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IL " CARONTE " DEL LAGO DI COMO. Seduta sulla panchina di ferro rotonda
che circonda un platano, nella piazzetta di Sala Comacina, aspetto, senza
fretta, l'arrivo del " Caronte " locale, ovvero di Cesare Caproni,
detto " Grata ", ex barcaiolo accompagnatore di tutti coloro che
volevano raggiungere l'isola Comacina: classe 1915. Quando arriva é arzillo come lo
ricordavo, si rammarica con i parenti che vengono a trovarlo solo d'estate
lasciandolo solo, é vedovo, tutto l'inverno; si capisce però che qui non é
come per i vecchi delle grandi città, infatti ancora oggi intrattiene i turisti
che aspettano il traghetto e non manca mai l'occasione " de cascià quatar
ball ", parlando di se: iniziò a lavorare come pescatore a quattordici
anni, ed ,occasionalmente, accompagnava i viaggiatori, pochi, per l'isola. Solo
dal '48 iniziò un servizio " regolare " per i clienti del nuovo
ristorante, nato per volontà degli " Amici dell'Isola ": Pierino
Saibene pittore, Marcello Giacosa negoziante, Nessi Lino detto " Cotoletta
" ed Aldo Taroni. Chiedo quale sia il personaggio che l'ha
impressionato maggiormente durante i tanti anni di lavoro e, senza esitazione,
fa il nome di Gregory Peck. Racconta di averlo trasportato sull'isola con una
donna e di averci successivamente accompagnato anche un giornalista ed un
fotografo: la giacca di quest'ultimo, subito inseguito, fu scaraventata nel lago
insieme alla sua macchina fotografica da un Gregory Peck inferocito
ed il " Grata " fu pagato, dallo stesso Peck, perché non
trasportasse nessuno sull'isola durante l'intera giornata. E' impossibile citare
tutti i personaggi conosciuti dal " Grata ", ricorda ancora: Nenni,
Vianello e moglie, Bramieri, Gullit, Tony Dallara, Virna Lisi e molti altri. " L’ORLANDO, LE TROTE E LA
CAMPAGNA DI RUSSIA”. Seguendo l’indicazione Madonna del
Soccorso e Crotto della Sorgente mi inerpico, con l'auto, alla ricerca di una
mia vecchia conoscenza: il Sig.
Orlando , proprietario del Crotto della Sorgente. Il cartello indicatore é ben
visibile ad Ossuccio, sulla sinistra per chi proviene da Como, salgo sino a
quando la strada si interrompe, parcheggio e cerco di ricordare quale dei tre é
il sentiero per raggiungere il Crotto della Sorgente anche perché non c'é
nessuna indicazione: basta chiedere ad un locale. Ben visibile é invece il
sentiero che conduce al santuario della Madonna del Soccorso, costruito nel
Cinquecento é tutt'ora meta di pellegrinaggi, sul percorso si incontrano
quattordici pregevoli cappelle del Seicento e la Trattoria del Santuario ( tel.
0344/ 55.419 ). Per chi volesse camminare ulteriormente c'é il Rifugio "
Boffalora " : ristorante ed albergo raggiungibili in auto da San Fedele
Intelvi, Pigra e Ponna. Salendo dal " Boffalora ", a piedi per più di
un'ora, si raggiunge la vetta del monte Galbiga ( mt.1697 ) il cui panorama
ricompensa la fatica. Per gli amanti dell'arte, ma sono necessari anche
buoni polmoni, sopra il Santuario del Soccorso, in Val Perlana, é
situato il monastero di San Benedetto al Monte Oltrione: bellissimo il chiostro,
da tempo abbandonato, trattasi del
più valido esempio di architettura basilicale della zona. Tornando al " mio " sentiero è
come lo ricordavo: buio, illuminato un poco dalla luna piena, ma c'é anche
l'altro accesso da Lenno: in questo caso seguire le segnalazioni per il
Santuario. Quest'ultimo domina il
paesaggio, la quiete é totale, pochi minuti e si arriva alla prima cappella del
percorso che conduce alla Madonna del Soccorso e qui, ben visibile, c'é il
cartello che indica il crotto della Sorgente. Il rumore della cascata e
dell'acqua nelle vasche dell'allevamento di trote mi conferma che sono arrivata:
fra le trote intravedo esemplari da primato. L'accoglienza é sempre cortese, di
nuovo c'é solo un ulteriore spazio per mangiare all'aperto, il tutto nel
rispetto della struttura iniziale. Vecchi arnesi da lavoro sono appesi ovunque
insieme alle foto e ritagli di giornali che raccontano la storia del personaggio
" Orlando ". Sono fortunata, pur senza averla prenotata, c'è la
polenta " vuncia ", fatta, come sempre, nel paiolo e girata a mano. La
scelta dei piatti è comunque varia e adatta anche a chi vuole mantenere la
linea: antipasto misto di affettati, trote salmonate, affumicate, al burro, alla
griglia, missoltini, formaggi della casa ed altro. ( Il crotto della Sorgente,
tel. 0344/ 55 270 ). Dopo aver aggiunto personalmente il burro
ed il formaggio alla polenta nel paiolo, davanti ai clienti, il Sig. Galli
Orlando si siede di fronte a me e si presenta: 1921, V° Alpini, 45a compagnia.
