’altare di Donatello. Sfugge ai più che dietro all’altare si trova un magnifico bassorilievo in marmo, pure di Donatello, mentre all’esterno è nota a tutti la statua equestre del Gattamelata. Altre mete note sono: l’Università fondata nel 1222 con il Teatro Anatomico nominato anche da Goethe, insieme all’ Orto Botanico il più antico in assoluto, lo storico caffé Pedrocchi del 1831,  il Prato della Valle. Padova, i musei e l’interessante ghetto ebraico.

Come dicevamo, Padova oggi, grazie ad una attenta ricostruzione storica di volenterosi studiosi come l’assessore alla cultura dott. Andrea Colasio, ha molto altro da proporre al viaggiatore attento.

Cominciamo da un piccolo importantissimo luogo trascurato dai visitatori più superficiali: la Scoletta del Santo, visita su prenotazione, a fianco della chiesa di S.Antonio; una vera gemma del Rinascimento italiano, tutta da scoprire.

Qui possiamo ammirare alcuni importanti pittori padovani che trassero ispirazione dalla grande stagione avviata da Donatello e poi dal Mantenga e che ritroviamo anche presso la Scuola del Carmine, del Redentore, l’Oratorio di S. Rocco e altro; le opere della Scoletta del Santo rappresentano il panorama artistico del ‘500 veneto, una vera svolta epocale nella storia dell’arte che prosegue poi con B. Bellano, A. Briosco, sino al Falconetto e, successivamente, continua con il Palladio.

Ma qui il vero fulcro è  Tiziano Vecellio che iniziò proprio a Padova la sua incredibile vicenda artistica; ben tre sono i quadri qui presenti e attribuibili certamente al Maestro cadorino (Tiziano).

Da notare come, a differenza del Tiziano, gli altri artisti presentino opere che hanno impostazione e stilemi ancora tardo quattrocenteschi. Le scene sono di gusto popolaresco, uno spaccato dell’epoca in vari episodi della storia di S.Antonio, miracoli compresi.

Nonostante qui sia solo ventenne, il Tiziano si rivela un grande anche per alcune invenzioni quasi architettoniche. Impedibile anche la sua rappresentazione del marito geloso: l’ira del marito che colpisce la moglie e il suo pentimento davanti al Santo per avergli risanato la mogli, su tutto risalta il forte naturalismo  e grande vigore; un’anticipazione sui tempi dell’arte. Ancora il paesaggio, il naturalismo, e una forte gestualità caratterizzano l’opera di Tiziano dove un neonato stupisce gli astanti con la sua parola e la madre calunniata, ma salvata dal neonato miracolosamente parlante, risalta in tutta la sua fierezza anche nel colore e nel volume della veste. Tra le 18 opere, della Scoletta, due sono del fratello del Tiziano: Francesco Vecellio. Interessante anche il miracolo del bimbo caduto nella pentola d’acqua bollente di Gerolamo Tessari.

La sala priorale della Scoletta è opera della Confraternita di S. Antonio e risale ai primi decenni del ‘500. La Scoletta merita una visita anche per l’armonia dei vari elementi artistici che si integrano tra loro. Due esempi sono il soffitto ligneo intagliato e dipinto e la Madonna con Bambino in terracotta dipinta di A.Bosco, incorniciata da Santi e Angeli del Carmagnola.

La Confraternita di S. Antonio, chiamata ordinariamente “Scuola del Santo” è l’erede dell’antica “Scuola di devozione” del Santo la cui istituzione si fa risalire, per tradizione, a pochi anni dopo la morte del Santo. Nello statuto si legge: “…canonicamente eretta in Padova nel 1232, presso l’antica Chiesa dedicata a Sancta Maria Mater Domini…”. Che fu la prima chiesa a raccogliere le spoglie di Sant’Antonio. La confraternita ha poi costruito la propria sede presso il Sagrato della Basilica del Santo all’inizio del’400, per poi ampliarla con la sala capitolare superiore nel ‘500. Mentre la scala di rappresentanza e la loggia risalgono al ‘700. Divenne poi Arciconfraternica con una bolla di papa Leone XIII il 21 novembre 1894.

