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NEL DOLORE PIU' DIGNITA' AL MALATO
ONCOLOGICO
EXIT-ITALIA: associazione italiana relativa alla
possibilità di trasferirsi all'estero per i casi di accanimento terapeutico.
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I
DIECI PRINCIPI CARDINE PER L’IMPLEMENTAZIONE DELLE DIRETTIVE ANTICIPATE NEL
MALATO TERMINALE
I principi teorici ed elementi fattuali con un valore etico sostanziali che
il legislatore deve rispettare nel formulare il dettato normativo e che si
1. Valorizzazione dell’autonomia del malato anche nelle situazioni di
terminalità Nel testo di legge dovrà essere ribadito che ogni
trattamento sanitario, a parte gli obblighi normativi esistenti, è
legalmente, eticamente e deontologicamente lecito solo se praticato con il
consenso informato del malato o dei suoi legali rappresentanti;
analogamente, va sancito che il malato ha il pieno diritto di rifiutare ogni
trattamento, anche quelli di supporto vitale; la giustificazione etica di
tale rifiuto si fonda sul rispetto del principio di autonomia e del criterio
di proporzionalità;
2.
Semplificazione burocratica nella formalizzazione delle DA/DAT in situazioni
di terminalità Per permettere un’estesa ed efficace implementazione
delle DA/DAT è necessario ridurre al minimo indispensabile le procedure
burocratiche per la loro formalizzazione, senza l’obbligo di coinvolgere
altri soggetti istituzionali (es. direzione sanitaria, notaio, registro
nazionale);
3.
Validità delle DA/DAT nelle situazioni di urgenza/emergenza Nel testo di
legge va sottolineato il perdurare del valore delle DA/DAT soprattutto nelle
situazioni di urgenza, ove è massimo il pericolo che esse siano ignorate
nella concitazione conseguente ad aggravamenti improvvisi. Infatti, benché
questi siano previsti e prevedibili, il rifiuto del malato di interventi da
lui giudicati come ‘eccessivi’, rischia di essere ignorato dalla
applicazione standardizzata di procedure diagnostico-terapeutiche che
possono peggiorare la qualità del morire;
4.
Valutazione dell’incapacità mentale E’ importante che tale valutazione
sia fatta dal medico curante, e opportunamente documentata poiché la
letteratura in merito è concorde che la valutazione della capacità naturale
rientra, di norma, nelle competenze del medico curante senza prevedere
l’obbligo di consulenze specialistiche; |
5.
Revoca delle DA/DAT La formalizzazione della revoca, (esprimibile sia in
forma orale che scritta) deve avvenire semplificando al massimo le procedure
burocratiche e amministrative.
6.
Validità delle decisioni del fiduciario Per una realistica
implementazione delle DA/DAT nella pratica clinica, si deve prevedere che,
al verificarsi delle condizioni di incapacità, sia automaticamente
riconosciuta un’immediata validità alle decisioni prese dal fiduciario,
senza necessità di alcuna notifica all’autorità giudiziaria;
7.
