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ALBI' LA ROSSA CITTA' GIOIELLO
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Se le case a graticcio sono la Vostra passione, se Vi piace
il gotico, se
amate lo stile di Toulouse-Loutrec; se comunque Vi piace ciò che è bello non
potrete dimenticare Albì, città gioiello, non lontano da Tolosa.
Informazioni:
Ente Nazionale Francese per il Turismo: via Larga,7, 20122 Milano; t. 02.58
48 655, fax 02.58 48 62 22
Azienda Autonoma per il Turismo, Palace de la Berbie, 81000 Albì, France.
Collegamenti dal Mediterraneo: autostrada A6 (Des deux Maers), uscita
Castelnaudary o Beziers ovest; da Tolosa: A68.
Prenotazioni Accueil de France tel: 05.63.49.48.80; fax: 05.63.49.48.98;
internet: www.tourisme fr
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http://it.franceguide.com/ Albì, meta poco conosciuta, ma eccellente, può essere inserita in un
itinerario comprendente Toulouse, con l'interessantissima, anche per i bimbi,
Città dello Spazio, Bordeaux, città d'arte, gastronomia e enologia (i dintorni
offrono i migliori tour enologico-gastronimici possibili al mondo, Perigord
compreso), per gli snob, gli amanti della quiete e delle ostriche niente di
meglio di Cap-Ferret con le sue splendide spiagge sull'atlantico, pecorsi
ciclabili e ottimi ristoranti.
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La visita alla città potrebbe cominciare dalla Cattedrale di Santa Cecilia,
rigorosamente costruita in mattoni rossi, questa
chiesa - fortezza è un esempio
del più puro stile gotico francese meridionale con un interno assolutamente
sorprendente consistente in diversi, e tutti preziosi, punti di interesse.
Entrando dalla bella porta fatta costruire da Domenico da Firenze, vescovo nel
trecento, subito colpisce l'enorme Giudizio Universale che domina, grandioso, la
scena sotto i monumentali organi del XVIII secolo. Guardare i particolari di
questo giudizio da brividi simili ad un moderno film dell'orrore: torture delle
più efferate e uomini squarciati si susseguono in splendide immagini e si
contrappongono agli angelici corpi del Paradiso e Purgatorio.
L'accuratezza di
esecuzione e la ricchezza di fantasia colpiscono e lasciano sgomento anche il
visitatore più distratto. Già abitata nella preistoria, Albì conobbe un nuovo impulso grazie ai Romani
mentre i barbari durante l'invasione, alla caduta dell'Impero Romano, non
lasciarono altro che distruzioni. Un'altra epoca di splendori iniziò con il XII
secolo grazie all'apogeo della civilizzazione occitanica: il Catarismo a cui
seguì |
la Crociata contro gli Albigesi eretici, avvenuta nel XIII secolo, quest'ultimo
causò massacri e disastri in tutta la Linguadoca. Solo Albì, grazie alle
capacità diplomatiche del suo vescovo fu risparmiata dal peggio e, a simbolo
della vittoria della Chiesa sul Catarismo, nel 1229 si iniziò la messa in opera
della Cattedrale. La città continuò ad ingrandirsi ed abbellirsi grazie ai
grandi introiti dei mercanti del Pastello: pianta da cui veniva estratto il blu
pastello, per le tintorie, che soppiantò l'indaco delle isole. Seguiranno secoli
di continuo sviluppo sino alla metà del XX secolo; oggi Albì sta cercando una
nuova dimensione nel terziario e nel turismo.
L'osservazione del soffitto merita una sosta tra i banchi; questi affreschi
costituiscono infatti il più vasto complesso di pittura rinascimentale in
Francia.
Luigi 1° d'Ambroise fu il mecenate a cui si deve, non solo il Giudizio
universale, ma anche il Jube, magnifica barriera di pietra a destra dell'entrata
e che segna l'accesso al Coro: siamo di fronte a forse più di un centinaio di
metri di merletti intagliati nella pietra in stile gotico fiorito.
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Quanto qui si vede ha quasi dell'incredibile e viene subito alla mente il
libro '' Grandi peccatori Grandi Cattedrali '' di Cesare Marchi quando afferma:
-...era l'unico edificio in grado di contenere migliaia di persone...sostituì il
municipio, il pubblico parlamento. La dentro si mangiava, si dormiva, si
introducevano i cani...chi voleva star comodo si portava da casa una manciata di
paglia sotto braccio -.
Comunque, anche all'esterno, la cattedrale di Albì merita più di uno sguardo,
magari seduti ad un bar della piazza antistante per ammirarne anche la
torre-campanile che domina tutta la città.
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Poco lontano, e precisamente dall'altro lato della piazza, si incontra
l'Office de Turisme, dove, gentili signorine, Vi informeranno su quanto volete
sapere o prenoteranno quanto Vi interessa. A fianco di quest'ufficio, nel
palazzo della Berbie imponente fortezza di mattoni rossi del XIII secolo, ecco
il museo di Toulouse-Loutrec, nativo di Albì. Il museo, a differenza di molti,
presenta una ampia collezione di opere del maestro: 200 tele e più di 600 pezzi
tra cui manifesti e litografie,tanto che non è difficile seguire la sua
maturazione artistica. Per chi non lo ricordasse, Toulouse-Loutrec nacque ad
Albì nel 1864, a 19 anni andò ad abitare a Parigi dove iniziò a frequentare
cabarets e case chiuse che tanto ben dipinse insieme a personaggi dello
spettacolo quali:Yvette Guilbert, Caudieux, Aristide Bruand e altri.
Consigliabile l'uscita su di un terrazzo del palazzo da dove si ha una splendida
vista del fiume, sul giardino francese e parte della città, ponti compresi.
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| Il palazzo Berbie fu costruito dai vescovi contemporaneamente alla Cattedrale
ed è anteriore alla roccaforte dei Papi d'Avignone. Il nome Barbie deriva da
Bisbia che significa vescovado; nei secoli il palazzo fu rimaneggiato ed
abbellito.
Partendo da questo palazzo è consigliabile girovagare per le stradine
medievali guardando tutto quello che Vi circonda. Non va dimenticato che Albì,
detta non a caso città rossa, mostra il meglio del suo fascino all'ora del
tramonto magari osservando la città dal Ponte Vecchio, XI secolo, uno dei più
antichi di Francia.
Merita una segnalazione anche la chiesa, con il relativo chiostro, di
San-Salvy, XI-XV secolo, esempio compiuto di arte romanica, sormontata da una
sorprendente torre-campanile la quale si apre sul chiostro con capitelli che
sono una fusione di romanico e gotico.
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In via Timbal 14 si può visitare il bellissimo cortile rinascimentale del
Palazzo Reyes appartenente al XVI secolo; mentre la torre è del XIV secolo e,
attualmente, ospita la sede della Camera di Commercio. Nella medesima via casa
Enjalbert, XVI secolo, è una delle più belle facciate del centro storico, la
farmacia sottostante aiuta a riconoscerla. Bellissimi anche il cortile e il
salone, con soffitto alla francese, dell'attuale Palazzo della Giustizia, gotico
del XVI secolo e la casa dell'antica Albì, all'incrocio tra le vie Croix-Blance
e Puech-Berenguier, preziosamente restaurata e ora sede di mostre e proiezioni.
Non andrebbero nemmeno dimenticati, in via Toulouse-Loutrec, il Palazzo
Decazes, in stile rinascimentale con elementi classici e il palazzo nativo del
Loutrec costruito sull'antico muro di cinta della città e che, purtroppo, non è
aperto al pubblico.
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