|


| |
|
VACANZE IN GALIZIA e BARCELLONA, DUE DONNE
TRENTENNI ED UNA RAGAZZA CHE SI SENTE MOLTO PIU' GIOVANE
|
Diario di "bordo" di anonima
DALLE STELLE ALLE STALLE. Anno 1987.
1.8.87
|
|
La partenza da casa per le vacanze in Galizia, è ritardata
da un piccolo incidente. Il taxista ha aspettato Mony per 28 minuti, mentre lei
cercava di introdurre in un occhio una delle nuove lenti a contatto. Poi la
solita coda alla dogana svizzera per raggiungere l’Italia. Ore 10,08, finalmente
Mony e Mara mi raggiungono a Como con il taxista svizzero che teme, per noi, di
arrivare tardi in aeroporto. Decidiamo di evitare autostrada e tangenziale,
notoriamente molto intasate a quest’ora e riusciamo a raggiungere Linate con
buon anticipo. Il tempo è ottimo, non fa né caldo né freddo.
Dopo una ferragostana coda al ceck-in abbiamo fatto la
consueta scorta di giornali, idem al bar con cappuccino e brioches, perché “non
si sa mai cosa ti serviranno in aereo” come dicono sempre le mamme ansiose.
|
L’aereo, nonostante i possibili ritardi annunciati, parte
in orario. La compagnia aerea Iberia, a differenza di quanto qualcuno aveva
insinuato, ci serve un pasto assolutamente commestibile. Ci lasciamo prendere
dall’euforia, vuoi vedere che va tutto bene?
Arrivate Barcellona ci rifugiamo sul bar della terrazza
dell’aeroporto in attesa del prossimo volo, non per bere un caffé, ma per stare
lontane dalla marea della folla che invade gli aeroporti in alta stagione.
Senza dirottamenti, ne ritardi, lo diciamo solo per
scaramanzia, atterriamo a Santiago de Compostela, capitale della Galizia, nonché
notissima meta del famoso pellegrinaggio del Camino di Santiago sin dall’antico
Medioevo. Siamo alla ricerca della Spagna poco frequentata dai turisti, ma che
noi supponiamo molto affascinante. La verde Galizia ci ringrazia offrendoci una
bella giornata di sole, cielo blu, senza nemmeno una nuvola.
|
|
All’aeroporto ritiriamo una fiammante Opel Corsa. L’auto è
praticamente nuova! Evviva, parte! Ha la benzina ed anche i freni!!! Questo alle
Seichelles non succede mai!
Raggiungere Santiago è un gioco da ragazze, grazie alle
precise indicazioni stradali dislocate lungo il percorso. Anche la radio di
bordo funziona e così ascoltiamo un poco di musica mentre percorriamo strade
deserte. Qui il turismo ferragostano ,per nostra fortuna, non è ancora arrivato.
In città un vigile cerca di darci delle indicazioni su come raggiungere il
centro. Tra un senso unico e l’altro ci
avviciniamo alla storica piazza della cattedrale, scoprendo con piacere che
l’accesso è permesso, almeno a noi come clienti del favoloso Parador Reyes
Catolicos. Il peso delle nostre valige ci fa ancor più apprezzare questo
privilegio.
|
Come vediamo piazza ed albergo emettiamo tutte e tre
gridolini di gioia, è proprio quello che sognavamo anzi, tutto
è ancora più affascinante di come l’avevamo sognato.
La Cattedrale ha le
dimensioni adeguate per incantare uomini e donne di ogni epoca, situato al suo
fianco l’albergo Reyes Catolicos è semplicemente una piccola reggia.
Quattro cortili di incredibile fascino e la nostra camera è arredata con
stupendi mobili antichi. Anche il bagno ci strappa un ohh di meraviglia, grande
come un salotto è tutto rivestito di marmo verde.
