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LA STORIA DEL
CIOCCOLATO, ricette e Eurochocolate
appuntamenti: ASSISI 6-9 dicembre
www.ceraunavoltaassisi.it /
VARESE 13/16 dicembre ;
promozione.territorio@comune.varese.it
Informazioni più dettagliate su:
www.eurochocolate.com
info@eurochocolate.it
; sede dell’organizzazione :Perugia, tel. 075. 50 25 880
Possiede ottime proprietà
energetiche, nutritive, toniche e stimolanti per non parlare di quelle
afrodisiache. Non stiamo parlando di un cibo costoso come le ostriche o il
tartufo bianco, ma di un cibo alla portata di tutti il cioccolato.
Denigrato da qualcuno che voleva forse solo farsi notare , accusato addirittura
di causare “dipendenza” e altri guai come del resto è accaduto anche al caffè e
al vino che oggi è tanto ben riabilitato; la verità forse sta semplicemente dal
buon senso di chi scrive e di chi utilizza il prodotto: mai eccedere. |
Montezuma, come ci riporta Bernal Diaz del Castillo “prima di visitare le mogli
portavano una cinquantina di brocche [di cioccolata], tutte spumeggianti…” e
“alle guardie e agli inservienti venivano servite caraffe…in numero di duemila”.
Girolamo Benzoni nella “Historia del Nuovo Mondo” (1565) liquidò la cioccolata
con una frase poco felice, parlandone come di un “beveraggio più da porci che da
huomini” riferendosi a un preparato di fave di cacao tostate e macinate poi
disciolte nell’acqua e con l’aggiunta di peperoncino detto xo-co-atl cioè acqua
amara. Non poteva sapere che nel futuro 2002 il cioccolato al peperoncino
sarebbe divenuto un preparato per raffinatissimi e aggiornatissimi intenditori.
La forza delle mode non risparmia nemmeno i palati! |
Al contrario si dice che la cioccolata bevuta da Montezuma fosse dolcificata con
miele e aromatizzata con frutta e vaniglia.
Oggi, gli specialisti del settore, ci invitano a gustarlo con la stessa
attenzione che si presta ad un buon vino e ad abituarci a distinguere alcune tra
le principali fragranze che il cioccolato sprigiona e cioè erba, pepe, agrumi,
tabacco e nei casi peggiori anche terra, oltre alle più nuove sfumature di
peperoncino, anice, liquirizia, aceto, mais, zenzero, pepe rosa. Per gli esperti
il cacao può racchiudere ben 400 aromi. La superficie di una buona cioccolata
non deve mai essere nera, segno di eccessiva tostatura, ma avere tonalità
varianti dal mogano al rosso cupo e non deve sbriciolarsi alla rottura, ma
rimanere compatta. |
L
Solo se di ottima qualità il cioccolato si scioglie immediatamente in bocca,
grazie alle caratteristiche del burro di cacao, l’unica sostanza che fonde alla
temperatura del corpo. Non deve avere alcun sentore di terra né deve rivelarne
alcuna consistenza.
La presenza dei tanto discussi grassi vegetali diversi dal cacao, come la
lecitina di soia o la lecitina di colza ora accettata, mentre un tempo era
esclusivamente relegata a cibi per animali, è permessa dalle più “elastiche”
leggi europee e causa in bocca l’impressione di appiccicaticcio e/o ceroso.
In Italia abbiamo ottimi produttori o linee di produzione che utilizzano solo
burro di cacao per una libera scelta di mercato in opposizione al resto
d’Europa. |
Attenzione ad un eventuale odore di bruciato o di medicinale che sono chiaro
segno di prodotto scadente; ottimo invece ogni sentore di aroma dolce, cacao,
vaniglia e caramello.
Un ottimo cioccolato può lasciare il ricordo del suo gusto sino a 30-40 minuti
dopo la degustazione, quindi meglio degustarlo lontano dai pasti.
La tavoletta di cioccolato fondente è giustamente considerata il miglior modo di
apprezzare il cioccolato, ma attenzione alla concentrazione e alla qualità del
cacao; la maggioranza sostiene che non si debba superare il 75/80% di cacao e
che anzi il meglio è intorno al 70%. |
Un buon cioccolato fondente sprigiona fragranze dolci-amare il resto dipende dal
tipo di tostatura e dalle materie prime utilizzate: burro, caramello, mandorle,
pistacchi, nocciole, frutta, spezie, menta, basilico altre erbe e fiori, frutti
di bosco, bacche, tè, tabacco, legno, caffè tostato…e tannini.
