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ed ora anche un romanzo-giallo a puntate vedi "IL MISTERO DELLA STANZA..."
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cancro una malattia che oggi si può curare NUOVE STRADE PER CURARE IL CANCRO: affamare il tumore, soffocare il tumore tagliandogli i vasi, affamandolo, sottraendogli nutrimento; il farmaco AVASTATIN blocca il VEGF ovvero il fattore della crescita dei vasi sanguigni del tumore. Ora il medicinale si sta sperimentando, a Barcellona è stato presentato uno studio su 1.965 (non operabili inizialmente) che dimostra come pazienti, con cancro colo-rettale, trattati con il farmaco e chemioterapia consenta di aumentare la percentuale di resezioni chirurgiche complete. Pare che il sonno favorendo la produzione di melatonina aiuti a proteggersi dal cancro. La prima ricerca è della Danisch Cancer Society dove si dimostra che tra le donne con lavoro notturno il cancro si sviluppi circa il 50% in più rispetto alle altre., per chi ha lavorato di notte oltre 6 anni il rischio arriva al 70%. . Lo studio è stato confermato dall'Haward Medical school di Boston con uno studio sulle infermiere con turni notturni che hanno sviluppato il cancro al seno 1.352 su 115.000 esaminate. Recenti studi pubblicati sul Journal of National Cancer Institute evidenziano come la melatonina svolga un ruolo importante nella prevenzione dei tumori. Ma l'uso della melatonina come anticancro è ancora a livello sperimentale.
“UN AIUTO ARRIVA DALLA RETE PER I PAZIENTI IN CHEMIOTERAPIA” Nasce un nuovo portale web per favorire la comprensione dei pesanti effetti collaterali indotti dalle terapie antitumorali www.nonausea.it Relatori: FAUSTO ROILA – Divisione di Oncologia Medica Ospedale Silvestrini di Perugia FLAVIA LONGO- Reparto di Oncologia medica Policlinico Umberto I° di Roma Testimonianza: CRISTINA CALABRESI – volontaria e Presidente Fondazione Federico Calabresi Onlus UN AIUTO ARRIVA DALLA RETE PER I PAZIENTI IN CHEMIOTERAPIA
Nasce un nuovo portale web per favorire la comprensione dei pesanti effetti collaterali indotti dalle terapie antitumorali. www.nonausea.it il primo sito interamente dedicato ai pazienti in trattamento, ai loro familiari e al personale infermieristico coinvolto. Milano, 30 Maggio 2006 – Nausea e vomito indotti dalla chemioterapia, conosciuti anche con l’abbreviazione CINV (Chemiotherapy Induced Nausea and Vomiting), sono tra gli effetti collaterali che generano più stress nei pazienti oncologici. A seconda del tipo di trattamento antitumorale somministrato, colpiscono fino al 90% dei pazienti, i quali sono spesso rassegnati a convivere con la nausea ed il vomito, che vengono percepiti come conseguenze “necessarie” del ciclo chemioterapico. La CINV costituisce un problema principalmente femminile, in quanto le donne, per ragioni sconosciute, sono più soggette alla nausea e al vomito. Questi sintomi si presentano nelle prime 24 ore successive alla somministrazione della chemioterapia (fase acuta) e possono persistere fino al quinto giorno (fase ritardata). “La chemioterapia può determinare nausea, vomito, stanchezza, inappetenza, caduta dei capelli, diarrea, stitichezza, rischio di infezioni in seguito alla diminuzione dei globuli bianchi, infiammazioni delle mucose, etc.” sottolinea il Dott. Fausto Roila della Divisione di Oncologia Medica dell’Ospedale Silvestrini di Perugina. “Da indagini effettuate intervistando pazienti sottoposti a chemioterapia, la nausea ed il vomito sono considerati gli effetti collaterali più sgradevoli occupando, rispettivamente, il primo ed il terzo posto della graduatoria. Questo nonostante negli ultimi 20 anni la ricerca nella prevenzione della nausea e vomito da chemioterapia abbia determinato importanti progressi”. Con scopo di facilitare la comprensione di questo disturbo è nato www.nonausea.it un nuovo portale web interamente dedicato ai pazienti oncologici in trattamento chemioterapico, ai loro familiari e al personale infermieristico NAUSEA E VOMITO INDOTTI DA CHEMIOTERAPIA: UN PROBLEMA CLINICO Dott. Fausto Roila Divisione di Oncologia MedicaOspedale Silvestrini di Perugia La chirurgia, la radioterapia, la chemioterapia e l’ormonoterapia sono state finora le armi terapeutiche utilizzate per combattere il cancro. La scelta di un determinato approccio terapeutico si basa sulla