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STORIA D’AMORE DI UNA CITTA’ E DEL SUO PIROSCAFO “ PATRIA “.

Oggi è possibile navigare noleggiando il battello

"Concordia" gemello del "Patria".

Navigazione Lago di Como: numero verde: 800.551801

Idea Blu ( nolleggio battelli per turismo, matrimoni, convegni

e congressi ) tel.: 031.57.92.11.

 

Idea Blu: piroscafo Concordia

La motrice è offerta alla vista dei passeggeri e costituisce uno degli ultimi mirabili esempi, perfettamente funzionanti, di meccanica dell’inizio secolo. Il piroscafo è dotato di sale in perfetto stile Liberty, di ponti scoperti a prora e poppa per un totale di 385 posti a sedere dei quali 120 al coperto per il pranzo.

 

All’occorrenza si può allestire una zona per il ballo. Concessioni alla modernità sono: l’impianto di riscaldamento e di diffusione sonora, il bar e la cucina di bordo, i cui piatti sono affidati a cuochi di grande professionalità.

LA STORIA DI COMO E DEL "SUO" BATTELLO "PATRIA"

 

Nel 196 a.c. Como fa capolino nella storia come città gallica degli Orobi, ma la sua importanza strategica era già stata riconosciuta da liguri  ( primo millennio a.c. ) ed etruschi.

Giulio Cesare, grande condottiero, fece ricostruire Como nell’attuale pianura con sbocco sul lago, ben intuendo l’importanza dei passi alpini  e del lago attraverso il quale trasportare merci o sbarrare la strada ai nemici che, solo in pochi punti, potevano varcare le Alpi.

I millenni hanno ribadito l’importanza del lago di Como come via di comunicazione e difesa e, successivamente, anche via di turismo.

 

Nel ‘700, quando iniziò l’epoca del “ Grand Tour “, le diligenze con i rampolli dei bei nomi europei, dopo aver attraversato i passi alpini, giungevano a Chiavenna e da qui al lago dove carrozze e passeggeri, ammirate le bellezze naturalistiche ed architettoniche, ripartivano attraverso Como o Lecco per  Milano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli...

Stendhal sotto il titolo “ Viaggio italiano “ scrive: “ Lago di Como: per  6 lire si ottiene un buon posto e in 7 ore si è portati da Milano a Como...Là prendere il battello a vapore, se però si ferma almeno mezz’ora nei punti più belli. Diversamente prendere una barca con un solo rematore che costerà da 8 a 10 franchi per andare a Cadenabbia, locanda Tremezzina.

 

A piedi da Como al borgo di Vico; visitare il palazzo Odescalchi; a Como il teatro e la chiesa. Far fermare la barca a casa Tanzi; di lì alla Pliniana: notare  la sorgente discontinua, che già esisteva ai tempi di Plinio e ne fa testimonianza in una lettera, scritta in latino su un marmo. Di là ci si fa condurre alla villa della principessa di Galles, di là a Balbiano e a Balbianino, casa di svago fatta costruire dal cardinale Durini...a Cadenabbia, luogo dove non si sa che cos’è l’inverno. A cento passi dalla locanda si trova una splendida casa...due statue del Canova, parecchi ottimi quadri...Si dànno 2 lire a una barca che da Cadenabbia vi conduce alla darsena di casa Melzi....Passeggiare nel giardino, vedere il busto dell’Alfieri e la statua di Dante. Di là andare a villa Giulia...e a villa Sfrondrata...La Sfrondrata, una delle antenate di papa Gregorio XIII, da un certo precipizio...faceva buttare nel lago gli amanti che avevano cessato di piacerle. Si vede il precipizio, ma non si vedono gli amanti. L’insieme di queste tre ville è una delle cose più notevoli...”Notissimo fu il pluricentenario “ Corriere di Lindau “, che è stato fatto ripartire nel 1998 per commemorarlo storicamente, che trasportava  settimanalmente  posta, turisti e

 

mercanzie da Lindau, nodo di comunicazione sul lago di Costanza, al lago di Mezzola vicino a Colico, poi via lago sino a Como e quindi di nuovo in carrozza per raggiungere Milano. Il percorso era: Grigioni lungo la valle del Reno superiore, passo dello Spluga, Chiavenna, lago di Mezzola. In dialetto questo corriere veniva  chiamato “ Lindò “.

