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Il carcinoma del colon-retto è per frequenza la quarta
neoplasia nel mondo. Ad oggi la resezione
chirurgica è l’unica opzione terapeutica efficace in presenza di metastasi.
Dal mese di luglio 2005 è finalmente disponibile anche in
Italia, il primo anticorpo monoclinale anti EGFR (cetuximab) il quale, in
associazione ad altre molecole, ha dimostrato effetti molto positivi soprattutto
su pazienti con malattia avanzata e pesantemente pre-trattati (3/4 linee di
precedente chemioterapia).
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Il prof. Roberto La Bianca, dir. dell’Unità Oncologica
Medica degli Ospedali Riuniti di Bergamo e presid. Dell’AIOM, durante un
apposito incontro con la stampa, ha fatto notare che: “Di solito, purtroppo,
passano anni dal momento in cui si ha l’evidenza dell’efficacia di un farmaco
alla possibilità, per i pazienti, di utilizzarlo”.
L’associazione di
cetuximab alla chemioterapia offre oggi la possibilità di ridurre l’invasione
delle cellule tumorali nei tessuti con l’inibizione della formazione
di nuovi vasi sanguigni (vasi che supportano la crescita tumorale) e
l’attivazione del sistema immunitario.
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L’anticorpo (cetuximab) è in genere ben tollerato anche in
combinazione con “irinotecan” e non aumenta la tossicità tipicamente associata
al chemioterpico irinotecan.
Dopo 20 anni di messe a punto, anche in 11 paesi europei,
lo studio ha evidenziato che più del 50% dei
pazienti trattati con cetuximab ha ottenuto risultati importanti: 23% di
riduzione della massa tumorale e un 33% di blocco della crescita tumorale.
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Nel giro di un paio di anni, questo medicinale,
sarà probabilmente utilizzato anche nel
trattamento iniziale del carcinoma colon-rettale metastatico, insieme
ad altri farmaci chemioterapici.
Alla conferenza erano presenti eminenti rappresentanti
della medicina italiana, tra cui il prof. Emilio Bajetta, dir. di Oncologia
Medica presso l’Istituto dei Tumori di Milano
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