tipologia del tumore e sullo stadio al quale esso viene diagnosticato. Ognuna di queste armi può indurre oltre che benefici anche effetti collaterali e complicanze. Ad esempio la chemioterapia può determinare nausea, vomito, stanchezza, inappetenza, caduta dei capelli, diarrea, stitichezza, rischio di infezioni in seguito alla diminuzione dei globuli bianchi, infiammazioni delle mucose, etc. Da indagini effettuate intervistando pazienti sottoposti a chemioterapia, la nausea ed il vomito sono considerati gli effetti collaterali più sgradevoli occupando, rispettivamente, il primo ed il terzo posto della graduatoria. Questo nonostante negli ultimi 20 anni la ricerca nella prevenzione della nausea e vomito da chemioterapia abbia determinato importanti progressi. Non tutti i farmaci antitumorali inducono nausea e vomito ma alcuni di questi, specie quando combinati tra loro, possono provocare vomito e specialmente nausea ancora in molti pazienti. Sono i trattamenti a base di cisplatino utilizzati nelle neoplasie del polmone, della testa e del collo, della vescica, dell’esofago e dello stomaco o quelli a base di ciclofosfamide più epirubicina o adriamicina utilizzati specie nelle donne con carcinoma della mammella come terapie preventive o per la fase metastatica della malattia a creare i maggiori problemi. Tra i fattori di rischio vanno ricordati il sesso, in quanto le donne, per ragioni sconosciute, sono più soggette alla nausea e al vomito; l’età, infatti le persone al di sotto di 50 anni sono più a rischio; le precedenti esperienze di vomito, ad esempio in gravidanza o durante altre chemioterapie; la cinetosi, cioè il mal d’auto, d’aria o mal di mare e fattori psicologici quali ansia e stress. La nausea ed il vomito possono determinare turbe della nutrizione, squilibri idro-elettrolitici, necessità di ridurre le dosi del chemioterapico fino alla sospensione del trattamento e sua sostituzione con trattamenti meno efficaci. Possiamo distinguere vari tipi di nausea e vomito da chemioterapia:
ü acuta è definita come la nausea ed il vomito che si manifestano entro le prime 24 ore dopo la somministrazione della chemioterapia;
ü ritardata è definita come la nausea ed il vomito che si manifestano dopo più di 24 ore dalla somministrazione della chemioterapia, può persistere per circa una settimana. Talora i pazienti lamentano nausea fino al ciclo successivo di chemioterapia che viene somministrato dopo 3-4 settimane
ü anticipatoria è definita come la nausea ed il vomito che si manifestano immediatamente prima della somministrazione della chemioterapia nei pazienti che hanno presentato nausea e vomito acuto e/o ritardato nei cicli precedenti di chemioterapia. E’ scatenata dalla vista o dall’odore dell’ambulatorio dove viene somministrata la chemioterapia. Per ogni tipo di nausea e di vomito abbiamo a disposizione vari trattamenti ma come detto sopra c’è ancora bisogno di ricerca in questo settore per raggiungere l’obiettivo di una chemioterapia senza nè nausea nè vomito. Un passo, piccolo ma importante, in questa direzione, è rappresentato dagli antagonisti della sostanza P a livello del recettore NK1 che hanno dimostrato, in studi eseguiti in un ampio numero di pazienti, di ridurre significativamente la nausea ed il vomito acuto e ritardato indotto dalle chemioterapie sopra riportate. Questo senza determinare effetti collaterali di rilievo e quindi migliorando sostanzialmente la qualità di vita dei nostri pazienti. Tali farmaci vengono somministrati per via orale, per tre giorni consecutivi a cominciare dal giorno in cui si somministra la chemioterapia, sempre in associazione con le terapie preventive precedentemente utilizzate (un antiserotoninergico e un cortisonico). NUTRIZIONE E CHEMIOTERAPIA Consigli utili
Su www.nonausea.it è previsto anche il link ad un sito con alcune ricette che tengono conto degli effetti collaterali derivanti dai chemioterapici e vogliono rappresentare uno stimolo per chi affronta la chemioterapia a mantenere una nutrizione adeguata. Cancer May 15, 2004 / Volume 100 / Number 10Incidence of Chemotherapy-Induced Nausea and Emesis after Modern AntiemeticsPerception versus Reality
Steven M. Grunberg, Robert R. Deuson, Panagiotis Mavros, Olga Geling, Mogens Hansen, Giorgio Cruciani, Bruno Daniele, Gerard De Pouvourville, Edward B. Rubenstein, G. Daugaard.