I CARRARESI UNA FAMIGLIA MOLTO IMPORTANTE CHE HA LASCIATO UN IMPORTANTE SEGNO NELLA STORIA, ANCHE DELL’ARTE, DI PADOVA.

I Carraresi hanno le loro origini nel nord dell’Europa, ed entrano a far parte della storia di Padova e provincia nel 1027 quando presero il nome dal Castello di Carrara, del quale si hanno notizie dall’inizio  del secolo XI in località Due Carrare, anticamente Carrara. Questa località, in provincia di Padova, non va confusa con l’omonima città toscana.

Tornando ai Carraresi si sa che furono uomini d’arme e feudatari di campagna di origine longobarda. Si arricchirono al punto da divenire signori di Permunia e scongiurare la minaccia dei veronesi Scaligeri nella persona di Cangrande della Scala. Allora chiamati Da Carrara, i Carraresi si stabilirono in Padova prima come vassalli del vescovo e successivamente riuscirono ad installarvi una signoria mettendo, nel 1338,  fine ad una forma di governo comunale.

Il loro potere in città inizia con Jacopo I il Grande eletto “protettore, governatore e signore generale di Padova” il 25 luglio 1318. La sua fu una politica di pacificazione interna allo scopo di consolidare il suo potere personale, contro le politiche espansionistiche delle vicine signorie, Scaligeri, in primis, durante l’occupazione dei quali prese il potere il nipote di Jacopo I, Marsilio, che assunse l’incarico  di vicario di Cangrande della Scala. Successivamente Marsilio preferì passare alla coalizione veneto-fiorentina e fu grazie a questa scelta che ottenne la signoria della città. Nel 1318 a Marsilio succedette il cugino Ubertino che continuò una politica di alleanza con Venezia e di ostilità verso gli Scaligeri.

E’ così che inizia il fulgido periodo della Signoria dei Carraresi; per la città di Padova un periodo prospero economicamente, ma anche culturalmente ed artisticamente.

Ubertino venne nominato: “libero e generale Signore e Gonfaloniere del Comune” e portò a Padova la pace, favorì lo sviluppo dell’Università, diede nuovo vigore ai commerci e alle “industrie” e favorì anche la ricostruzione di opere pubbliche danneggiate dalla guerra scaligera. Tra l’altro completa la cinta muraria della città, potenzia il sistema viario ed edifica una splendida e ampia reggia adeguata ad un principe e lontana dal volgo: insediamenti commerciali, artigiani e nuclei abitativi. Oltre ai palazzi di abitazione dei familiari e degli illustri ospiti, nella reggia era collocata anche la curia amministrativa, giudiziaria e militare, alloggi per le guardie, stalle e scuderie, giardini e grandi cortili oltre a spaziose cucine. Oggi quello spazio enorme lo si trova compreso tra la piazza del Duomo, via Monte di Pietà, Piazza dei Signori, via Dante, via S.Nicolò sino al Teatro Verdi, via Dondi e Accademia e ritorno a piazza Duomo. La grandezza di questa reggia è impressionate e si basa sugli studi di Andrea Gloria, esperto di antichi documenti padovani, e sulle testimonianze dei contemporanei Vergerio e Savonarola.

La reggia non era solo vasta, ma anche suntuosa, circondata da robuste mura rese più sicure dalla costruzione di uno speciale viadotto voluto da Ubertino e denominato “traghetto”, situato a fianco delle camere da letto dei signori, permettendo così, in caso di pericolo, di raggiungere velocemente, a cavallo, la prima cinta muraria sino al Castello, l’attuale Osservatorio Astronomico o Torlonga o Specola. Quest’ultimo finalmente in fase di  ristrutturazione. Il corridoio pensile o traghetto, dai nove ai sette metri da terra, era largo tre metri, sostenuto da 28 archi e affiancato da un bordo merlato. Fu distrutto nel 1777, dopo essere stato definito “lurido e fatiscente”.  Oggi ne rimane un solo pilastro e arco a fianco della Loggia.