Valore delle DA/DAT La formulazione della legge deve garantire il
massimo rispetto delle volontà pregresse del malato;
8. Responsabilità penale e civile dei sanitari Il testo di legge deve
sancire la completa esenzione da ogni responsabilità penale e civile per il
medico e l’équipe sanitaria che rispettino il rifiuto di trattamenti
terapeutici disposto dal malato attraverso una DA/DAT, anche qualora ne
derivasse un danno per la salute e per la vita residue;
9. Accesso alla Rete di Cure Palliative L’accesso ai servizi della
Rete di Cure Palliative (assistenza domiciliare, ospedaliera ed in Hospice)
non deve essere condizionato dalla presenza o assenza di DA/DAT. Per
rispetto dei principi etici di giustizia e di autonomia, il malato deve
poter usufruire di tali servizi indipendentemente dall’aver formulato o meno
delle DA/DAT
10. Cure Palliative e DA/DAT La SICP considera importante che i
principi che rendano possibile la espressione e la messa in atto di DA/DAT
siano parte di una più ampia riflessione sulla terminalità e sulle modalità
più appropriate di prendersi cura del malato inguaribile in fase avanzata di
malattia, secondo i principi ispiratori ed i criteri operativi propri delle
Cure Palliative. possono realizzare compiutamente, solo con il supporto
assistenziale, continuativo e multidisciplinare proposto dalle Cure
Palliative
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Oppiodi sempre al
palo: perchè il Disegno di Legge della Turco, per la semplificazione della
prescrizione degli oppiacei non è ancora diventato legge, a distanza di
quasi un anno dalla sua presentazione? Perché a distanza di 9 anni dalla
entrata in vigore della Legge n.39, il 18 per cento degli hospice finanziati
con 206 milioni di euro, è ancora in fase di progettazione/programmazione da
parte delle Regioni? Quanto realmente è stato fatto in Italia in quest'ultimo
anno per la lotta contro il dolore? Quali sono le azioni più urgenti? Siamo
ancora gli ultimi in Europa? |
pronte le Linee Guida alla sedazione palliativa presentate
per la prima volta in via ufficiale e il documento ufficiale della SICP
sulle Direttive Anticipate. |
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Riportiamo quanto ricevuto come comunicato stampa:Le
cure palliative: una potente arma contro l’eutanasia La voce della
Società Italiana Cure Palliative sul caso Welby: In relazione al
dibattito in atto sulle cosiddette direttive anticipate e, di riflesso,
sull’eutanasia e sull’autonomia decisionale, la Società Italiana Cure
Palliative ritiene che innanzitutto vada garantita una qualità di vita ‘umana’,
sino all’ultimo istante, alle oltre 250.000 persone che ogni anno nel nostro
Paese sono colpite da una malattia inguaribile. Condizioni essenziali perché
ciò si realizzi, sono l’offerta di una reale continuità di cura 24 ore su
24, 365 giorni l’anno, la lotta contro il dolore fisico e gli altri sintomi
‘inutili’, la presenza di équipe preparate ad offrire oltre che assistenza
anche calore umano, la stretta integrazione tra servizio pubblico e
volontariato. |
In altri termini, per garantire ai malati la
vera possibilità di potersi liberamente esprimere, è fondamentale che, anche
in Italia, venga al più presto realizzata una rete di cure palliative basata
sugli Hospice e su servizi domiciliari dedicati. Lo sviluppo del più
corretto percorso di trattamento per i pazienti nella fase avanzata di
malattie inguaribili può ridurre sensibilmente i disagi che i pazienti, e i
loro familiari, si ritrovano a sostenere tanto da ridurre l’orientamento
verso soluzioni drastiche come quella dell’eutanasia. |
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Nonostante gli auspici di
tutti e gli sforzi di questi anni, siamo in forte ritardo nella
realizzazione della rete; nella realtà, più che di libertà di scelta si
rischia di dover discutere di scelte obbligate. Alla crescita del dibattito
culturale, sociale e politico deve necessariamente corrispondere la
diffusione di una rete assistenziale adeguata ai bisogni dei malati e delle
loro famiglie. La discussione sulle tematiche etiche relative all’eutanasia,
all’accanimento terapeutico e all’impatto sociale delle direttive anticipate
e del testamento biologico assumerebbero una valenza differente se si fosse
certi che ai malati e alle loro famiglie sia stato garantito il diritto a
non soffrire inutilmente. Furio Zucco,Presidente Sicp |
TERAPIE ANTIEMETICHE
DISPONIBILI
Nei pazienti sottoposti a chemioterapia, gli antiemetici sono i
farmaci utilizzati per aiutare a prevenire o controllare la nausea e il
vomito. Il loro meccanismo di azione agisce bloccando i messaggi che sono
inviati dallo stomaco al cervello o impedendo al cervello di ricevere i
segnali che provocano tali fastidiosi effetti collaterali.
Esistono numerosi farmaci antiemetici, mirati proprio a
combattere i sintomi di CINV. Tra questi:
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Farmaci (da assumere in compresse o per via iniettiva) in grado di bloccare
i segnali chimici che partono dallo stomaco e che ti arrecano malessere.
