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CARIE
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Secondo
l’EUFC (European Food Information Council) l’incidenza della carie nei
bambini e adolescenti della maggior parte dei paesi europei è diminuita
costantemente negli ultimi tre decenni, nonostante l’apporto medio di zuccheri
sia rimasto quasi immutato. Quali sono i fattori responsabili di questo trend
positivo? Pare che il merito sia di una migliore igiene orale e del fluoro,
anche se l’uso di quest’ultimo è, per alcuni, controverso in quanto
comporterebbe un eccesso di eccitazione nei bambini.
Per
evitare è sempre meglio prima conoscere, quindi parleremo della carie e della
sua formazione.
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La carie
si verifica quando quattro fattori coincidono simultaneamente. Innanzitutto, il
dente deve avere una predisposizione alla carie. In secondo luogo, deve essere
presente la placca dentale, cioè quei batteri che fermentando i carboidrati,
producono acidi che a loro volta erodono lo smalto del dente. Infine, perché
possano essere fermentati dai batteri, devono essere presenti i carboidrati.
Inoltre, questo processo deve avere a disposizione tempo sufficiente perché si
compia la demineralizzazione (dissoluzione dello smalto dentale) e, d’altro
canto, tempo insufficiente perché il meccanismo di difesa naturale del corpo
che “remineralizza” il dente ripari il danno.
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Ognuno
di questo fattori è, a sua volta, condizionato da altre situazioni. Per
esempio, la presenza di fluoro aiuta la remineralizzazione ed altera la
struttura del dente, questo fa sì che la superficie del dente sia meno
attaccabile dalla carie.
Anche la
frequenza con cui si mangia è importante: più spesso si mangia più
frequentemente i batteri hanno l’opportunità di fermentare i carboidrati.
Anche la saliva fa la sua parte neutralizzando gli acidi, fornendo i minerali
per la remineralizzazione e contribuendo a pulire più velocemente la bocca dal
cibo.
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Il tipo
di alimentazione ha indubbiamente un importante effetto sulla carie, anche se
non è sempre evidente, mentre è stata dimostrata la relazione tra carie e
consumo di carboidrati. Il diretto collegamento tra l’apporto di zucchero e la
carie sta perdendo credibilità nella maggior parte dei Paesi europei. Per
esempio, sono molte le persone che consumano regolarmente quantità di zuccheri
abbastanza considerevoli e sono comunque poco colpite dalla carie.
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Uno
studio olandese ha rivelato che, perché venga favorita la carie, è più
importante il lasso di tempo in cui il cibo rimane all’interno della bocca
rispetto alla quantità di zucchero contenuta negli alimenti. I ricercatori
hanno paragonato soluzioni zuccherine con pasti e snack e hanno riscontrato che
gli alimenti contenenti carboidrati (ovvero zuccheri complessi come gli amidi),
i quali tendevano a lasciare residui
sui denti, avevano un ruolo più significativo nel far insorgere la carie di
quello delle soluzioni zuccherine. Questi alimenti non sono necessariamente
quelli che noi definiamo “appiccicosi”. Per esempio, le caramelle tofee si
sciolgono e vengono eliminate dalla bocca più rapidamente rispetto ad alcuni
alimenti contenenti amido.
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Quindi
la grande enfasi riservata allo zucchero ed agli
alimenti contenenti zucchero come fattori implicati nella formazione
delle carie è sminuita. Ora è noto che molti altri alimenti contenenti
carboidrati, tradizionalmente considerati “amici dei denti”, come il pane,
portano alla produzione di acidi a causa della placca batterica che favoriscono;
anche la frutta può potenzialmente determinare la formazione della carie.
Nonostante ciò dobbiamo continuare a consumare questi alimenti non solo perché
buoni, ma anche per i loro salutari benefici.
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Gli
scienziati sostengono che il ruolo dell’alimentazione nella formazione della
carie sia meno connesso all’alimentazione stessa e più legato, invece, al
comportamento individuale. Una buona igiene orale, associata all’uso di
dentifrici al fluoro, ha diminuito la rilevanza dell’alimentazione nella
formazione della carie. Tuttavia, nei Paesi in cui i dentifrici al fluoro non
sono facilmente reperibili, il frequente consumo di alimenti contenenti
carboidrati è ancora un fattore determinante nella formazione della carie.
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Per
quanto riguarda la disponibilità di fluoro nella normale alimentazione, va
detto che la fonte di maggiore apporto di questo minerale rimane l’acqua
potabile, con un contenuto pari a 0.05-14 ppm. Il fluoro si trova in tutti gli
alimenti; le fonti più ricche sono il tè e i pesci di mare da consumare con le
lische (ad esempio le acciughe).
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Per
prevenire la carie, oggi si consiglia di iniziare a spazzolare già i primi
denti da latte non appena compaiono. Non è buona regola dare l’abitudine ai
bambini di addormentarsi mentre bevono dal biberon il latte, succo di frutta o
bevande zuccherine. Lo zucchero rimane sui denti e può causare “carie da
biberon”. E’ importante anche lavare i denti due volte al dì con un
dentifricio al fluoro e pulire lo spazio tra
un dente e l’altro con il filo interdentale e non consumare alimenti dopo
essersi lavati i denti, prima di andare a dormire, perché il flusso della
saliva diminuisce durante il sonno e di conseguenza il suo potere protettivo.
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