All’epoca esistevano un Palazzo di Levante e uno di Ponente (1343), rispettivamente l’uno iniziato prima della morte di Ubertino che accoglieva la curia e successivamente divenne il Palazzo riservato alle donne; l’altro detto anche Vecchio era la residenza dei principi. I due palazzi comunicavano attraverso un corpo centrale e un ampio cortile interno, il medesimo che si visita oggi insieme a quello che rimane dell’elegante portico colonnato, in marmo rosa veronese, e delle abitazioni private. La demolizione avvenne alla fine del 1800.

Fonti scritte nominano una serie di stanze e sale della residenza: stanza di Nerone, dei Carri, di Ercole, di Camillo, dei Quadri, delle Bestie, di Lucrezia, delle Armi, delle Navi, delle Bretelle e dei Cimiteri.

L’unico resto abbastanza conservato è il loggiato di Ponente, attualmente sede dell’Accademia Galileiana di Scienze e Lettere ed Arti di Padova. La sua loggia esterna fu chiusa da Jacopo II per farne una cappella anche per i numerosi ospiti prelati. Le pareti affrescate dal Guariento con scene dell’Antico Testamento furono danneggiate dai “Ricovrati” dell’Accademia Patavina per ingrandire la Sala delle Adunanze, ma per fortuna tolsero dal soffitto le tavole con i famosi “Angeli” (XIII secolo, oggi al Museo Civico). Nel 1717 la loggia fu liberata dalla struttura edificata dagli accademici e il portico ripristinato. Nel 1963-64 si sono restaurati gli affreschi. La data della decorazione della cappella può essere collocata tra il 1355 ed il 1360 e rappresenta il momento culminate dell’attività artistica del Guariento di Apo (artista di tradizione giottesca con influenze bizantine fuse con la pittura tardogotica padovana) e pittore molto noto a Padova e Venezia.

Nella Sala delle Riunioni si possono ancora ammirare gli affreschi originali disposti su due fasce, vi compaiono anche scritte quasi illeggibili a caratteri gotici. I temi degli affreschi sono: Noé benedetto dal Signore, Colloquio di Abramo con i tre Angeli, Distruzione di Sodomia, La moglie di Lot mutata in sale ed altri. Sulla parete di fronte si possono ammirare due dipinti salvati dalla demolizione cha rappresentano: uno Adamo ed Eva davanti all’Eterno, l’altro Giuseppe che interpreta i sogni del Faraone. Nella medesima sala si ammira una Pianta di Padova del cartografo Giovanni Valle datata1784 dove si vede come l’ “isola dei Carraresi” aveva già perso i suoi confini originari. Giovanni Valle fu il primo ad usare i calcoli trigonometrici per la realizzazione di piante come quella della città di Padova.

Nella Loggia dei Carraresi o Reggia dei Signori di Carrara si possono anche visitare altre stanze e corridoi con preziosi affreschi e decorazioni e le stanze dedicate all’Accademia fondata nel 1599 da illustri letterati e personaggi dell’aristocrazia, della cultura venete come Galileo Galilei, Cesare e Cremonini. L’Accademia mette a disposizione del pubblico le opere manoscritte e stampate sino dalla fondazione, promuove le discipline umanistiche e scientifiche con convegni e dibattiti. I soci dell’Accademia sono emeriti docenti degli Atenei italiani e stranieri.

