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DA LERICI ALL'ISOLA D'ELBA

ISOLA D’ELBA MARE, MINIERE E TERME.

www.termelbane.it

www.parcominelba.it

 

Quella che oggi è una tra le più rilassanti mete turistico-balneari-termali, è ricordata nei secoli come un’isola famosa per i fumi delle sue fornaci; stiamo parlando dell’isola d’Elba: un ancora incontaminato sacrario di macchia mediterranea.

Quando possibile, è consigliabile una visita bassa stagione e se il tempo non è al meglio nessuna preoccupazione, l’albergatore vi dirà sempre su che lato dell’isola incontrare il mare calmo, anche per un’immersione. Per visitare con cura l’isola può essere utile un’auto, ma ai giovani, o chi lo è nel fisico, consigliamo la bici o il noleggio di scooter.

Chi non si accontenta del mare, sull’isola d’Elba troverà mille risorse: dalle passeggiate per tutti alle visite in miniera con guida, ai numerosi musei minerari, ricchi e ben strutturati come quello di Rio Marina; sino ai bellissimi paesi perfettamente conservati e senza sbavature moderne: Rio nell’Elba, Marciana, Capoliveri e molti altri. Non parliamo di Porto Ferraio, delle sue mura e della casa di Napoleone perché li riteniamo noti a tutti. Poco noto è invece il ricco acquario, il più grande del genere, di soli pesci del Mediterraneo presso l’hotel Marina 2 a Marina di Campo, una meta interessante anche per i bambini.

Tornando alle miniere la visita non può prescindere dalla storia della lavorazione mineraria iniziata con lo sfruttamento degli affioranti giacimenti di rame. Secondo la tradizione fu proprio cercando il rame che i locali scoprirono il ferro. Gli Etruschi, intorno al 540 a.C., conquistarono il dominio dell’isola per sfruttarne le risorse. Allora il ferro veniva estratto  nei forni a basso fuoco, alternando il minerale a carbone vegetale. Poi fu la volta dell’Impero Romano. Virgilio parla dell’isola d’Elba nell’Eneide come “produttrice inesauribile di ferro”. Dopo i secoli bui della decadenza, Pisa estese il suo dominio all’isola dalla quale ricavò ingenti rendite. Il 1348 segnò, con la pestilenza europea, un arresto dell’economia; al momento della ripresa le famiglie Appiano e Visconti favorirono la ripresa dell’estrazione mineraria sull’isola. Seguirono: Cosimo de Medici, gli spagnoli e i Granduchi di Toscana. Anche Napoleone cercò di incrementare la produzione mineraria, ma i procedimenti erano lenti e mancavano acqua e legname per la creazione di altiforni. Solo nella seconda metà dell’Ottocento si poterono introdurre nuovi impianti, sino ad arrivare alla costruzione dell’altoforno di Portoferraio nel 1909 cui seguì la grande produzione bellica.  L’attività entrò in crisi negli anni ’70 a causa della concorrenza del Terzo Mondo.

Alcuni minerali caratteristici dell’Isola d’Elba sono: l’Ematite, che piace ai collezionisti per i cristalli lamellari disposti come petali, la Pirite, la Limonite, a volte di un bel colore giallo, la Goethite, con possibili e scenografiche formazioni a canna d’organo e il Quarzo la cui varietà più famosa ha colore verde in stupendi gruppi di cristalli lucenti; tutti preziosi ricordi acquistabili in loco.

 

Ultima, ma non per importanza, la possibilità di usufruire delle famose terme. Già nel dopoguerra i cavalli da corsa, con problemi di tendinite agli arti,  curati con il fango delle ex saline tornavano in perfetta forma. Anche i locali usavano i fanghi delle vecchie saline per combattere i dolori muscolari, articolari ed alcune forme di eczema. Il dott. Ernesto Somigli dedicò la sua vita allo studio del fango marino ed ottenne il riconoscimento del Ministero della Sanità per le proprietà terapeutiche delle Terme di San Giovanni. Studi successivi permisero ulteriori riconoscimenti per la validità del  fango marino nella cura di artrosi, malattie reumatiche ed i benefici effetti sulla cute e sul tono muscolare. Oggi il decotto d’alghe e piante marine è utilizzato con successo, anche attraverso preparati venduti in loco, per favorire una migliore circolazione degli arti inferiori ed un efficacissimo apporto nutritivo all’epidermide, minimizzando gli effetti della cute senile.

isola d'Elaba:Terme San Giovanni ed erboristeria: www.termelbane.it, tel 0565.914680; Parco Minerario: www.parcominelba.it, tel. 393.9059583; tel. 0565.962088; Acquario e albergo: Hotel Marina 2, tel.0565.977881.

