Viaggi low cost, ma anche style and luxury, cultura,                 mostre-arte, libri, ristoranti, bistrot, buon cibo, salute:                   anche anoressia e bulimia, terme..., figli: favole, viaggi...

                      www.donnemammenonnedonne.itwww.donnemammenonnedonne.it

                                                                               

Home Su

VEDI ANCHE WEEK-END DOVE SI PARLA DI BAROCCO SICILIANO, SIRACUSA E DINTORNI

Messina Palermo e le isole Eolie Hotel Ericusa direttamente sul mare, immerso nel verde con balconi vista mare, conduzione familiare, due stelle, ristorante, aperto anche al pubblico, vista mare a base di pesce, menù a scelta; 200 metri da Milazzo. Viaggio organizzato con Imperatore Viaggi: aliscafo da Napoli + 7 notti, mezza pensione da 700 a 900 euro c.a.

ISOLE EOLIE

 -raggiungibili  da Napoli e Messina con la società di traghetti : SIREMAR, informazioni 091. 690 25 55

-         A Salina camere a due e quattro posti letto presso la struttura alberghiera STELLA DI MARE, via San Giuseppe 23, 98050 Malfa Salina (Eolie); cell. 339 73 42 481, 347 06 33 162; www.salina.it; e-mail: stelladimare@solmail.it

-   Sempre a Salina l’albergo tre stelle Signum, località Malfa, eccellente la cucina della padrona di    casa ; tel 090. 98 44 222

 

 

Arrivando dal “continente”, per chi volesse raggiungere quel piccolo paradiso terrestre di casa nostra che corrisponde alle isole Eolie, la prima città siciliana che si incontra è Messina. Situata sullo stretto omonimo, di fronte alla costa calabra, dopo il tremendo terremoto del 1908 si è sviluppata attorno al porto e lungo la costa meridionale. Il porto svolge una importante attività commerciale, ma è importante soprattutto per il servizio di traghetti con l’antistante Villa San Giovanni, sulla costa calabra.

Secondo la tradizione, Messina fu fondata verso l’VIII secolo a.C., con il nome di Zancle. Nel V secolo fu occupata dagli Ioni e successivamente dai Dori, che la chiamarono Messana. L’XI secolo vide un importante ampliamento delle mura, continuato nel 1537.

Nel luogo dove oggi sorge la cattedrale e presso la chiesa dell’Annunziata dei Catalani, l’una ricostruita, l’altra restaurata dopo il terremoto, sono stati identificati alcuni templi ed un’importante necropoli romana (sec. II-III d.C.). Anche se si è solo di passaggio Messina merita una visita almeno al palazzo municipale ed al palazzo della giustizia (M.Piacentini). Per chi non disdegna i musei quello Regionale offre una ricca raccolta di opere provenienti sia dalle collezioni del distrutto Museo Civico Peloritano, sia dagli edifici religiosi e da quelli civili cancellati dal sisma. L’itinerario nel museo inizia con  i materiali del periodo normanno, momento di grande fulgore per la città il cui porto rappresentava uno scalo di rilevanza strategica per le rotte mediterranee. Si passa poi al grande Antonello da Messina, il quale assorbì tutte le esperienze precedenti, riordinandole e riassumendole in una visione prospettica del tutto rinascimentale. Dei primi decenni del

Cinquecento si può ammirare il rinnovamento dovuto al rinascimento sino alla pittura della controriforma che venne  definitivamente cancellata dall’arrivo del Caravaggio che modificò tutta la pittura successiva. Sono presenti anche le opere, coeve ai seguaci del  Caravaggio, di una corrente naturalista, per incontrare poi gli arcaismi settecenteschi e il rococò che caratterizza la sontuosa berlina del Senato, testimonianza del glorioso passato della città. Al piano superiore del museo si incontrano i manufatti in oro e argento, tessuto, avorio e maiolica che documentano la grande vena creativa degli artigiani locali nel Sei-Settecento. 

Anche la cucina merita più di un’attenzione, dalle varie paste con le sarde all’ottimo pesce spada sino agli squisiti dolci di mandorle e l’imperdibile cassata.

 

Informazioni su Messina: Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Messina, piazza Cairoli 45, Messina; tel 090.29 35 292- 2936 294; fax 090. 69 47 80

Se Messina è un piccolo assaggio di Sicilia, le Isole Eolie ne sono il degno coronamento. L’uomo qui comparve prima del 4.000 a.C. attratto dalla straordinaria risorsa dell’ossidiana, il vetro nero eruttato dal vulcano all’estremità nord-est di Lipari. Oggi di quest’ultimo si utilizzano industrialmente le pietre pomici. Invece, l’uomo che non conosceva ancora

la lavorazione dei metalli aveva trovato nell’ossidiana il materiale più tagliente di cui potesse disporre.

 Da qui l’ossidiana raggiungeva anche la Liguria, la Provenza e la Dalmazia. Questo commercio portò grande prosperità all’isola che conobbe uno dei più ampli insediamenti che si conoscano dell’epoca. Solo intorno al 3.000 a.C. , mentre il commercio dell’ossidiana raggiungeva il suo apogeo, anche le isole intono vennero abitate. Successivamente a queste popolazioni se ne sostituirono altre, si suppone di origine trans-adriatica, per impadronirsi della grande ricchezza del luogo.