 ESTE

Este si trova a 30 chilometri da Padova. Deve il suo nome al fiume Adige, Athesis per i romani, il cui corso fu spostato nel 589 di qualche chilometro più a sud. La romanizzazione qui fu accettata pacificamente come alleanza contro i Galli. Este rimase autonoma amministrativamente sino alla fine dell’età repubblicana, mentre l’età imperiale non accettò le antiche magistrature.  Attila invece la ridusse   a semplice villaggio rurale. Rinacque dopo il mille intorno al castello del suo feudatario Azzo, poi Azzo II d’Este. Gli Este diedero inizio ad una delle principali dinastie italiane trasferendo la loro capitale a Ferrara nel 1239. Nel 1238 e nel 1249 Ezzelino da Romano ne fece distruggere il Castello e successivamente fu contesa tra Scaligeri, Carraresi e Visconti, sino alla sottomissione, spontanea, a Venia nel 1405. Da allora Este conobbe pace e ricchezza sino alla pestilenza del 1630. Più tardi Napoleone le diede un nuovo impulso anche con la nascita del Museo Nazionale Atestino e le scuole pubbliche. Fu poi annessa al regno d’Italia nel 1866. Imperdibile è il Duomo Abbaziale di S.Tecla, datato tra il ‘600 e il ‘700; ha un interno ellittico, con grande presbiterio. Importantissima “l’Intercessione di S.Tecla” opera di Gian Battista Tiepolo. Nella canonica si possono ammirare delle tele del pittore estense Antonio Zanchi. Altre opere importanti sono: la Rocca di porta Torre, la Torre Civica della Porta Vecchia, il Municipio, il Palazzo degli Scaligeri e quello del Principe, oltre alla Basilica di S.Maria delle Grazie, S.Martino, la Chiesa degli Zoccoli, la Beata Vergine della salute. Preziosi reperti sono raccolti nel Museo Nazionale Atestino. Ancora oggi prosegue la produzione eccellente delle Ceramiche di Este di storica memoria. L’importanza di Este è rivelata anche dal nome di uno solo degli ospiti più famosi: il celebre viaggiatore inglese Lord Byron.

 

www.turismopadova.it; www.padovanet.it ; www.padovanavigaione.it; www.padovacard.it; www.padonaincoming.it

Scoletta del Santo: visite guidate, su prenotazione: tel. 049.871 92 55, info@immaginarte.pd.it; informazioni: tel. 049.876 79 27; infopedrocchi@turismopadova.it

Ristoranti a Padova: Da Nane della Giulia v. S.Sofia 11, buona cucina tipica, ma anche con qualche tocco esotico, prezzi modici, tel.049.660742.

Ristorantino,v.Boccalerie5, cucina raffinata e moderna di ottimo livello, prezzi adeguati; tel.049.8757205.

Ristorante a Montagnana: Hostaria S.Benedetto, v.Andronalecca 13, ottima cucina tradizionale, anche pesce, ottimo rapporto qualità prezzo; tel 049.800999.

FRIULI

VENEZIA 

 

GIULIA

 

FORNI DI SOPRA fa parte del gruppo PERLE ALPINE . Le “Alpine Pearls” sono impegnate ad offrire ai propri ospiti una vacanza di alta qualità, ecologicamente sostenibile, culturalmente stimolante e ricca di esperienze.   www.alpine-pearls.com/alpine_pearls/.../show.php3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FORNI DI SOPRA

 

SAURIS

 

 

Produzione salumi affumicati:

www.wolfsauris.it ; tel 0433.86054 ;

www.vecchiosauris.it ; tel.0433.866379

 

PASSEGGIATE TRA LE MALGHE

Via delle Malghe: www.viamalghe.com ; info@viamalghe.com

 

BUONI CIBI

 

OTTIMI PROSCIUTTI

 

ARIA PULITA

 

ALBERGO DIFFUSO

 

SCALATE E MOUNTAIN BIKE

 

Il massimo è arrivare a Forni di

Sopra all’alba: le cime dolomitiche si

tingono di rosa e si ha la giusta

impressione di essere giunti in un

luogo magico.

 

Un piccolo paese dove l’architettura

originaria non è stata contaminata

dalle “casette a cubetto”  degli anni

del boom economico; qui tutto è

autentico.

 

 

Siamo lontani mille miglia

dal falso formaggio stagionato, dalle

false fiere paesane, dai piatti locali e

tradizionali conditi con formaggi e

salumi industriali.

 

Anche la birra artigianale, qui di un

piccolo produttore locale, è un

capolavoro del gusto. La si trova in un

bar-pizzeria senza pretese anche nel

prezzo, servita dallo stesso

produttore.