Discorso completamente differente per il cioccolato al latte , ottime le
tavolette che sprigionano una fragranza di zucchero scuro, latte, cacao,
vaniglia, miele, caramello, malto, nocciole e spezie.
Anche il cioccolato bianco merita una nota a parte in quanto ha la
caratteristica di non contenere cacao, ma solo burro di cacao, o almeno
dovrebbe, se abbiamo scelto di acquistarlo, magari ad un prezzo leggermente
superiore, ma di ottima qualità. La dolcezza è la nota prevalente insieme a
quella di crema, latte, miele e vaniglia.
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Conoscendo tutte queste caratteristiche si arriva a degustare e non
semplicemente a mangiare il cioccolato e , si spera, anche a non abbondare, o
almeno a proporzionarlo a tutti gli altri cibi ingeriti nella giornata. Il
cioccolato , soprattutto se non seguito da lauti pasti con abbondanza di grassi
è un ottimo tonificante sulle piste da sci o nelle giornate fredde.
Tornando alle origini della cioccolata e al già citato imperatore Atzeco
Montezuma, è giusto precisare che non fu il primo ad apprezzarne i pregi, ma la
storia ci dice che fosse già conosciuta dai Maya. Il cacao fin dalle origini
rappresentò, non solo una bevanda per eccellenza, ma fu anche moneta, cosmetico,
farmaco e offerta al dio piumato Quetzalcoatl che, secondo la tradizione, lo
donò agli uomini.
Una volta sbarcati in America centrale anche gli spagnoli compresero
l’importanza del cacao, tanto che Hernan Cortés |
lo presentò al sovrano di Spagna
Carlo V mentre il nostro geniale Colombo, probabilmente occupato in pensieri
meno “affaristici”, non ne intuì il valore commerciale.
Sessant’anni più tardi, nel 1567 c.a. sbarcò in Spagna il primo carico di cacao
per motivi commerciali.
Nel frattempo anche tra gli stessi coloni si diffuse l’abitudine all’uso del
cacao, e si racconta che lo consumassero anche durante le funzioni religiose. Si
trattava però di una bibita ben diversa da quella originale, soprattutto perché
arricchita con un ingrediente che ne segnerà la fortuna e cioè lo zucchero.
Furono i monaci i primi grandi produttori prima nelle colonie e successivamente
nella stessa Europa. Più tardi il cardinale Brancaccio, 1662, pose fine alla
disputa sull’ammissibilità o no dell’uso della cioccolata durante i lunghi
digiuni ecclesiastici, riconoscendo che “il liquido non interrompe il digiuno”. |
La diffusione del cioccolato in Europa fu anche merito femminile, grazie ad Anna
d’Austria e Maria Teresa d’Austria, principesse spagnole, la bevanda si diffuse
alle corti di Spagna e successivamente, quando la principessa Anna sposò Luigi
XIII di Francia, anche in Francia.
Tanto che Alphonse de Richelieu ritenne che calmasse i “vapori della milza”,
placasse l’ira e migliorasse l’umore. Sull’onda delle varie mode la cioccolata
venne poi considerata una panacea per i disturbi della digestione, debolezza,
ipocondria, tisi, colera e reumatismi.
Solo quando la cioccolata arrivò in Inghilterra, con l’apertura nel 1657 di una
chocolate house francese, la bevanda cominciò a diffondersi fuori dalle corti.
Non si trattava certo di prezzi popolari, poiché un chilo di cioccolato
corrispondeva all’equivalente di un salario medio mensile, ma così ebbe inizio
la sua “democratizzazione” anche tra gli aristocratici e i ricchi borghesi. |
Dal 1674 la cioccolata venne prodotta anche in forma di bastoncino e alla fine
del ‘600 le industrie di cioccolato incominciarono a prevalere sulla produzione
artigianale di monasteri e conventi.
Il 1680 vide la nascita a Torino della fabbrica di un certo Antonio Ari che
utilizzò ,per macinare i chicchi di cacao, un sistema di rulli di origine
messicana e aromatizzò il cacao con vaniglia e cannella. Nel 1700 la cioccolata
regnava sovrana, anche per le sofisticate aggiunte di gelsomino, mandorle,fiori
ed agrumi, e per segretissime ricette della corte Toscana, raggiungendo così una
ben meritata fama come spiega il nome di theobroma, cibo degli dei dato da
Linneo al cacao.
