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DONNE PER LA PACE Maria Remiddi: a 34 anni, finita la seconda guerra mondiale decide di dedicare la sua vita lalla pace, senza alcun sostegno dei partiti politici allora sulla scena italiana. Fondò l'Associazione Italiana Madri Unite (Aimu) e riuscì a collegarla a più importanti associazioni italiane e straniere tra le quali la Women's International League for Peace (Wilpf), organizzazione nata in ambito suffragista votata all'individuazione ed eliminazione delle cause della guerra ed al riconoscimento dei diritti delle donne. Si tratta indubbiamente di una storia minoritaria praticamente sconosciuta al grande pubblico, ma oggi una giovane storica le ha dedicato un libro "Donne per la pace. Maria B. Remiddi e l'Associaione Internazionale Madri Unite per la Pace nell'Italia della Guerra Fredda" ed. Franco Angeli, 25€, 400 pagine. M.Remiddi scriveva: " le idee degli uomini amano il sangue...[spettava alle donne] affermare il diritto incondizionato di tutti alla vita, diritto che è sempre stato misconosciuto durante i millenni d'assenteismo della donna dalla vita politica". Nell'agosto 1945 sosteneva: "Oggi la donna entra nella vita politica, per ora si prepara solamente ad esercitare il suo diritto di voto. Ma se noi ci limitiamo ad accodarci ai vari partiti e a dare il nostro appoggio all'uno o all'altro, si avrà una maggiore pienezza di urne, ma la bilancia politica si equilibrerà...l'apporto di noi come entità "donna" sarà nullo. Per entrare veramente ed efficientemente sulla scena del mondo bisogna avere un'idea nostra come biglietto d'ingresso". L'impegno pacifista avrebbe dovuto essere il "biglietto d'ingresso", ella riuscì anche a realizzare una campagna di proselitismo tra le insegnati. Nobile intento, ma le donne italiane del dopoguerra erano impegnate su molti altri fronti: migliorare la situazione economica generale, le condizioni di lavoro, la parità sul lavoro... |