BIRRIFICIO ARTIGIANALE "FOGLIE D'ERBA"- via Nazionale 87-Forni di Sopra  (UD) tel 043388066 www.birreinmontagna.it

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HOTEL RISTORANTE POSTA FORNI DI SOPRA (Ud) via Nazionale 174, tel. 0433.88 423;

www.hotelposta.org ;

info@hotelposta.org

Qui non troverete le cucine a vista

dei locali up-to-date, ma uno chef che

è stato anche allievo di Bocouse,

Claudio Menegon. Lui non fa la star,

non veste come i cuochi alla moda, ma

sa veramente cucinare e la sua cucina

ha il prezzo di un normale ristorante;

nulla a che vedere con gli “stellati”,

ma ben superiore, nella qualità, ad

alcuni di loro. Lo chef Menegon 

lavora presso il ristorante dell’Hotel Posta e, giustamente, si vanta di scegliere personalmente la materia prima con la quale lavora;

e sa veramente ben scegliere  e straordinariamente cucinare.

 

In estate una comoda seggiovia, per chi non potesse camminare, porta all’alpe Varmòst; qui un allevatore lavora il latte:

 

il formaggio è venduto a diverse stagionature, ottima anche la ricotta affumicata.

I prezzi sono veramente competitivi e la genuinità imbattibile.

 

A Forni di Sopra le possibilità che attendono il viaggiatore sono sempre superiori ai giorni di vacanza disponibili: oltre alle numerosissime passeggiate ed arrampicate anche molto impegnative, una grande estensione in pianura è dedicata a Parco, si passeggia tra opere artistiche “naturalistiche”, il fiume Tagliamento e il Parco Avventura. Il rifugio GIAF del Cai, invece, richiede un minimo di impegno atletico, ma offre un grande scenario sotto le vette dolomitiche. Un’altra possibilità, in pianura, è offerta dalla visita al vicino Castello di Sachuidic che aiuta a comprendere l’affezione dei locali verso la propria storia; alla continua ricerca delle proprie origini cancellate da una antica alluvione.  Un bel libro “Sachuidic presso Forni di Sopra” (del Dipartimento di scienze dell’antichità e del vicino oriente dell’Università Ca’Foscari), ne racconta la storia.

Uno degli itinerari più interessanti è certamente quello detto “delle malghe”. Una passeggiata in quota collega tra loro la malga Casera Tartoi e la Casera Tragonia, senza pendenze se si parte dall’arrivo della funivia che porta alla Malga Varmòst. Ognuna offrirà ospitalità come alloggio e cibo; un modo per scoprire o riscoprire i sapor dei cibi veramente genuini e semplici e gli odori dell’aria pura, dei prati, dei boschi, del latte  e del formaggio.

Tra i sapori più antichi e genuini ricordiamo il tipico frico; lo si prepara soffriggendo delle cipolle, aggiungendo a piacere patate a fette sottili e/o pancetta, il tutto su pentola antiaderente o di ghisa unta con una abbondante velatura di formaggio stagionato che fonde sopra al resto, ma può essere preparato anche con il solo formaggio. Una vera leccornia; tutto sta nel sapore del formaggio.

Una particolarità di Forni di Sopra sono anche gli appuntamenti annuali:  a giugno la fiera delle erbe, che qui sono da sempre parte della cucina locale; a settembre la fiera del fungo porta queste delizie, qui ancora numerose, nei piatti di tutti i ristoranti; un programma particolare attende gli ospiti durante le vacanze di Natale: ciaspolate, sci notturno, fuoripista per chi lo vuole e tanta buona gastronomia.

Tra l’altro Forni di Sopra fa parte del network le “Perle delle Alpi” un gruppo di sole 20 località d’Europa che promuovono un turismo ecosostenibile all’insegna della protezione del clima e dell’ambiente. Tutte queste località sono raggiungibili facilmente con mezzi pubblici, dispongono di aree interdette al traffico e di una buona rete per gli spostamenti locali. Anche la vicina Sauris fa parte di questo network.

SAURIS:Albergo Diffuso: www.albergodiffusosauris.com ;

tel. 0433.86221 Una caratteristica del borgo di Sauris  è l’Albergo Diffuso.

Si tratta di vecchie case tradizionali, magnificamente ristrutturate, che dispongono di appartamenti di varie metrature, anche su due piani, dotate di ogni confort: del calore del legno e dei camini, ma anche della lavastoviglie.