Anche Ferdinando I passò per il lago di Como il 24 agosto 1838 provenendo da Vienna verso  Milano in occasione della sua incoronazione, via Innsbruck, attraverso il passo dello Stelvio e la Valtellina arrivò, con la carrozza, a Varenna e qui raggiunse villa Melzi, dove fu ospitato,  altrettanto  avvenne a Como a villa Raimondi e il battello Falco restò a disposizione dell’illustre ospite. Per l’occasione venne organizzata una grande festa sul lago, con tanto di fuochi artificiali. Lo specchio d’acqua  tra villa Cornaggia e Como “ è una città tutta risplendente di luce “ così cita il  Cav. Avv. Prof. Ogliari nel libro “ La navigazione sui laghi italiani “ e più avanti: “ Il Conte Pietro Porro, presidente della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, intuendo l’importanza che i trasporti lacuali assumeranno in relazione alla progettata linea ferrata Monza-Camerlata e al crescente servizio delle diligenze che collegano Como allo Stelvio ed

 

allo Spluga, fa costruire per il proprio piroscafo “ Lariano” un pontile all’esterno del porto. “. Ciò accadeva nella prima metà del 1800. Questo tipo di viaggio nel secolo XX è stato effettuato dal  battello Patria, che è fermo da anni e del quale intendiamo parlare.  Farlo ripartire da Dervio, come da dieci anni sostengono le 20.000 firme raccolte dall’attuale Comitato per la sua salvaguardia, dove ora si trova ancora dotato della sua elegante ciminiera arretrata, permetterebbe a molti, e si spera anche giovani, di non dimenticare un passato glorioso, magari facendoci  riflettere anche sulle nostre scelte sempre più frenetiche di vacanze lontane consumate affollando aeroporti e, purtroppo, anche cercando un piatto di spaghetti a ...Timbuktu. Il glorioso “ Patria “ potrebbe essere utilizzato come un meraviglioso strumento didattico durante le gite scolastiche, oggi questo è possibile con il gemello “ Concordia “. Quale lezione di turismo, inteso anche come storia del turismo, o invito a nozze insolito, ma intelligente ! Senza l’assordante rumore delle autostrade, senza respirare i tanto condannati veleni  degli scarichi di auto e camion e senza le code ormai croniche delle nostre strade.

 

Il battello ai giovani ha molto da insegnare, ma forse è colpa degli adulti che non propongono ai loro figli o allevi soluzioni, forse meno popolari, ma certamente più educative. Come è scritto nel libro “  I battelli del Lario “, “ la ruota a pale, pur “ maltrattando l’acqua “ e producendo spruzzi, dona al battello, nel complesso, un movimento continuo e silenzioso”. 

Si precisa inoltre che: “    La ruota a pale si presentava, alle origini della navigazione a vapore, come la soluzione ideale per trasmettere la potenza, generata  dalla macchina, all’acqua, traducendo la modesta velocità di rotazione delle motrici a vapore in forza utile all’avanzamento.

Fondamentalmente, il motivo principale che decideva dell’abbandono della ruota a pale era l’ingombro laterale, davvero sensibile, delle ruote...tali da raddoppiare la lunghezza massima del battello rispetto alla larghezza massima dello scafo. ..L’elica si impose, sul finire del secolo scorso, dapprima sui battelli di piccole dimensioni, allorché l’esigenza di mettere in linea piccoli natanti poco si  conciliava  con le grandi ruote laterali...