Sono utili per il trattamento di nausea e vomito di tipo acuto.
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Farmaci, che agiscono sia nella fase acuta che in quella ritardata,
bloccando i segnali di nausea e vomito nel cervello.
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Farmaci per l’ansia, che potrebbe causare nausea e vomito anticipatori. |
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Qual è l’antiemetico giusto per me?
Poiché i sintomi della CINV variano molto da persona a persona, esistono
diversi farmaci per il loro trattamento.
Molte persone ritengono di dover assumere due o tre farmaci diversi per
riuscire a tenere sotto controllo i propri sintomi. La scelta del farmaco
più adatto al tuo caso dipende da:
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Il tipo di chemioterapia a cui ti stai sottoponendo
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Il tipo di CINV di cui stai soffrendo: anticipatoria, acuta o ritardata
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Se soffri di nausea, vomito o entrambe le cose
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Se stai prendendo altri farmaci, compresi farmaci da banco e fitoterapici. |
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Se hai altri problemi di salute, o altre malattie, come per esempio malattie
di cuore, rene o fegato.
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Quale farmaco preferisci e quale agisce in maniera più efficace nel tuo caso
La
scelta della terapia più adatta è importante per la qualità della tua vita,
quindi puoi discutere di tutti questi fattori con il tuo oncologo o
l’infermiere, riferendo se
i
farmaci hanno funzionato o meno, o anche qualsiasi effetto indesiderato si
sia verificato.
Gli infermieri sono interlocutori in prima linea, a cui i pazienti si
rivolgono per parlare di queste problematiche
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| Finalmente un farmaco per quel
dolore improvviso, ed altamente invalidante,
perché intensissimo, che può accompagnare il 50% dei pazienti con tumore e
più del 70% dei pazienti con malattia oncologica avanzata. |
Durante un incontro tra il Direttore del Centro per la
Terapia del Dolore al Bsth Israel d New York, Marco Pappagallo e il
Presidente della Società Italiana di Cure Palliative è stato presentato un
nuovo farmaco a base di Fentanil citrato
Transmuscosale, studiato appositamente per il trattamento del
dolore episodico intenso. |
| Il dott. Pappagallo ha sottolineato l'importanza di
considerare il dolore non un sintomo, ma una vera e propria malattia e
curarlo come tale. |
Solo negli ultimi 10 anni la medicina ha fatto passi da
gigante nella terapia del dolore, tanto che oggi sono curabili il 90% dei
casi. |
| Nell'armamentario terapeutico a disposizione, questa nuova
forma farmaceutica transmucosale consente al paziente di intervenire nei
primissimi segni di dolore, di controllarlo agevolmente consentendogli di
condurre le normali attività quotidiane. |
Uno studio randomizzato ed eseguito in doppio ceco su 134
pazienti con dolore oncologico cronico già trattato con oppioidi ha
dimostrato come i soggetti che assumevano fentinal citrato orale
transmucosale andavano incontro a una riduzione dell'intensità del dolore
clinicamente significativa dopo 15', con
risultati migliori del 31,8% rispetto agli episodi tattati con morfina a
rilascio immediato. |
| prof. Tiengo, a lui è stato
intitolato il rinnovato Reparto di Terapia del Dolore presso il Policlinico
di Milano |
Brescia Ospedali Civili:
terapia del dolore |
| S.Gerado, Monza: terapia del
dolore |
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Comunicato
stampa della Società Italiana Cure Palliative
DECRETO ‘CONTRO
IL DOLORE’: PER LA SICP UN PASSO IN AVANTI DECISIVO
Approvata integralmente dal
Ministero della Salute la petizione presentata dalla Sicp (Società italiana cure
palliative) durante il suo ultimo Congresso nazionale. Da oggi garantita una
maggiore qualità di vita umana, sino all’ultimo istante.