Subito usciamo per visitare la città che, inondata della
luce del tramonto, ci ispira magnifiche foto. Peccato che il meccanismo di
arrotolamento della pellicola non funziona, così i “capolavori” finiscono nel
cestino della spazzatura. L’avvenimento viene classificato come “dolce”
imprevisto nel faticoso lavoro del viaggiatore.
|
|
La fame ci spinge alla ricerca di un locale “pittoresco”
dove cenare. In breve troviamo la più “sordida” bettola di tutta la Galizia. Evviva,
ceneremo insieme a veri gallieghi e non con turisti. Esultiamo e
ci complimentiamo a vicenda per la scelta. Il pane ci viene servito tagliato a
fette di c.a. ½ kg. l’una, il vino in tazze da ½ litro, siamo sedute su di una
lunghissima panca vicino ad una TV che spacca i timpani e trasmette una noiosa
telenovela, ma elettrizza i nostrani compagni di desco. Un vicino di tavolo, con
il viso arrossato dall’alcool, discute animatamente con colei che sembra la
moglie. Noi ci lasciamo prendere dall’atmosfera di festa campestre che ci
circonda. Ordiniamo: polipo bollito con paprica, sardine fritte e fette di
carne in un sughetto piuttosto buono. Non è la cena di un hotel di lusso come il
nostro Parador cinque stelle, ma anche il conto è proporzionale, il totale per
tre persone corrisponde a 20 euro. Esattamente un decimo di quanto
spenderemo la sera successiva presso l’albergo Reyes Catolicos: 300 euro per
tre persone. Per fortuna, nostra, sappiamo anche ben apprezzare e valutare le
differenze!
|
2.8.87
Oggi visitiamo la città di Santiago ed ancora una volta
siamo stupite da tanta bellezza. Il portico della Gloria, della cattedrale, è
imponente quanto basta per farci sentire tutte un poco più piccole, proprio come
nel Medio Evo si desiderava accadesse al visitatore. Altrettanto interessanti
sono le numerose cappelle, ed una in stile romanico ci aiuta a fantasticare sul
passato della cattedrale.
All’improvviso inizia una cerimonia che appare sin
dall’inizio molto solenne. Si tratta di una processione lungo le navate. Noi,
donne del XX secolo, rimaniamo stupefatte dell’effetto che ha su di noi il tocco
ritmico e poderoso del gigantesco“bastone” d’argento del prelato sul pavimento.
E’ come fare un passo indietro nei secoli sino all’inquisizione ed a quel Dio
che faceva tremare l’uomo medioevale, analfabeta o comunque timorato di Dio.
|
|
Il museo della cattedrale è
una serie di sale ricche di capolavori di oreficeria, scultura, pittura,
artigianato, mobili a volte con preziosi intarsi di madreperla e tartaruga,
manoscritti di rara bellezza, finezza d’esecuzione e di grande valore storico.
Successivamente scopriamo che
tutta la città di Santiago è un gioiello,
poco frequentata dai turisti (nel 1987) si lascia ammirare in tutta la sua
silenziosa bellezza.
Il pomeriggio lo trascorriamo
al mare: belle spiagge, acque fredde, ma una di noi riesce a fare egualmente il bagno e se ne vanta un
po’ troppo.La cena al Parador è ambientata in
quelle che probabilmente furono le scuderie medievali. Tutto è squisito, il
servizio impeccabile, ma siamo ammirate soprattutto da quanto ci circonda.
|
L’allegria si impadronisce di noi forse anche grazie all’ottimo aperitivo ed
allo squisito vino della Rioja. La passeggiata notturna ci rivela una città
quasi magica e lo sarebbe anche senza quel goccio di alcool in più in corpo.
3.8.87
Oggi abbiamo raggiunto La Coruna,
città di porto, decisamente agli antipodi rispetto a Santiago, traffico
pazzesco e grattacieli. Belle le famose case colorate a
graticcio.
Piacevole il centro storico e le “tapas”(stuzzichini)
che assaggiamo in diversi locali.