 

DA LERICI A…

Week-end da Sarzana a La Spezia:

-il Golfo dei Poeti fu frequentato da: Shelley, Byron, Carducci e D’Annunzio che ne ammirarono le straordinarie suggestioni

 

Percorso:

-autostrada A12 uscita a Sarzana:piccolo gioiello con un suggestivo centro storico e mille iniziative culturali, oltre alla fiera d’agosto dell’antiquariato che si svolge nella medicea Fortezza di Firmafede; una visita merita anche l’Enoteca SalumeriaValeria: tortelli di borragine, ortica, lardo di Colonnata, pane di Vinca; La Compagnia dei Balenieri(via Rossi 28, tel 0187.60.35.37, prezzi 40€ c.a.) è rinomata per le sei portate di antipasti, gnocchetti di patate con l’astice e le zucchine;

 

-Castelnuovo Magra (pochi km da Sarzana): eleganti palazzi sei-settecenteschi e possente mastio di forma quadrata; presso il Mulino del Cibus, tra macine ed ingranaggi si assaggiano: piatti eccellenti ed un ricco carrello di formaggi

-dopo 12 Km si incontra Bocca di Magra, mitico luogo di incontro di famosi intellettuali quali: Calvino, Margherite Duras, Vittorio Sereni, Gadda, Margherite Yourcenar…;

-da Bocca di Magra si può salire sino ad Ameglia, caratteristico borgo medioevale

 

-in zona si incontra la Locanda dei tamerici, un relais sulla spiaggia di Fiumaretta a pochi minuti da Bocca di Magra: B&B da 170€, tel 0187.64.262, via Litoranea 106, con ristorante una stella Michelin (menù da 65€)

-da Fiumaretta in pochi minuti d’auto si raggiunge Montemarcello,situato sulla sommità del Golfo dei Poeti; qui è difficile incontrare i famosi intellettuali che ne hanno fatto il loro ritiro, ma i vicoli del piccolo borgo meritano la visita comunque e così pure la Trattoria Dai Pioroncelli (ottimi: baccalà al latte e coniglio panato( via delle Mura 45, tel 0187.60.12.52, ristorante 40€ c.a., B&B 75-80€)

 

-Tellaro non è lontano ed in questo minuscolo borgo di pescatori non sarà difficile immaginare gl antichi assalti dei Saraceni

-quindi si passa da Fiascherino, qui nel 1913 approdarono D.H Lawrence(autore di Lady Chatterley) e la sua compagna, e si raggiunge LERICI (molto affollata e con problemi di parcheggio) il cui castello ci ricorda il suo ruolo fondamentale nella guerra tra Genova e Pisa; per dormire e parcheggiare tranquilli consigliamo l’Hotel Doria, in pieno centro, via Doria 2, tel. 187.96.71.24, doriahotel@tamnet.it, n.verde 800.415 17, splendida la vista mare (100 € c.a.)

-con un traghetto si possono raggiungere Portovenere e l’isola di Palmaria

-LA SPEZIA non è lontana e sulla strada si può fare una sosta a Solaro per uno spuntino od un acquisto all’enoteca Biscotto (via Militare 72); in città vale la pena di salire le scalinate che portano alla zona dei

 colli, sia per le belle ville anni Trenta che per il meraviglioso panorama sul golfo; consigliata anche una visita al Palazzo delle Poste, al Castello di S. Giorgio o una passeggiata lungo il mare o nei giardini pubblici ottocenteschi, senza dimenticare di dare uno sguardo ai palazzi Liberty fronte mare (dei quali E.Hemingway disse: "Le strade erano larghe e le case alte e gialle";

per un buon pranzo segnaliamo La Locanda del Gallo, locale elegante, prezzi sui 50€ (P.zza S.Agostino 66), per dormire l’agriturismo Il Golfo dei Poeti, un minuscolo borgo a mezza costa, edifici settecenteschi ed un prezzo ragionevole (c.a.85 €), considerato che si dispone anche di un angolo cottura (via Proffiano 34; tel 0187.71.10.53)

-per chi volesse prolungare il soggiorno, oltre alle conosciutissime Cinque Terre, segnaliamo due deviazioni in direzioni opposte:

 

-Pontremoli: nato nel X secolo intorno al castello di Piagnaro, si ampliò e fu diviso in due dalla Fotezza di Cacciaguerra (XIII secolo), fu conteso dalle varie Signorie per l’importante posizione sulla Via Franchigena; da visitare: Palazzo Comunale, Torri, Castello, Museo delle Statue Stele (monumenti votivi dall’età preistorica), a memoria delle tradizioni culturali settecentesche oggi, Pontremoli, è sede del premio Bancarella -Varese Ligure, in Val di Vara, qui il centro si è sviluppato intorno alla Rocca dei Fieschi, antichi signori della zona, ed è chiamato BORGO ROTONDO per la sua caratteristica pianta concentrica, sviluppatosi nel Medio Evo grazie alle fiorenti attività artigianali e commerciali, oggi gode di un particolare piano verde di protezione dell’ambiente.