 

Lo scopo, raggiunto, è quello di inserire il viaggiatore nel contesto del paese. Qui tutto è come una volta, ci si trova a chiacchierare con le persone del villaggio mentre si fa la spesa, si acquista il giornale o si beve un caffé al bar.

 

Situato a 1400 metri, Sauris è il paese più alto della Carnia e proprio a causa dell’altitudine si è mantenuto isolato dalle altre comunità favorendo il mantenimento della cultura originale e del dialetto che ha origine nella  cultura tedesca dalla metà del secolo XII. Il panorama, tra il lago di fondovalle e le belle vette che lo circondano, è indimenticabile. Qui, si dice, arrivò la reliquia di S.Osvaldo, protettore dalla peste e dalle epidemie in genere e  fonte di tanti miracoli.

Comunque qui si è realizzato il miracolo della natura, della cordialità e della creazione, nel 1994, del primo albergo diffuso in Italia.

Anche le specialità gastronomiche qui meritano il viaggio: si producono: dell’ottimo speck, prosciutto e salumi affumicati, tutti con riconoscimento IGP. L’affumicatura, come conservante, fa parte dalla tradizione, poiché anticamente il sale era costoso e lontano. Non mancano ovviamente i formaggi di malga e la ricotta serviti con la famosa polenta bianca.  Per gli appassionati del genere è possibile la raccolta guidata di erbe officinali.

 

Come a Forni di Sopra anche qui abbondano le proposte: dal nordic walking alle escursioni con le ciaspole (in  stagione), dai corsi di Pilates ai laboratori di cucina e artistici. Innumerevoli anche gli appuntamenti annuali con musica, tango e “incontri con l’autore”.

 

Per chi ama l’agriturismo la Carnia offre una autentica realtà, non costruita per i turisti, ma legata alle attività delle malghe.

Un mondo che qui sopravvive nonostante le difficoltà poste dai “tempi moderni” ed i locali e contadini, in particolare, sono orgogliosi di illustrare al visitatore la loro realtà fatta anche di grande rispetto dei tempi della natura.

 

FORNI DI SOPRA

 

www.fornidisopra.org ; www.fornidispra.net tel.0433.88553; per tutte le informazioni turistiche, percorsi di montagna, alloggi, appuntamenti con la tradizione e anche per percorsi in mountain bike

 

Club Alpino Italiano: www.caiforni.it, fornidisopra@cai.it, tel 339.219405

 

Agriturismo: info.fornidisopra@turismo.fvg.it; www.turismofvg.it; tel. 0433.886 767

 

 

Birrificio Artigianale “Foglie d’Erba” e Hotel ristorante pizzeria Coton, via Nazionale 87, tel 0433.88066; www.birreinmontagna.it; info@birreinmontagna.it ;

Albergo ristorante Nuoitas, località Nuoitas, 7, www.albergonuoitas.it; tel 0433.88 69 56

Adventure Park: www.for-adventure.it

 

 

Laboratorio creativo a Sauris: www.slouch.it ; info@slouch.it Qui tutto è autentico.

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Continua PADOVA:

www.turismopadova.it; www.turismotermeuganee.it; www.comune.monselice.padova.it; www.sountouring.com; www.giostradellarocca.it; www.padovacard.it; Hotel Methis, riviera Paleocapa 70, Padova,tel 049.872 55 55); ristorante Belle Parti, via B.Parti 11, Padova, tel 049.875 18 22; Hotel Cleofe tel 0421.81082, www.hotelcleofe.it, via Altinate 2, Caorle centro.

Un week-end, una settimana o un periodo di soggiorno a Padova e alle terme di Abano o Montegrotto.

 

 

La città di Padova offre una novità che, da sola, meriterebbe il viaggio.  Per chi possieda un: I-pod, i.phone, mp3...è possibile scaricare senza spese, direttamente dal sito www.turismopadova.it, cinque percorsi nella città in mp3.  I percorsi previsti sono: dall’Arena Romana al Caffé Pedrocchi, il Palazzo della Ragione e le sue piazze, il Ghetto Ebraico e la Reggia Carrarese, il Prato della Valle e la Cittadella Antoniana, le mura di Padova in bicicletta.