Questo studio è stato fatto per valutare l’incidenza della CINV acuta e ritardata su pazienti che fanno chemioterapia altamente e moderatamente emetogenica con somministrazione di un’appropriata terapia antiemetica, allo scopo di valutare l’accuratezza con la quale i medici e il personale infermieristico percepiscono l’incidenza della CINV.
“IL VISSUTO DEL PAZIENTE: TESTIMONIANZA DI UNA VOLONTARIA” Testimonianza della Dott.ssa Cristina Calabresi, volontaria e Presidente Fondazione Federico Calabresi Onlus La malattia oncologica produce un effetto traumatico nella vita del paziente e della sua famiglia. La vita normale, lavorativa, sociale si interrompe improvvisamente ed il futuro si presenta molto incerto. L’assunzione di chemioterapici, nella maggior parte dei casi, può provocare alcuni disturbi, i più comuni sono la nausea e il vomito. Questi sintomi sono veramente insopportabili: il malessere può durare alcuni giorni, nei quali non è possibile svolgere nessuna delle normali attività. Tali conseguenze delle cure vanno prese in seria considerazione, è necessario utilizzare qualsiasi strumento che la Medicina possa mettere a disposizione affinché il paziente abbia una qualità di vita dignitosa. Se ripensiamo a quanto soffriva il malato quindici anni fa, quando non esistevano le terapie adeguate contro quegli effetti collaterali della chemioterapia, constatiamo con soddisfazione i progressi della Ricerca. Fortunatamente, oggi, sono disponibili nuovi farmaci che possono sollevare il malato dall’insopportabile manifestarsi delle conseguenze delle terapie, soprattutto verso i disturbi come nausea e vomito. Inoltre, il divario e lo squilibrio nel rapporto medico-paziente si è ridotto, la centralità del paziente ha guadagnato consenso: i sanitari stanno cambiando atteggiamento, rivolgono più considerazione al paziente come persona e quindi c’è più professionalità ed attenzione verso la malattia. Quando il medico si pone con un atteggiamento di umanità e di comprensione nel difficile momento della comunicazione della diagnosi, trasmette le relative informazioni in maniera adeguata, verificando poi che le spiegazioni sull’iter della malattia siano state comprese, favorisce una collaborazione che faciliterà il rapporto con il paziente e riuscirà a coinvolgerlo sulla decisione di intraprendere e di accettare il percorso terapeutico. La presenza di un volontario accanto ai pazienti nel reparto di Oncologia Medica, sia tra i degenti, sia al day-hospital, consiste nel tenergli compagnia e distrarli durante le lunghe somministrazioni delle terapie chemioterapiche. Si tratta di un’esperienza sempre nuova e emozionante; si ha l’occasione di avvicinare delle persone di qualsiasi provenienza sociale, e da ognuna di esse trarre arricchimento con l’ascolto dei racconti delle loro esperienze di vita e informazioni importanti sull’evolvere della malattia. Questo è l’impulso che spinge un volontario a lavorare per migliorare le condizioni del paziente oncologico. Avvicinarsi al letto o alla poltrona e vedere a volte dei visi molto seri, tristi e distaccati dà l’impressione che alcune persone non vogliano essere disturbate e preferiscano chiudersi in se stesse. E’ fondamentale, allora, cercare di capire lo stato d’animo del malato in quel momento: con alcuni si deve rinunciare, mentre con altri basta un piccolo segno di interessamento per cominciare un dialogo che può durare a lungo, fino al termine delle somministrazioni. Direttamente dai racconti dei malati si apprende quanto soffrano anche a casa per i disturbi causati da nausea e vomito. I sintomi sono un forte senso di disgusto, inappetenza e malessere per alcuni giorni dopo la terapia. In quei giorni i malati si sentono completamente esclusi, impediti a svolgere una vita normale. I pazienti informati adeguatamente dal personale sanitario sugli effetti collaterali e preparati agli eventuali disagi dovuti alle terapie e sollecitati sulla necessità di comunicare ai sanitari l’efficacia dei farmaci antinausea, (se abbiano riscontrato un beneficio oppure no), facilitano la comprensione da parte dell’oncologo, nel caso sia utile tentare un cambiamento di terapia e trovare un farmaco che più si addice a quel paziente. La speranza è che nel prossimo futuro la malattia oncologica, date le buone percentuali di guarigioni e la possibilità di controllare gli effetti collaterali, sia sempre meno difficile da affrontare.