Le donne del libertino ‘700 ben conoscevano le proprietà afrodisiache della
ciccolata tanto che fu molto utilizzata insieme ai piaceri dell’alcova anche da
Madame de Pompadour e madame Du Barry, favorite di Luigi XV. |
La seconda metà del ‘700 vide l’avvento della prima macchina idraulica per la
raffinazione del cacao e la nascita della “Compagnia francese di cioccolato e tè
Pelletier & C.” e la “Cioccolateria reale Le Grand d’Aussy” mentre la
cioccolateria di Bayonne godeva da tempo della giusta fama.
Anche l’Italia fece la sua parte con produzioni famose a Torino,Genova e
Firenze.
Superata la crisi del blocco continentale durante la quale gli appassionati
dovettero accontentarsi dei surrogati, finalmente nel 1815 il cacao tornò sul
mercato.
A Torino nacquero la mousse e il bicerin, preparato con caffè cioccolata e
panna, giustamente apprezzato da Dumas, mentre nel 1861 Caffarel creò i
gianduiotti.
All’estero Van Houten inventò il cacao solubile, Lindt il nuovo metodo di
produzione chiamato concaggio e Fry la tavoletta. |
Tornando in Italia, mentre la cioccolata diveniva sempre più popolare in tutti i
paesi, ecco a Bologna il famosissimo cremino Fiat prodotto per celebrare la
nascita dell’auto Fiat Tipo 4, e siamo al 1911.
In Italia il consumo del cioccolato è stato per molto tempo limitato, almeno per
il 70% sul consumo totale, al gusto del cioccolato al latte. Negli ultimi cinque
anni l’evoluzione del gusto e una buona campagna pubblicitaria hanno rivalutato
il fondente e soprattutto gli accostamenti più nuovi.
Il successo del cioccolato ha visto la nascita di una vera e propria “chocolate
valley” tra Arezzo, Pistoia e Prato.
All’estero la famosa ditta Godiva, nata a Bruxelles negli anni Venti, ora
produce anche cioccolatini aromatizzati all’arancia e al vin brulè, mentre nel
negozio italiano di piazza di Spagna a Roma anticipano la novità dell’estate una
sfoglia sottile di cioccolato fondente al cocco. |
Dal punto di vista chimico e biologico è bene sapere che il cioccolato contiene
caffeina, noto stimolante cardiaco e respiratorio, ma anche teobromina che
favorisce le capacità di vigilanza e concentrazione, quindi ottimo cibo per
studenti ed intellettuali. Inoltre contiene feniletilammina, un
neurotrasmettitore presente nel corpo nei momenti di emozioni intense ed
eccitanti.
Il cioccolato contiene magniesio, ottimo per stabilizzare l’umore, così come
contiene anche l’anandamide che dà euforia e stimola le percezioni sensoriali.
Zuccheri e amidi favoriscono il rilascio di sierotonina anch’essa
stabilizzatrice dell’umore, inoltre i grassi stimolano la produzione di
endorfine che favoriscono vigore ed euforia. |
Per tutti questi motivi il cioccolato può essere un grande alleato della donna
nelle situazioni in cui il suo corpo è carente di alcuni principi sopra nominati
e cioè poco prima delle mestruazioni e durante la menopausa. Da ribadire il
solito consiglio, mai esagerare e sempre fare movimento all’aria aperta, appena
possibile.
Se poi vogliamo fare un lungo viaggio, almeno con la fantasia,attraverso alcuni
dei migliori produttori artigiani e non di cioccolato italiani dovremmo fare
veramente tanti chilometri, cioè attraversare tutta l’Italia.
In Sicilia troviamo l’Antica Dolceria Bonajuto, fondata nel 1880,con specialità
dolciarie di origine araba e spagnola; qui il cioccolato è prodotto secondo la
ricetta degli spagnoli, che a loro volta la appresero direttamente dagli Atzechi.
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Nel processo di lavorazione è assente il concaggio, preparazione moderna; il
risultato è una consistenza leggermente granulosa, ma ha il vantaggio di non
contenere l’aggiunta di burro cacao e dei vari emulsionanti come la lecitina di
soia e/o quella di colza. Nella medesima località vi è anche la Bottega Solidale
che produce cioccolato proveniente da piccoli agricoltori aderenti al “commercio
equo e solidale”.
A Capri la Pasticceria Alberto, produce, dai tempi di Napoleone, un dolce detto
Caprese a base di cioccolato, mandorle e uova
A Napoli vale la pena di sostare in uno degli otto negozi Gay-Odin, confettieri
di origine piemontese, per assaggiare il Vesuvio, la Foresta e il Wafer.
