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 AMBRA

Ambra dall’arabo AMBAR per indicare l’ambra grigia dello stomaco dei capodogli. I tedeschi la chiamarono glaesum o glaes, da cui l’attuale inglese glass, per vetro.

L’ambra si trova in numerosi paesi, e con l’esame spettrografico è sempre possibile risalire all’origine, la più comune proviene dal Mar Baltico, ma vi sono molte ambre anche di Santo Domingo (di 25 milioni di anni fa) ambra blu, dal Messico, Birmania, Cina, Pakistan, Belucistan… ed anche dalla Sicilia denominata SIMETITE, piuttosto scura. Alcune ambre rare sono state datate sino a 300 milioni di anni fa  e sono considerate un preziosissimo laboratorio di studi per gli scienziati

 

Dove oggi si trova l’ambra del Baltico, 40/45 milioni di anni fa esisteva una foresta pluviale, quando la piattaforma del nord Europa si è spaccata (sprofondata) è arrivato il mare. L’ambra è così finita sotto il livello del mare, mentre una parte è rimasta in superficie. Il mare, ancora oggi, spacca l’ambra e così la ritroviamo sulla spiaggia. Quest’ultima deriva dalla vischiosissima resina delle antiche conifere, che vivevano nell’area tropicale, la cui densità e la vischiosità è dovuta ai miliardi di bollicine d’aria che vi sono intrappolate.

L’ambra in natura è opaca, ma poiché l’uomo la preferisce trasparente, essa viene cotta in olio di rapa colorato artificialmente, l’assorbimento di quest’ultimo che occupa il posto delle bollicine d’aria da all’ambra la sua particolare trasparenza.

 

Ancora oggi la resina che produce l’ambra proviene da conifere e leguminose, ma in passato anche da altre piante, oggi estinte. L’ambra si trova dove esistevano foreste pluviali di almeno 5 milioni di anni, qui la resina si accumula in depositi dove si crea un ambiente stagno che favorisce la perdita dei suoi olii essenziali, le molecole si ricompattano e diviene densa. Molte piante producono resina: pruno, ciliegio… che intrappola ancora il medesimo tipo di insetti che si trovano nell’ambra antica.

La storia dell’ambra si può comprendere immaginando l’uomo primitivo quando scoprì una “roccia” (ambra) calda e con il

 

 

colore del sole, quasi sicuramente la identificò subito con  qualcosa di sacro e raro, quindi di valore, nacque così il commercio dell’ambra. Le popolazioni di: Polonia, Lituania, Prussia orientale e di tutte le coste del Mare del Nord erano molto arretrate, culturalmente, rispetto alle popolazioni del Mediterraneo, ma possedevano la ricchezza  dell’ambra che divenne merce di scambio con i Fenici che già nel 2/3.000 a. C. circumnavigavano l’Europa. L’ambra veniva scambiata con utensili e così diffusa, dai Fenici, presso gli Egizi, gli Assiri, Babilonesi, Etruschi e Romani. Il commercio dal Baltico avveniva anche attraverso i fiumi, i passi alpini, la pianura Padana per giungere sino ad Aquileia (Venezia) che fu il principale centro di lavorazione dell’ambra.

La maggior produzione mondiale (90%), attuale, di ambra proviene dalla miniera di Kalingra (ex Unione Sovietica), mentre nel Baltico viene asportata con appositi strumenti dal fondo del mare in acque basse.

 

 

Utilizzata sin dal Paleolitico, l’ambra era già uno status-simbol.
   

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