L’applicazione dell’elica ai piroscafi di grandi dimensioni...fu...più graduale. I due grandi piroscafi gemelli “ Savoia “ e “ 28 Ottobre “ ( oggi rispettivamente chiamati: “ Patria “ e “ Concordia “ ), costruiti nel 1926, venivano dotati di ruote a pale, proprio quando ormai l’elica era stata ampiamente adottata dalla tecnica navale. “

Pare che per la Navigazione, se il “ Patria “ verrà ristrutturato,  come era,  senza ammodernamenti, si andrà incontro alla necessità di più personale ed all’uso di combustibile più inquinante qual è il “ fuel “. Inoltre secondo la legislazione attuale si dovrebbe procedere ad una totale copertura, meglio se trasparente, della zona dove si vedono gli organi meccanici in movimento, come richiedono le norme antincendio. Ovviamente ciò presuppone un certoLa storia del Patria inizia nel 1926, il 31 luglio un articolo del quotidiano “ La Provincia “ annuncia: “ La motonave “ Milano “ ha lasciato, verso le ore 8,45, uno

 dei pontili di Como e, recando a bordo parecchi invitati, si è  diretta alla volta di Dervio per assistere, dietro cortese invito della “ Lariana “ ( società di navigazione del lago di Como), al varo del piroscafo “ Savoia” (l’attuale “ Patria “ )...Prima di toccare il pontile gli invitati potevano scorgere sulla spiaggia, e precisamente in località “ Due Platani “ ( dove sorgeva il cantiere della “ Lariana “ ) la bianca, elegante mole del piroscafo in attesa del varo...Il parroco di Dervio, Don Ambrogio Invernizzi, presi gli ordini dal rappresentante del Governo, procedeva alla benedizione del nuovo piroscafo... “ Vanne quindi, o battello, che porti il nome augusto di Savoia, ad unirti ad altri gloriosi fratelli a compiere la missione che la provvidenza di Dio ti affida, ad affratellare il popolo, a rendere sempre più gloriosa la bandiera della patria, e fonte di benedizione di Dio sfiderai impavido e trionferai sempre in nome di Colui al cui cenno tutto obbedisce. costo.

 

Evviava il battello Savoia, evviva la Lariana, evviva la patria ed il suo Re, evviva Dervio! “...Le sirene dei piroscafi “ Italia “, “ Trieste “ e “ Milano “, passando in quel momento carichi di passeggeri, lanciavano il glorioso urlo delle loro sirene, saluto augurale per la nuova unità della flotta” .”

Il piroscafo “ Patria “ fu allestito, in soli 53 giorni dalla Ditta Odero di Genova utilizzando un apposito sistema di “ distribuzione “ del vapore inventato dall’ing. Arturo Caprotti, il quale introdusse sostanziali novità nella trazione a vapore inerente le ferrovie, tanto che  questo tipo di distribuzione venne denominata “ Caprotti “, sistema adottato dapprima dalle ferrovie italiane e successivamente anche in campo navale.

 

“ Si trattava  di utilizzare valvole rotanti comandate da un geniale sistema di leverismi mossi da eccentrici...Per dire l’importanza dell’invenzione basti pensare che il grande cantiere inglese di Coaltbridge ha inviato a Como il suo direttore tecnico ing. Morrison e il capo del personale ing. Thomson, che seguono lo svolgersi delle prove che danno soddisfacentissimi risultati. “ come cita il Cav. Ogliari, nel suo testo. La linea filante dei battelli, oggi denominati “ Patria “ e “ Concordia “, è ancora molto apprezzata dagli svizzeri, che vanno orgogliosi dei loro battelli a vapore in servizio sui laghi di Ginevra e dei Quattro Cantoni. Gli interni, arredati dalla ditta Galfetti, mobilieri comaschi, comprendevano raffinati saloni come era nella migliore tradizione, sino dall’ottocento, dei battelli a vapore: pellami e velluti pregiati, legno di quercia e raffinatissime decorazioni anche sui vetri, il tutto riservato solo alla prima 

 

classe. Il luccichio degli occhi del fuochista ed il movimento delle bielle che muovono le grandi ruote hanno esercitato, per due secoli, uno speciale fascino su bimbi ed adulti e sarebbe bello che questo continuasse anche nel nuovo millennio.

Tornando alla storia di ieri va ricordato che subito dopo il varo del “ Savoia “ si procedette alla costruzione del suo gemello allora denominato “ 28 Ottobre “.