 

A chi proprio non volesse arrendersi alla tecnologia che avanza, rimane sempre la classica visita, magari con una bella guida cartacea in mano. Interessante anche la proposta Padova-card un modo per visitare risparmiando.

 

Tra i monumenti più importanti vi è il Palazzo della Ragione, eretto nel 1218-19 come luogo di riunione del Parlamento comunale, e rinnovato nel 1306. Le logge sono trecentesche e gli interni sono affrescati con soggetti religioso-astrologici; molto bello il grande cavallo in legno del 1466, riproduzione del monumento al Gattamelata.

 

I musei civici Eremitani sono ospitati nei chiostri dell’ex convento, accanto l’omonima chiesa, costruita tra il 1276 ed il 1306 e semidistrutta dalle bombe nel 1944, è stata fedelmente ricostruita; sul fondo a destra la Cappella degli Ovetari E' famosa, soprattutto, per gli affreschi del Mantegna. Da segnalare anche il Duomo ed il prospiciente Battistero giustamente noto perché completamente ricoperto con un ciclo di affreschi ed il polittico, sopra l’altare, entrambi di Giusto de’Menabuoi (1374-76); al centro la vasca battesimale risale al 1260.

 

 

Tra le molte altre meraviglie di questa città l’Orto Botanico è, forse, il più sorprendente: primo esempio al mondo del genere, fu istituito su delibera dal Senato della Repubblica Veneta su sollecito del lettore dei Semplici Francesco Bonafede al fine di facilitare il riconoscimento, da parte degli studenti, delle vere piante medicinali per evitare errori e frodi, con grave danno per la salute.

Fondato nel 1545 ed arricchito di ben 1800 piante, fu oggetto di continui furti notturni.Dal 1997 questo Orto è considerato Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

 

Questo monumento è un frutto dello straordinario impegno di edilizia pubblica della prima parte del primo millennio: cinta muraria bastionata del bergamasco Andrea Moroni, basilica di  S.Giustina in Prato della Valle, il Municipio e l’Università (1222), detta il BÚ.

 

Pare che anche la realizzazione dell’Orto fosse stata affidata ad A.Moroni al quale si dovrebbe l’ispirazione agli Horti Conclusi del medioevo.

Firenze, Venezia, Roma... hotel con colazione da 50€ a 80€, 3/4 stelle, tel 0541.37 45 68 www.momenttravel.cominfo@momenttravel.com www.albanesihotels.com;         www.initalia.it per prenotare alberghi, b&b... www.isolelipari.it  
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VAL D'ORCIA: Albergo Le Terme a Bagno Vignoni con le stanze che si affacciano direttamente sulla grande e antica vasca termale, inondata di nebbia in bassa stagione: un paesaggio favoloso

Cinque Terre "La Francesca di Bonassola": casettine nel verde in riva al mare: www.villaggilafrancesca.it; t.0187.813911 www.bh-hotels.com (19.000 hotels nel mondo), bassa stagione, per due notti b&b per persona.Roma hotel Waldorf 90 c.a.€, 2 notti ; Firenze hotel Diplomat 100 c.a.€, 2 notti; Venezia Mestre hotel Delfino 75 c.a.€
ROMA: Domus Carmelitana Sant'Alberto Patriarca di Gerusalemme: con vista sul Castel Sant'Angelo è nata come casa di accoglienza per i pellegrini in occasione del Giubileo. La Domus Carmelitana dispone di personale gentilissimo che dispensa consigli turistici e piantine ai neofiti, bar aperto 24 h, gran buffet per colazione, la doppia uso singola 120 c.a. €. Contattare via internet, si prenota con carta di credito.
Roma a due passi dal Colosseo, Bed & Breakfast a gestione familiare: 40€ c.a. a testa compresa colazione abbondante. I bambini la metà. www.da-Maurizio.it vedi anche: informazioni-viaggi low cost  "sonni in economia" (gli ostelli si sono fatti il lifting, ora anche camere singole e doppie)