La Fondazione Federico Calabresi Onlus, è stata istituita per sostenere l’Oncologia; tra le attività, la principale è l’informazione al paziente e ai familiari. Uno dei fini statutari della Fondazione è “promuovere ogni forma di intervento finalizzata alla umanizzazione dell’assistenza medica nell’ambito oncologico”. Con tale definizione si evidenzia la volontà di rivolgere particolare attenzione ai problemi del paziente. Lavoriamo per questo scopo da più di dieci anni, per fortuna da allora ad oggi si è fatta tanta strada nella cura e nell’assistenza ai malati di tumore. Il Comitato Scientifico della Fondazione ha creato una linea editoriale di Guide per i pazienti e familiari. Si tratta di piccoli opuscoli, illustrati da una grafica accattivante, per rendere più facile la lettura. Gli opuscoli si propongono di dare informazioni sulla malattia tumorale e consigli pratici sulle terapie e gli effetti collaterali. I pazienti che leggono queste guide, sono gratificati dall’attenzione rivolta loro e anche sollevati dal consultare il personale medico per qualsiasi piccolo imprevisto. Non sono comunque mai sostitutive della competenza del medico e dell’infermiere. TERAPIE ANTIEMETICHE DISPONIBILI Nei pazienti sottoposti a chemioterapia, gli antiemetici sono i farmaci utilizzati per aiutare a prevenire o controllare la nausea e il vomito. Il loro meccanismo di azione agisce bloccando i messaggi che sono inviati dallo stomaco al cervello o impedendo al cervello di ricevere i segnali che provocano tali fastidiosi effetti collaterali. Esistono numerosi farmaci antiemetici, mirati proprio a combattere i sintomi di CINV. Tra questi: - Farmaci (da assumere in compresse o per via iniettiva) in grado di bloccare i segnali chimici che partono dallo stomaco e che ti arrecano malessere. Sono utili per il trattamento di nausea e vomito di tipo acuto. - Farmaci, che agiscono sia nella fase acuta che in quella ritardata, bloccando i segnali di nausea e vomito nel cervello. - Farmaci per l’ansia, che potrebbe causare nausea e vomito anticipatori. Qual è l’antiemetico giusto per me? Poiché i sintomi della CINV variano molto da persona a persona, esistono diversi farmaci per il loro trattamento. Molte persone ritengono di dover assumere due o tre farmaci diversi per riuscire a tenere sotto controllo i propri sintomi. La scelta del farmaco più adatto al tuo caso dipende da: - Il tipo di chemioterapia a cui ti stai sottoponendo - Il tipo di CINV di cui stai soffrendo: anticipatoria, acuta o ritardata - Se soffri di nausea, vomito o entrambe le cose - Se stai prendendo altri farmaci, compresi farmaci da banco e fitoterapici. - Se hai altri problemi di salute, o altre malattie, come per esempio malattie di cuore, rene o fegato. - Quale farmaco preferisci e quale agisce in maniera più efficace nel tuo caso La scelta della terapia più adatta è importante per la qualità della tua vita, quindi puoi discutere di tutti questi fattori con il tuo oncologo o l’infermiere, riferendo se i farmaci hanno funzionato o meno, o anche qualsiasi effetto indesiderato si sia verificato. Gli infermieri sono interlocutori in prima linea, a cui i pazienti si rivolgono per parlare di queste problematiche.
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