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Roma offre una sua versione della famosa Sacher alla Pasticceria
Svizzero-Siciliana.
Nelle Marche, Marangoni Cioccolato offre frutta secca di ogni tipo ammorbidita
nel rum e rivestita di cioccolato fondente.
La Toscana può essere ben rappresentata da Luca Mannori che vinse, nel 1997, a
Lione, la Coppa del Mondo di Pasticceria con la torta Sette Veli; anche Andrea
Slitti offre molto agli appassionati, cucchiaini da caffè in cioccolato fondente
compresi.
A Bologna la storica Pasticceria Majani, 1796, è famosa per il cremino Fiat e lo
speciale Scorza, privo di grassi aggiunti prodotto con quattro varietà di cacao
pregiati e poco zucchero.
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Anche Genova merita bene una visita la pasticceria di Pietro Romanengo fu
Stefano dove, in un miscelatore ottocentesco e in una vecchia piastra per il
concaggio si producono solo cioccolati senza aggiunta di lecitina di soia.
Ultimo, ma non per importanza, Peyrano in Piemonte vende in tutto il mondo
cioccolatini, dolci, crema da spalmare e altro.
Tra i produttori va ricordato Amedei la cui famiglia possiede ben tre
piantagioni di cacao in Venezuela che offronole migliori qualità di Criollo (Porcelana)
e Trinitario. Le medesime qualità presenti nel cioccolato prodotto da Domori.
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INDIRIZZI:
Pasticcerie
Bonaiuto: corso Umberto I,
159, Modica (RG)
www.bonajuto.it
Bottega Solidale: via
M.Tedeschi, 76, Modica
Alberto: via Roma, 9/11,
Capri
Gay-Odin: via Luca
Giordano, 2, Napoli
www.gayodin.it
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Svizzera Siciliana piazza
Pio XII, 10, Roma
Marangoni corso Cavour,
159, Macerata
Luca Mannori: via Lazzerini,
2, Prato (FI)
www.mannoriluca.com
Slitti via F.Sud, 1268,
Cintolese – Monsummano Terme (PT)
www.slitti.it
Amedei: via San
Gervasio,29,La Rotta – Pontedera (PI)
www.amedei.it
Majani: via Carbonesi, 5,
Bologna
Pietro Romanengo: via
Soziglia, 74, Genova
www.romanengo.com
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Domori: piazza Borgo Pila
39, Genova
www.domori.com
Peyrano: corso Moncaglieri,
47, Torino
www.peyrano.com
Oggi il cioccolato è tanto
apprezzato anche grazie ad una intelligente campagna pubblicitaria conosciuta
con il nome di Eurochocolate, le numerose, divertenti e interessanti
manifestazioni coinvolgono bambini, adulti e specialisti anche con specifici
corsi per assaggiatori.
Prossimamente dal 2 al 10 marzo la città di Roma ospiterà Eurochocolate Roma, un
appuntamento da non mancare anche perché per molti potrebbe essere l’occasione
di visitare la città eterna.
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Informazioni più dettagliate su:
www.eurochocolate.com
info@eurochocolate.it
; sede dell’organizzazione :Perugia, tel. 075. 50 25 880
RICETTE
FACILISSIMA E LEGGERA
Mousse al cioccolato
2 etti di cioccolato fondente, 2 cucchiai di latte, e cucchiai
di zucchero a velo, 5 tuorli, 5 albumi.
Sciogliere il cioccolato a bagno-maria con il latte, sbattere i
tuorli con lo zucchero, montare gli albumi e unire il tutto con
molta delicatezza e poco prima che il cioccolato ritorni
perfettamente freddo.
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PREPARAZIONE CHE RICHIEDE
ABILITA'
Torta extra al cioccolato
200 gr. di cioccolato
fondente gratuggiato, 170 gr. Di mandorle dolci, 30 gr di mandorle amare, 200 gr.
Di burro, 200 gr. Di burro 200 gr. di zucchero , succo di un limone, 1
cucchiaino di kirsc, 1 cucchiaino di fecola, 8 uova.
Mescolare per mezz’ora
burro, zucchero e rosso d’uovo, aggiungere gli altri ingredienti cominciando dal
cioccolato e quindi mandorle, limone, kirsc e fecola, per ultimo aggiungere il
bianco montato a neve
Ungere e infarinare la teglia, cuocere a fuoco lento sino a che lo stuzzicadenti
affondato nella pasta ne esce asciutto.
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