La sera ci abbuffiamo in un modestissimo ristorante: salumi
e formaggi come antipasto, crostacei di ogni genere come secondo e porzioni
gigantesche di gelato, il tutto servito con un bianco Riberlo: due litri per tre
persone.
|
|
4.8.87
Alle ore 7 lasciamo il “non proprio lussuoso” albergo, una
stella il più economico in città, senza alcuna nostalgia. Portare le pesanti
valige al secondo piano non è stato divertente!
Per fortuna che a Villalba ci aspetta un altro Parador. Lo
scopo del nostro viaggio è anche provare proprio di tutto, in tutti i sensi.
Questo fantastico albergo di Villalba è ricavato da una
torre medioevale ed ha solo sei camere. L’ambiente è da favola: camino
monumentale in camera, feritoie al posto delle finestre, bagno sempre in marmo.
Dopo avere depositato i bagagli nella “torre antica”
proseguiamo con l’auto per Foz, piacevole cittadina di
pescatori. Da qui seguiamo il mare ed una serie interminabile di belle spiagge
sul freddo oceano. La solita pazza delle tre farà ancora il bagno anche
perché Mony aveva promesso di regalare due notti al Cipriani di Venezia a chi
avesse osato fare il bagno in quell’acqua gelida. La vigliacca, a bagno fatto, dice di non ricordare nulla
della promessa!
|
La ricerca del Monastero di Mondonedo
richiede parecchio tempo, poi la città omonima ci offre alla vista una bella
cattedrale ed un cimitero molto suggestivo, grigie nuvole basse aiutano a creare
un’atmosfera particolare.
Tornate al Parador troviamo in camera un magnifico mazzo di
fiori e della frutta fresca, apprezziamo e ringraziamo. Dopo un salutare riposo,
trascorso leggendo, decidiamo di scendere per un aperitivo nel giardino
dell’albergo.
|
|
6.8.87
Oggi sveglia alle 6,30: ci aspettano molti chilometri.
Arriviamo al monastero di Samos che è ancora
chiuso, apriranno alle dieci. In Spagna anche i monaci vanno a dormire tardi…?
Il monastero, dall’esterno mostra un’architettura molto
interessante, ed il paesino accanto pure. Facciamo un po’ di foto con la bruma
del mattino, respirando l’aria delle stalle vicine.
Poi andiamo al bar dove ci viene servito un caffè quasi
imbevibile. Riesco a malapena a trattenere la collera di Mara che, dopo la
“divertente” serata e relativa alzataccia, vuole buttarlo nel vaso dove vive una
pianta che pure è fiorita, mi commuove...la pianta!
Ed eccoci finalmente nel monastero, il monaco che ci
accompagna nella visita è molto cordiale, avere una guida a disposizione è
sempre comunque un piacere in più.
|
Per prima cosa ci mostra il lato gotico della cattedrale,
ed intanto ci erudisce sul fatto che uno dei lati fu costruito sacrificando una
pregevole chiesetta romanica. Quanti errori di presunzione ha fatto l’uomo! Il
monaco benedettino si scusa per non poterci mostrare la preziosissima biblioteca
del monastero andata distrutta da un incendio (dire doloso non corrisponde allo
spirito caritatevole del monaco e quindi si parla di cause dovute ad errore
umano). Su nostra insistenza e relativa offerta per i restauri del monastero,
riusciamo a farci mostrare i pochi libri antichi sopravvissuti all’incendio.
Cosa non daremmo per poterli comprare.. ma siamo persone serie e non ne facciamo
cenno.
|
|
Sulla strada per Orense, dopo
Manforte, troviamo un grandioso convento in ristrutturazione non segnalato dalle
guide. Poco dopo, con una breve deviazione raggiungiamo un castello
medioevale molto bello visibile dalla strada principale. Purtroppo scopriamo che
è privato e custodito da un mastino che sbranerebbe una mucca intera! Non ci
perdiamo d’animo e mentre Mara intrattiene la belva attraverso la recinzione, io
entro attraverso il cancello senza serratura ed eseguo le foto più rapide di
tutta la mia vita.