I recenti studi di archeologia sono stati enormemente favoriti da un grande trasporto di polvere ad opera del vento locale che ha formato così sull’alto della rocca dell’attuale Castello, e nella pianura sottostante, un deposito archeologico alto sino a nove metri, che conserva, perfettamente stratificate, le testimonianze di tutte le civiltà che qui si sono succedute.

 

Anche i greci hanno lasciato le loro testimonianze, tra tutti ricorderemo gli Eoli. Le leggende di questo tempo trovano riscontro nell’Odissea di Omero, nell’episodio di Eolo, il re giusto e ospitale che accolse il povero Ulisse concedendogli l’otre dei venti che avrebbe dovuto favorirne il ritorno in patria. Successivamente qui arrivarono le raffinate ceramiche dipinte dalla civiltà micenea. Nel VIII secolo a.C.  iniziò la colonizzazione greca dell’Italia meridionale e della Sicilia. Lipari, in ordine di tempo, è una delle ultime colonie.

Agli inizi del V secolo arrivano gli Etruschi, ma Lipari se ne libera presto. Inizia in quest’epoca un periodo di grande prosperità, Lipari è alleata con Siracusa e resiste alle spedizioni degli Ateniesi e dei Regini.Nel 304 a.C. le navi del tiranno di Siracusa Agatocle aggrediscono Lipari e la saccheggiano così Lipari passa ad un’alleanza con Cartagine. La successiva conquista romana segnerà la fine della prosperità di Lipari.

 

Oggi le isole Lipari godono di grande fama nel mercato del turismo anche internazionale. Scrittori, poeti, artisti e viaggiatori già nel passato subirono l’irresistibile attrazione di queste terre tanto interessante è la loro storia e la natura che le circonda.

Lipari l’antica Meligunis, è la più grande e popolosa isola dell’arcipelago ed è, da sempre, la sua città capitale. Tranne Salina che è indipendente, tutte le altre isole fanno parte del Comune di Lipari. Si sbarca a Lipari in due approdi posti ai due lati della rocca. A Marina Corta giungono gli aliscafi, mentre da Sottomonastero attraccano le navi traghetto. L’isola è percorsa da una lunga strada asfaltata costiera e da un dedalo di carrarecce e sentieri. Il centro più  importante è Lipari che estende lungo le due pittoresche insenature di Marinacorta e Marinalunga e , in parte, è distribuito attorno al suo castello.

 

Vulcano, l’antica Hierà (sacra), Thermessa o Terasina, è un’isola molto interessante per i suoi svariati fenomeni vulcanici e post vulcanici. La caratteristica peculiare di Vulcano è costituita da un altopiano, il più vasto delle Eolie, formato da lave, banchi di tufi, depositi quaternari e solcato da profondi valloni. E’ cinto da colline ondulate e nude, che digradano verso il mare. Sulle alte pendici dell’isola il panorama si presenta pittoresco e selvaggio. Il giro di circumnavigazione di Vulcano è un susseguirsi di fantastiche visioni famose per varietà e bellezza di scenari.

Panarea, l’antica Euonimo, è un’isola molto scenografica, le piccole isole e gli isolotti che ne fanno parte sono da considerarsi del medesimo complesso vulcanico.

 

Sulle falde orientali di Stromboli, coperte da un manto di verde, spiccano casette bianche. Alcune sono disposte lungo spiagge nere come l’ebano o presso scogli lavici, offrono strani contrasti di colori. Altre si celano tra uliveti centenari.

Il primo incontro con l’isola di Salina è rappresentato dai piccoli porti di Santa Marina e di Rinella.   Un servizio di mini-bus funziona sino a tarda sera, le strade asfaltate raccordano tutte le località fra loro e il traffico è praticamente inesistente. Salina è l’antica Didyme (gemella) due rilievi separati da una sella. E’ l’isola più verde dell’arcipelago e si presenta assai rigogliosa con coltivazioni  di vigneti, uliveti,  e capperi.

 

Filicudi, l’antica Phoenicusa, è così chiamata per la sua vegetazione di felci che, specialmente nell’antichità, era molto abbondante. Le pendici e le falde dell’isola sono, in gran parte, ripide e rocciose. Boschi di ginestre e digradanti verso il mare, si alternano a strette valli, qua e là si ammirano profonde grotte.

 

Alicudi era chiamata Ericusa, a causa delle boscaglie di eriche di cui è ammantata buona parte dell’isola. L’isola è costituita da pendici terrazzate coperte di cespugli e fichi d’India, alte coste con rocce nere e rossastre ed alti precipizi. Scalinate e sentieri sono l’unica alternativa agli spostamenti in barca e così la pace e la serenità del turista sono assicurate.

 

PALERMO: una città ricca di storia tutta da scoprire insieme alle sue antiche pasticcerie
Per chi ama il buon vino: ogni anno l'Organizzazione SicilyWineTravels offre un pacchetto turistico personalizzato con speciali convenzioni con ristoranti, alberghi e cantine e prezzi promozionali per acquistare il Malvasia ed i capperi delle Eolie Il "Malvasia Wine Tour" è costruito in base alle esigenze particolari ed alle conoscenze del viaggiatore più attento e raffinato. Si degusteranno le diverse Malvasie attraverso una vera via del vino e si visiteranno ristoranti da sogno e baie segrete.
SETTIMANA DEL MALVASIA: ogni anno in giugno stefania.milano@dontravel.com, cell 347/26 50 113; Don Travel T.O. tel 091.322 700 Palermo, via Mariano Stabile 57/59