Gli ricordo che frequentavo il suo crotto quando c'erano ancora i caprini "
dell'alpe " ed i salami che faceva lui in persona e che non ho dimenticato
i suoi racconti sulla campagna di Russia. Così ci ritroviamo a parlare di
quando venne fatto prigioniero in una capanna: i tedeschi furono subito uccisi,
gli italiani abbandonati li dentro. Dopo poche ore il tenente cappellano chiese
una moneta e precisò che il suo lancio avrebbe deciso che strada prendere: fu
così che raggiunsero la colonna in ritirata, dall'altra parte c'era il nemico.
Le donne russe li facevano entrare nelle case e , se c'era da mangiare, si
mangiava; non era semplice, la colonna era costituita da 350.000 uomini. Il Sig. Orlando si allontana un attimo e
torna con una vecchia foto incorniciata: ecco come era il crotto quando lo comprò:
dice di aver letto un cartello " VENDESI " e di aver pensato che il
luogo era ideale per costruirvi un crotto. Gli
adattamenti sono costati dieci anni di lavoro. Lui, aiutante panettiere a undici
anni, arrivò qui dopo aver avuto una gelateria e una tavola calda. Il discorso
si fa lungo, vengo a sapere della morte del fornitore di caprini e della
vedovanza di colui che lo aiutava a confezionare i salami. Parliamo dei
prosciutti di una volta, mi spiega tutto sull'età che dovrebbe avere un maiale
per mantenere quel sapore e della sua alimentazione. Divago sul famoso
prosciutto " pata negra "
spagnolo e lui, successivamente, mi confessa che ha qualche formaggio
stagionato anche da cinque anni in cantina naturalmente. Il colloquio termina
con i nomi di Castellini, portiere del Napoli e nativo di Menaggio nei cui
dintorni possiede una villa e di Zoff, portiere della Juventus che insieme
mangiarono da lui per molti anni. Sulla strada del ritorno verso Como la
svettante architettura del campanile di Ospedaletto ( Ossuccio )
di " Santa Maria Maddalena ", illuminato dalla luna piena, mi
fa sentire a casa, inconfondibile la sua cella campanaria in terracotta di stile
ogivale, aggiunta nel Trecento. Subito dopo si incontra il campanile a vela
della bella chiesa romanica di San Giacomo. Sulla strada del ritorno verso Como la
svettante architettura del campanile di Ospedaletto ( Ossuccio )
di " Santa Maria Maddalena ", illuminato dalla luna piena, mi
fa sentire a casa, inconfondibile la sua cella campanaria in terracotta di stile
ogivale, aggiunta nel Trecento. Subito dopo si incontra il campanile a vela
della bella chiesa romanica di San Giacomo, frequento il lago da quasi cinquant'anni,
ma non mi sono ancora stancata di ammirarlo. OLIO DI LENNO: Salgo in auto e mi dirigo a Lenno, qui,
nonostante l'ora, mi attende il Sig. Vanini, proprietario dell'unico oleificio
del lago di Como. Conduzione familiare: bottega sotto casa, produzione dal 1850.
Qui l'olio é spremuto a freddo e la localizzazione degli ulivi gli conferisce
un sapore unico e gradevolmente leggero. Purtroppo la produzione è limitata e,
sul finire dell'estate, quando anche i tedeschi hanno comperato qualche
bottiglia, l'oleificio rimane a " secco " sino a dicembre quando viene
pronta la nuova produzione. Le scolaresche, accompagnate dallo stesso Vanini,
visitano questo piccolo angolo di Mediterraneo a partire da metà novembre,
quando le macine entrano in funzione.( Per visite guidate con scolaresche o
gruppi telefonare al numero 0344/ 55 127 oppure allo 0344/55 063. L'indirizzo é:
Premiato Oleificio Vanini, via S. Pellico 10, 22016 Lenno,
). Mi allontano da Lenno dispiaciuta di non
poter visitare l'abbazia di Acquafredda, ne l'attuale chiesa seicentesca che
faceva parte del complesso, che prende il nome da una fredda fonte nelle
vicinanze e fu fondata dai monaci cistercensi: ben poco rimane della struttura
originale, l'abbazia fu soppressa nel 1785 e oggi é abitata dai Padri Capuccini.
Da segnalare anche la chiesa di Santo Stefano la cui cripta conserva materiali
archeologici romani e paleocristiani e l'antico battistero ottagonale di
pregevole fattura romanica. Sempre a Lenno, in piazza Undici Febbraio
3, si trova la trattoria " Santo Stefano ", da segnalare per la qualità
ed i prezzi modici ( Trattoria Santo Stefano tel.:0344/ 5.54.34 ). |