La giornata termina ad Orense, città
giovane e piena di vita, il che, naturalmente,entusiasma Mara.
|
7.8.87
Partiamo per Bayona, la strada è veramente lenta e lunga,
arriviamo sfinite all’hotel. E’ il penultimo Parador del
nostro viaggio, semplicemente uno splendido castello sul mare circondato da tre
chilometri di mura! Veniamo accolte con grande simpatia. Stanche
attendiamo il tramonto ai bordi della piscina dell’albergo.
La cena al Parador è luculliana: salmone, zuppe, crostacei
e dessert, il tutto servito da un simpatico, gentile e giovane cameriere,
per la gioia della giovanissima Mara.Aiutata dalle mie compagne di “ventura”??.
Riesco a malapena a salire la scalinata che porta alla camera, dopo aver
farfugliato una scusa per evitare un cortese invito della direzione.Dormita
meravigliosa!
|
|
8.8.87
Visita a La Guadia in
coincidenza, casuale, con una festa in costume. In questa
città di confine si respira già aria portoghese: nei colori delle case, nella
fisionomia delle persone e nei costumi.
Tutto finisce con una grande abbuffata di tapas, come del
resto fanno tutti i locali, trasformando i pavimenti dei bar in spazzature a
cielo aperto.
Durante il trasferimento a Pontevedra
passiamo per Tuy e la visitiamo: ne vale la pena.
Anche a Pontevedra troviamo una festa locale; già alle 20
molte persone sono ubriache, altre suonano e cantano per la strada.
Nell’albergo della catena Paradores di Pontevedra,
ammiriamo i bei mobili antichi ed il ben giardino con la fontana e all’interno
una “preciosa” scalinata medioevale. Siamo molto stanche, io vado a letto
subito senza cena. Alle due di notte cominciano i fuochi artificiali, li sento,
ma continuo a dormire.
|
9.8.87
Partiamo per l’isola “La Toja”, la strada disseminata di
cadaveri di cani uccisi, probabilmente questo è il risultato delle sbornie della
notte precedente. Forse la colpa è della bassa marea, ma la Toja ci appare come
un’isola senza belle spiagge ed alquanto puzzolente. Torniamo a Pontevedra
distrutte e ci consoliamo con una cena meno luculliana del solito.
10.8.87
All’alba delle 5,30 ci svegliamo per trasferirci in tempo a
Santiago, dove prenderemo il volo per Barcellona. Tutte e tre siamo molto
assonnate, ma la giovane età di Mara le permetterà almeno di guidare l’auto.
Dopo un piccolo tamponamento per uscire dal parcheggio del Parador, raggiungiamo
l’aeroporto illese e puntuali, confesso che l’avevo sottovalutata!
Il volo Santiago Barcellona è di una tale regolarità e
puntualità che non ci diverte nemmeno un poco.
|
|
Mara e Mony che gradiscono molto l’appellativo di nipoti,
con tanto di citazione nel testamento, ormai mi chiamano solo nonna e con questo
vezzeggiativo si ritengono in diritto di essere accompagnate al loro destino
presso il campeggio “Balena Alegre” nei pressi di Barcellona.
Tutto bene alla reception compreso il bungalow che, è più
pulito, ma non più grande di un box per due cavalli. L’adattamento è come sempre
buono ed il campeggio si rivela ben organizzato. L’unico problema è la spiaggia
dove si sente un leggero olezzo di fogna, ma le ragazze lo accettano senza
lamentarsi con la nonna, ne deduco che, a torto, ormai contano su di una
consistente eredità.
Purtroppo il gruppo ora si divide ed io
non posso rifiutare l’invito di una mia amica che vive in un super-attico, vista
città. Qui, nel più puro stile catalano, sono state organizzate feste e cene in
mio onore. Ringrazio ed apprezzo, ma sinceramente faccio molta fatica a seguire
i loro orari.
|
Seguire il corso di catalano sarà per me molto pesante, non
riesco mai a dormire abbastanza! In compenso conosco un compagno molto gentile
che, essendo solo, si aggrega volentieri tutte le volte che vado a trovare le
mie nipotine. Scopriamo così che è un architetto, ottimo conversatore si
rivelerà capace di monologare dalle 11 alle 22, ora in cui lo abbandonerò in
casa di una compagna di corso per fuggire, con un taxi.
