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 ARTROSI LE NUOVE FRONTIERE

E’ noto che le  malattie reumatiche colpiscono la popolazione mondiale più del cancro e delle malattie dell’apparato respiratorio e circolatorio. In particolare l’artrite reumatoide è la più frequente avendo interessato  nel 1999 6,2 milioni di persone solo nei paesi sviluppati,  inoltre questo tipo di malattia reumatica, a differenza delle altre, colpisce la popolazione nel momento del suo  massimo rendimento lavorativo e vale a dire dai 18 ai 60 anni con punte massime tra i 40 ed i 50 anni. La causa non è ancora nota, ma si sa bene che è cronica, evolutiva ed invalidante e le più colpite sono le donne, tre volte più frequentemente rispetto agli uomini.
Si manifesta soprattutto nelle articolazioni mobili, le mani in particolare, determinando un processo infiammatorio cronico che causa dolore e deformità sino a rendere disabile il paziente che ne è colpito. Vestirsi, cucinare, guidare diventano attività sempre più difficili da affrontare e, nei casi peggiori, la stessa aspettativa di vita può venire ridotta di 5/10 anni. I costi della mancata produttività causata da questa patologia sono calcolati intorno agli 8.000 miliardi di lire l’anno

Il 27% dei pazienti diventa disabile in tre anni, mentre il 50% abbandona il lavoro entro otto anni.

I familiari, in breve tempo, si trovano costretti ad abbandonare o ridurre le proprie ore lavorative per occuparsi del malato.

In base agli ultimi rilevamenti scientifici risulta che ogni ritardo nella diagnosi e quindi nella cura, aumenta ulteriormente i costi sociali.

 

Da tempo si studia come curare le malattie reumatiche in generale e l’artrite reumatoide in particolare, ma sino ad oggi ci si è limitati ai soliti antinfiammatori, ora la medicina dispone di un nuovo farmaco il Leflunomide, primo farmaco immunomodulante concepitoespressamente per la cura di questo

 

 particolare tipo di artrosi e che si è dimostrato efficace nel ridurre i sintomi, i segni della malattia e nel rallentare la progressione della stessa.

Il risultato è un naturale miglioramento della qualità della vita del paziente, e non è poco..