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      LIBERTY

I termini liberty, modernismo, arte fiorita, architettura forita modern-style, art noveau, jungendstil, sezessionisttil e molto altro, sono utilizzati, a volte, impropriamente per identificare uno stile preciso, noto in Inghilterra durante l'ultimo quarto dell'Otticento e velocemente diffusisi in tutta Europa differenziandosi, prendendo un nome piuttosto che l'altro e, di conseguenza,una diversa impostazione a seconda delle nazioni dove si sviluppava.
Le origini di questo stile vanno ricercate in fatti che nulla, apparentemente, hanno a che fare con l'arte.
Il progresso industriale e scientifico con l'aumento dei prodotti disponibili sul mercato, l'utilizzo di nuovi materiali per l'edilizia, e gli oggetti di uso comune, la concentrazione delle zone abitative e la rapida crescita urbana, la conoscenza dei diritti delle classi povere, il timore che l'industrializzazione relegasse la classe povera a compiti sempre più disumani invece di toglierla dallo stato di bisogno, la coscienza e la volontà della classe borghese di essere il vertice di una nuova classe dominante
 

(economicamente e culturalmente), il timore che industriali e tecnici diventassero i soli costruttori,ideatori e padroni dei nuovi agglomerati cittadini, la possibilità di creare soluzioni architettoniche inedite, il progresso scientifico come fonte di nuovi mezzi tecnici quale la fotografia, tutto ciò da origine a due correnti: decadentista e nietzsciana ( in Italia Giuseppe Antonio nel 1904 inaugura la rivista "Hermes" dicendo: " Idealisti in filosofia, aristocratici in arte, esteti ...in letteratura")
I simbolisti, in Italia, cercano nello stile una liberazione del selvaggio dalle formule accademiche.
Il simbolismo può essere diviso in:

1- sfruttamento di iconografie e tipologie di vecchio stampo (dal neo classico-romantico, più specificatamente per quello purista e del primo pre-raffaellismo, come nelle origini del primo liberty inglese;

2- definizione di una forma significante solo per la propria forza espressiva.

Dal punto di vista architettonico il neo-gotico fu alla base del discorso ?modernista?, come ci insegnano Viollet-le-Duc (documentarsi) e Ruschin.
Il modernismo nasce dallo studio del passato, ma nella più ampia libertà di interpretazione, e dalla collaborazione, in consorterie, dei diversi specialisti: dall'ingegnere all'architetto, all'ebanista al fabbro...
Prendendo esempio dai preraffaelliti inglesi e mantenendo una certa connotazione aristocratica, ma unendo diversi artisti come un gruppo di iniziati: poeti, pittori e musicisti (vedi la Libre Estétique erede dal 1894 a Bruxelles del posteriore gruppo Les vingts) nasce il Liberty.

Dall'Inghilterra di W.Morris lo stile Liberty si diffonde in Belgio, Paesi Bassi e, con altre caratteristiche, in Francia.
 

Alla fine del secolo XIX la Scuola d'Arte di Glasgow ne è l'esempio più completo.
Successivamente si verranno a creare delle aree, ben caratterizzate, austriache e tedesche la cui conclusione degna sarà il Bauhaus.
L'idea è quella di produrre qualcosa di "bello", intesa anche come riscatto morale, che per alcuni avrebbe dovuto essere a disposizione di tutti: e qui nasce l'idea dell'oggetto di largo consumo.
E' quasi universalmente riconosciuto che l'origine del modernismo sia nelle idee preraffaellite diffuse in Inghilterra per opera di architetti e artisti (Morris, Mackmurdo, Voysey, Crane)con lo scopo di far riconoscere un artigianato artistico, su modello medievale, contrappunto all'avanzata standardizzazione causata dall'industrializzazione. Anche Mackintosch fondatore della Scuola d'Arte di Glasgow e Val de Velade, belga, sono personaggi molto significativi del "modernismo".
In Francia e Belgio si parla di Art Noveau, in Germania e paesi tedeschi di Jugendstil, a Vienna si incontra un gusto "secco" che forse meglio rappresenta la fase più matura del liberty; il tutto dà origine ad una serie di scambi vivaci e fitti un una nuova comunità internazionale e culturale alla luce del neo-illuminismo, inteso come nuova fiducia nella nascente società industriale.


Il liberty,nella sua prima fase, in pratica è caratterizzato dall'accentuazione e dalla suggestione dello zoomorfismo e del fitomorfismo e da una originale produzione di manifesti pubblicitari.