Le nipoti partiranno domenica e mi lasceranno una settimana
tutta sola in questa grande città dai miei gentilissimi ospiti.
|
|
Tutti sono gentilissimi con me, tutto è bello, la scuola
molto seria, i compagni simpatici, ma io desidero tanto restare SOLA! Non è solo
un atteggiamento barbaro il mio, ma la concreta necessità di chi ha lavorato per
un anno al limite delle sue forze.
|
25.8.87
Finalmente sono sola, è il giorno della partenza, tutti
sono al mare. Innesco il compicato sistema di allarme, eseguo le ultime
precisissime direttive riguardo la consegna delle chiavi e salgo su di un taxi.
Apprezzo molto questo mio essere “abbandonata” in aeroporto
e non dover parlare con nessuno: peccato che, a causa dello sciopero, rimango
ferma per otto lunghe ore, un po’ troppo anche per un’orsa come me!!!
|
Le divertenti note di Mara
Potrei scrivere le mie memorie aspettando le signorine che
si fanno belle in bagno!Come capisco, in queste situazioni, gli uomini. Attese
di ore ed ore durante le quali si sente parlare solo di: trucchi, capelli che si
sgonfiano, doppie punte, rossetti, creme ringiovanenti e chi più ne ha più ne
metta…! Chili e chili di cosmetici vengono spostati in continuazione dopo ore
sprecate in profumeria a scegliere i colori più adatti. Per fortuna il bagno è
super-attrezzato per queste situazioni: due lavabo e uno specchio di oltre due
metri con relativa mensola interamente ricoperta di:ombretti,fard, rossetti,
mascara, smalti e via dicendo.
Ahh! Come è dura la vita di noi belli e giovani che non
abbiamo rughe ed occhiaie da nascondere. E’ tremendamente “noioso” uscire dalla
doccia e trovarsi stupendamente belli, così al naturale! Questo privilegio lo si
paga però con una snervante attesa.
Ma ecco che dopo un’ ora e 45 minuti le signorine escono
dal bagno. La fatica si legge nei loro occhi, ora avrebbero bisogno di un
riposino per recuperare le fatiche di cotanto restauro! Ma fuori dal bagno
l’”Odissea” non è terminata: “Non c’è uno specchio?” Profilo sinistro, destro,
un’occhiata di fronte e retro, allentare un poco la cintura…Ahh! Un ciuffo
ribelle, subito la lacca. Un “Mmm…” emesso a fatica, sono davvero stanche, mi
informa che ora sono anche soddisfatte. Possiamo uscire!!
Ormai è tremendamente tardi e tra un’ora saremo di ritorno,
perché le signorine Mony e Lara, dopo l’aperitivo, sono talmente affaticate,
anche per colpa di un faticosissimo anno di lavoro ed “atroci” delusioni
amorose, che vanno subito a dormire.
Queste sono le poche memorie di una stupenda e giovane
ragazza in vacanza con l’”ospizio” (Mony e Lara, rispettivamente 26 e 38
anni!!!).
Appendice: ore 22,45Mi sono sbagliata, saranno necessari
ben altri 15’ per cancellare tutti i trucchi di poco fa con apposito latte
detergente, tonico e relativa crema anti-invecchiamento!! Si dorme! Come sempre.
Domani la sveglia sarà alle prime ore dell’alba per mantenere la tabella di
marcia. Ci aspettano monasteri, chiese ed altro tutto molto interessante, ma la
vita notturna spagnola??? Perché non passare dalla discoteca alla colazione del
mattino, senza perdere tanto tempo a dormire? Ai giovani come me la sentenza.
---------------------------------------------------------------------------------------------------------
|