Con grande soddisfazione, il
Presidente della Società Italiana di Cure Palliative, Furio Zucco, accoglie
l’approvazione del Decreto Legge proposto dal Ministro della Salute, Livia
Turco, che introduce importantissime novità nella lotta contro il dolore
inutile. “Il Decreto approvato quest’oggi recepisce integralmente la
proposta di abolizione del ricettario speciale per la prescrizione degli
stupefacenti contro il dolore severo, prevista dalla petizione indirizzata al
Ministro della Salute dai medici, dagli infermieri e da tutti gli iscritti alla
Società Italiana di Cure Palliative”. Zucco afferma che, d’ora in avanti, i
medici potranno prescrivere i più efficaci farmaci contro il dolore, la morfina
e i suoi derivati oppioidi, con il ricettario normale del Servizio Sanitario
Nazionale, quello che usano tutti i giorni i medici di famiglia e gli
specialisti ospedalieri. “Non vi saranno più ostacoli formali e scuse per non
prescrivere queste medicine indispensabili per lenire i dolori di oltre 300.000
persone ogni anno, facendo uscire finalmente il nostro Paese dal ruolo di
fanalino di coda nella quantità di consumo pro/capite di oppioidi, un indice
della sensibilità culturale nel trattamento contro la sofferenza”.
Altre due importanti innovazioni
introdotte dal Decreto, e da tempo attese, sono l’introduzione nella farmacopea
italiana dei derivati di sintesi della cannabis, utili nel controllo di alcuni
sintomi dei malati affetti da malattie inguaribili in fase avanzata, e la
possibilità da parte del Ministero di introdurre nuove molecole nell’elenco dei
farmaci oppioidi, attraverso un semplice atto amministrativo, senza la
necessità, sinora obbligatoria, di un passaggio legislativo. Nuove conquiste per
far si che anche nel nostro Paese i farmaci oppioidi non siano più considerati
“droghe” ma farmaci indispensabili per rendere i malati liberi dalla “malattia
dolore” quando il dolore è “severo”.

Le cure palliative: una potente arma contro
l’eutanasia
La voce
della Società Italiana Cure Palliative sul caso Welby
In relazione al dibattito in
atto sulle cosiddette direttive anticipate e, di riflesso, sull’eutanasia e
sull’autonomia decisionale, la Società Italiana Cure Palliative ritiene che
innanzitutto vada garantita una qualità di vita ‘umana’, sino all’ultimo
istante, alle oltre 250.000 persone che ogni anno nel nostro Paese sono colpite
da una malattia inguaribile. Condizioni essenziali perché ciò si realizzi, sono
l’offerta di una reale continuità di cura 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, la
lotta contro il dolore fisico e gli altri sintomi ‘inutili’, la presenza di
équipe preparate ad offrire oltre che assistenza anche calore umano, la stretta
integrazione tra servizio pubblico e volontariato. In altri termini, per
garantire ai malati la vera possibilità di potersi liberamente esprimere, è
fondamentale che, anche in Italia, venga al più presto realizzata una rete di
cure palliative basata sugli Hospice e su servizi domiciliari dedicati. Lo
sviluppo del più corretto percorso di trattamento per i pazienti nella fase
avanzata di malattie inguaribili può ridurre sensibilmente i disagi che i
pazienti, e i loro familiari, si ritrovano a sostenere tanto da ridurre
l’orientamento verso soluzioni drastiche come quella dell’eutanasia.
Nonostante gli auspici di tutti
e gli sforzi di questi anni, siamo in forte ritardo nella realizzazione della
rete; nella realtà, più che di libertà di scelta si rischia di dover discutere
di scelte obbligate. Alla crescita del dibattito culturale, sociale e politico
deve necessariamente corrispondere la diffusione di una rete assistenziale
adeguata ai bisogni dei malati e delle loro famiglie. La discussione sulle
tematiche etiche relative all’eutanasia, all’accanimento terapeutico e
all’impatto sociale delle direttive anticipate e del testamento biologico
assumerebbero una valenza differente se si fosse certi che ai malati e alle loro
famiglie sia stato garantito il diritto a non soffrire inutilmente.
Furio Zucco Presidente Sicp
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