Fra gli eventi importanti a cui partecipò il “ Savoia “ non si può tralasciare l’arrivo a Como del Re Vittorio Emanuele III, il 28 maggio 1927, per l’inaugurazione delle Esposizioni del Centenario Voltiano alla Villa Olmo il quale sbarcò dal “ Savoia “ sul nuovo pontile fatto costruire appositamente a Villa Olmo per l’Esposizione.  Per la successiva gita sul lago: migliaia di rose, ricchi tappeti ed una colazione, a bordo, curata dal Gran Hotel Villa D’Este.

Durante la guerra alcuni battelli vengono portati sulle rive del Pian di Spagna forse allo scopo di recuperarli in caso di affondamento, grazie ai bassi fondali.

 Purtroppo il Volta, il Lariano, il Forza e l’Unità furono distrutti completamente, qualcuno dice al solo scopo di recuperarne i pezzi d’acciaio.

“ Concordia “ e “ Patria “ si salvarono, grazie al fatto di essere stati ancorati vicino a montagne a strapiombo che impedirono l’avvicinamento dei caccia nemici; inoltre furono amorevolmente mimetizzati con l’uso di interi alberi; un pino proveniva dal giardino di casa Miglio a Dervio.

Il 7 novembre 1943 “ Uno qualunque “ scrive sul giornale  “ La Provincia “: “ So che sul lago di Como navigano due piroscafi gemelli nominati “ 28 Ottobre “ l’uno, e “ Savoia “ l’altro. So che il “ 28 Ottobre “ è scomparso sotto il gran manto di una  “ Concordia “...anche il “ Savoia “ è stato ribattezzato e per lui hanno trovato un nome meno...( i puntini sono del testo originale) compromettente: “ Patria “ “. Il dott. Felice Baragiola, presidente della Lariana, replica  il 9 novembre: “...mentre la Patria era in pericolo bisognava saper sacrificare le personali preferenze sull’altare della “ Concordia “...fino a leggere il motto che sta scritto sul “ Concordia “: “ Concordia salute della Patria “.

 

Nel gennaio del ‘45 cacciabombardieri anglo-americani mitragliarono anche il “ Patria “: cinque morti e 17 feriti, uno di quali morirà successivamente, mentre un principio di incendio venne prontamente domato.

Il 23 giugno 1951 “ La Provincia “ annuncia: “ Ha avuto oggi luogo la gita inaugurale del piroscafo “ Patria “ al quale sono state apportate alcune modifiche.

La storia attuale del “ Patria “ è ben nota a tutti i comaschi: il presidente della Famiglia Comasca Cav. Piercesare Bordoli ha continuato imperterrito con le sue conferenze stampa ed articoli al quotidiano “ La Provincia “,  aiutato anche dalla Società storica delle Navi a vapore statunitense che scrive “ Spero di poter navigare sui vostri piroscafi “.

Cosa deciderà la navigazione non dipende da noi, l’importante qui è ricordare un piroscafo e la sua storia affinché anche i giovani possano conoscere quanto di bello ci può tramandare il passato e magari riviverlo in prima persona.

 

 Scheda del “Patria”

1926 anno di costruzione dei piroscafi gemelli “Savoia” e “28 ottobre” rispettivamente poi denominati  “Patria” e “Concordia”.

 31 Luglio 1926 viene varato il piroscafo “Savoia”.

 Il piroscafo “Savoia”  fu allestito in soli 53 giorni dalla ditta Odero di Genova utilizzando uno speciale sistema di distribuzione del vapore denominato “Caprotti” dal nome del suo inventore.

 I due piroscafi “Savoia” e “Patria” furono poi  ammodernati, il “ Savoia “ nel’66 ed il “ 28 Ottobre “ nel’77.

Caratteristiche comuni:propulsione a ruote, tipo di scafo in acciaio, prora dritta, poppa ellittica, lunghezza tra le perpendicolari: 51,11,m.larghezza massima, comprese le ruote, 12,30 m., macchina a vapore a triplice espansione a vapore surriscaldato ad alta pressione, tre cilindri, combustibile per il “ Savoia “ carbone fino al 1951, nafta per il “ Concordia “.

 

AGGIORNAMENTO: il patria è diventato proprietà della Provincia di Como, la Provincia nel dicembre 2005 si impegna a presentare al più presto un progetto di recupero