In Spagna il Liberty prende il nome di Modernismo, Barcellona offre esempi di grande valore a questo riguardo, tanto che oggi esiste un vero e proprio "percorso" del Modernismo.
In Italia il Liberty si afferma insieme alla presa di coscienza e realizzazione di uno stato unico italiano.
Nino Costa fonda il gruppo "In Art Libertas" (1885-87) e aggiorna esperienze, come quelle macchiaiole e del verismo regionale.
Giulio Artistide Sartorio viene educato da Nino Costa. Sartorio e i suoi amici romani (Edoardo Giaia, Enrico Colman) conobbero e assorbirono, per primi, i motivi preraffaelliti.
Conobbero le opere di Klingan, Boecklin, Van Stuck e vi si riconobbero, senza riuscire a superare la loro retorica classicheggiante. Questo scambio culturale avvenne in una Roma frequentata da artisti inglesi e tedeschi, ma i gruppi romani elusero, in particolare, il senso sociale del movimento, né rielaborarono con coraggio a approfondimento le profonde innovazioni che, invece, furono ben presenti negli stranieri: inglesi, tedeschi, francesi e spagnoli. Ciò nulla toglie al riconoscimento, che ben meritano personaggi come Sartorio o il marchigiano De Caroliso, il toscano Chini e monti altri.

Altrettanto si può dire del gruppo dei dannunziani e per lo stesso D'Annunzio che ben rappresentò la versione italiana del modernismo, definita "spuria e ambigua",

poiché vi manca la volontà di rottura nei confronti dell'imperante verismo descrittivo e di una certa cultura di evasione frutto di un'impostazione aristocratico-decadente.
Il Modernismo italiano ha legami stretti con Previati, Segantini, Morbelli, Pellizze, Frnara (grandi nomi del divisionismo italiano) e con Mentessi, Concani e molti altri.

Il quadro della Maternità di Previati può essere definito appartenente all'origine del Liberty più di quanto lo sia il dittico con la Gorgona di Sartorio, vistoso e scandalistico, presentato alla biennale di Venezia del 1899.
La stessa differenza si può notare tra Fogazzaro e D'Annunzio, intendendo il Fogazzaro più vicino al liberty di D'Annunzio.
 

Giacosa stesso è vicino al Liberty, nell'elogio alla borghesia lavoratrice di "Come le foglie" (1900) e altrettanto dicasi di Guido Gozzano che un'attenta lettura rivela quanto condannasse il bric-a-broc ottocentesco e non fu affatto un dileggiatore del Liberty come può apparire da una interpretazione poco attenta.
Duilio Cambellati è una voce fuori dal coro con il suo piccolo gruppo di populisti dell'ambiente romano con stretti contatti al nord d'Italia, ma la sua polemica verso il progresso e il suo ideale contadino in stretta relazione con la spontaneità della natura gli fanno rifiutare il Modernismo internazionale in quanto strettamente legato al gusto e alla cultura borghese, simbolo dell'oppressione sociale.
In realtà il Liberty, per quanto sia partito da presupposti disinteressati e lungimiranti quali l'arte per tutti, rimane assolutamente un'espressione culturale della borghesia.
 

Origini italiane:
Arte Utile , Alfredo Maloni, 1890 (ma non è modernista in modo assoluto)
"pubblicistica" per l'esposizione di architettura di Torino nel 1890
Camillo Boito architetto che certamente ebbe un ruolo agli albori del Liberty, ma poi la sua opera funse da freno nell'applicazione del modernismo nell'architettura italiana

1895 esce "Emporium", rivista che riprende la londinese "The studio", contemporaneamente inizia a circolare il nome della ditta Liberty che produce stoffa e arredi orientali il cui nome è usato per indicare genericamente prodotti, anche di fabbricazione italiana, riferiti a un certo stile orientaleggiante. All'estero si identificherà la parola Liberty con la società Liberty, più a lungo che in Italia. Contemporaneamente arrivano dall'Inghilterra mobili definiti "Modern Style": lineari e semplici, all'apparenza poco legati allo stile fiorito delle tappezzerie Liberty, vedi la sedia Thonet la cui importanza verrà riconosciuta solo successivamente.
L'espressione Art Noveau è ancora legata ad una raffinata bottega-galleria parigina aperta nel 1895.
A partire dal 1902 si parlò intensamente di Modernismo sui giornali e periodici italiani, non usando la parola Liberty, ma il pubblico, l'aveva ormai universalizzata